- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 7 dicembre 2016 10:30
Codice frontiere Schengen: accordo per rafforzare le verifiche alle frontiere esterne
Il 7 dicembre 2016 il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha approvato un testo di compromesso concordato con il Parlamento europeo relativo a una modifica del codice frontiere Schengen mirante a rafforzare le verifiche nelle banche dati pertinenti alle frontiere esterne.
"È stato possibile raggiungere questo obiettivo solo grazie al lavoro e all'impegno intensi di tutte le persone coinvolte" ha dichiarato Robert Kaliňák, ministro dell'interno della Slovacchia e presidente del Consiglio. "È una risposta importante all'aumento della minaccia terroristica in Europa e soprattutto cruciale nel contesto della lotta al problema dei combattenti stranieri."
La modifica impone agli Stati membri di effettuare verifiche sistematiche su tutte le persone, inclusi i beneficiari del diritto alla libera circolazione ai sensi del diritto dell'UE (per es. cittadini dell'Unione e loro familiari che non sono cittadini dell'Unione) quando attraversano la frontiera esterna, consultando le banche dati sui documenti smarriti o rubati anche al fine di accertarsi che tali persone non rappresentino una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. Tale obbligo si applica a tutte le frontiere esterne (frontiere aeree, marittime e terrestri), sia all'ingresso che all'uscita.
Tuttavia, qualora la consultazione sistematica delle banche dati per tutti i beneficiari del diritto alla libera circolazione ai sensi del diritto dell'UE rischi di avere un impatto sproporzionato sul flusso di traffico alle frontiere marittime e terrestri, gli Stati membri possono limitarsi a eseguire verifiche mirate nelle banche dati, purché da una valutazione dei rischi risulti che ciò non comporta rischi connessi con la sicurezza interna, l’ordine pubblico o le relazioni internazionali degli Stati membri oppure una minaccia per la salute pubblica.
Per quanto riguarda le frontiere aeree, le istituzioni hanno convenuto che gli Stati membri possano avvalersi di questa possibilità, ma solo per un periodo transitorio di 6 mesi a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento modificato. Tale periodo può essere prorogato fino a un massimo di 18 mesi in casi eccezionali, qualora un determinato aeroporto incontri difficoltà infrastrutturali che richiedono un periodo di tempo più lungo per gli adeguamenti in modo da poter effettuare le consultazioni sistematiche delle banche dati senza un impatto sproporzionato sul flusso di traffico.
Contesto
Questo regolamento, finalizzato a modificare il codice frontiere Schengen, è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2015. Esso rappresenta una risposta all'aumento delle minacce terroristiche e all'invito rivolto dal Consiglio, nelle sue conclusioni del 9 e 20 novembre 2015, a una revisione mirata del codice frontiere Schengen nel contesto della risposta ai combattenti terroristi stranieri. L'accordo è anche un risultato concreto della dichiarazione e della tabella di marcia di Bratislava, concordata dai leader dei 27 Stati membri il 16 settembre 2016.
Mentre gli Stati membri sono tenuti a effettuare, all'ingresso, verifiche sistematiche sui cittadini di paesi terzi in tutte le banche dati per motivi di ordine pubblico e sicurezza interna; all’uscita, invece, le attuali disposizioni non prevedono che tale verifica debba essere eseguita su tutte le banche dati. Né prevedono una verifica sistematica dei beneficiari del diritto alla libera circolazione ai sensi del diritto dell'UE. La modifica allineerà gli obblighi per includervi le verifiche sistematiche all'uscita onde garantire che i cittadini di paesi terzi e i cittadini dell'Unione e i loro familiari non costituiscano una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza interna.
La modifica intensifica il ricorso al sistema d'informazione Schengen e alle altre pertinenti banche dati dell'Unione e dà la possibilità di consultare le altre banche dati di Interpol. La consultazione della banca dati di Interpol sui documenti di viaggio rubati e smarriti è un obbligo per le verifiche dei cittadini di paesi terzi e dei beneficiari del diritto alla libera circolazione ai sensi del diritto dell'UE, sia all'ingresso che all'uscita.
Prossime tappe
Ora che l'accordo è stato confermato dal Comitato dei rappresentanti permanenti, a nome del Consiglio, il regolamento sarà trasmesso al Parlamento europeo per una votazione in prima lettura e al Consiglio per adozione.
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Ultima modifica: 13 gennaio 2024