I flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo orientale
L'UE e i suoi Stati membri hanno adottato una serie di misure per affrontare la situazione migratoria lungo la rotta del Mediterraneo orientale e per sostenere i rifugiati in Turchia.
Azioni intraprese dall'UE per affrontare la situazione migratoria in Turchia
La rotta del Mediterraneo orientale si riferisce agli arrivi irregolari in Grecia, a Cipro e in Bulgaria. Nel 2015 è arrivato nell'UE lungo questa rotta un numero elevato di rifugiati alla ricerca di un riparo dalla guerra civile in Siria.
Da allora il numero di arrivi irregolari lungo questa rotta è diminuito significativamente grazie alla cooperazione tra l'UE e la Turchia. L'attuazione della dichiarazione UE-Turchia del marzo 2016 ha avuto un ruolo fondamentale nel ridurre gli arrivi irregolari attraverso la Turchia.
Dichiarazione UE-Turchia
Nel marzo 2016, a fronte del massiccio numero di migranti che attraversa la Turchia, i leader di UE e Turchia hanno convenuto di contrastare la migrazione irregolare. La dichiarazione stabilisce una serie principi. L'UE mantiene il suo impegno a favore dell'attuazione della dichiarazione e continua a sostenere i rifugiati siriani attraverso lo strumento per i rifugiati in Turchia.
A seguito dell'attuazione della dichiarazione, sono diminuiti significativamente gli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo orientale. L'accordo con la Turchia ha contribuito a ridurre il numero di vite perse in mare e a combattere i trafficanti di migranti.
Flussi migratori: rotte orientale, centrale e occidentale (Infografica)
Misure volte a migliorare le condizioni dei rifugiati in Turchia
I rifugiati in Turchia ricevono aiuti dall'UE per migliorare le loro condizioni di vita. Lo strumento dell'UE per i rifugiati in Turchia, che gestisce un finanziamento totale di 6 miliardi di EUR, prevede un meccanismo di coordinamento congiunto volto a garantire che i bisogni dei rifugiati e delle comunità di accoglienza in Turchia siano affrontati nel loro complesso.
La Commissione europea ha creato questo strumento il 24 novembre 2015 in seguito alla richiesta degli Stati membri di finanziamenti aggiuntivi a sostegno dei rifugiati in Turchia.
Il 29 novembre 2015 il Consiglio europeo si è impegnato a erogare una prima quota di 3 miliardi di EUR a favore dello strumento. Nel marzo 2018, essendo stato interamente utilizzato il bilancio iniziale, la Commissione ha proposto di incrementare i finanziamenti dello strumento di altri 3 miliardi di EUR. Nel giugno 2018 gli Stati membri dell'UE hanno raggiunto un accordo su un finanziamento supplementare pari a 3 miliardi di EUR per sostenere i rifugiati siriani in Turchia.
- Strumento per i rifugiati in Turchia: gli Stati membri raggiungono un accordo sui dettagli di un finanziamento supplementare (comunicato stampa, 29 giugno 2018)
- Lo strumento dell'UE per i rifugiati in Turchia (scheda informativa, Commissione europea)
La prima quota ha finanziato progetti che si sono protratti fino alla metà del 2021. La seconda quota sta finanziando progetti che proseguiranno fino alla metà del 2025. L'accento è posto principalmente sull'assistenza umanitaria, l'istruzione, la sanità, lo sviluppo socioeconomico, le infrastrutture comunali, il sostegno socioeconomico e la gestione della migrazione.
I rifugiati in Turchia hanno visto migliorare le proprie condizioni di vita grazie ai progetti finanziati dallo strumento:
- sono stati attuati 65 progetti volti a soddisfare le esigenze di base e a fornire protezione, istruzione e assistenza sanitaria ai rifugiati più vulnerabili in Turchia
- 701 000 minori rifugiati hanno ricevuto un sostegno per frequentare la scuola
- accesso libero ed equo all'assistenza sanitaria per 4 milioni di rifugiati
- più di 2,6 milioni di rifugiati hanno ricevuto sostegno per le necessità di base della vita quotidiana
A seguito delle conclusioni del Consiglio europeo del giugno 2021 e al di fuori del quadro dello strumento, la Commissione ha mobilitato 3 miliardi di EUR a favore dei rifugiati e delle comunità di accoglienza in Turchia per il periodo 2021-2023. Questo finanziamento mira a continuare a sostenere settori prioritari quali le esigenze di base e l'istruzione, la gestione della migrazione e il controllo delle frontiere nonché il sostegno umanitario.
Ultima modifica: 8 dicembre 2025