La risposta dell'UE al terrorismo
La lotta al terrorismo è una priorità assoluta per l'UE. Gli Stati membri collaborano strettamente per prevenire gli attentati terroristici e garantire la sicurezza dei cittadini.
Perché la lotta al terrorismo è una priorità assoluta per l'UE
In seguito a una serie di attentati terroristici perpetrati dal 2015, l'Unione europea ha adottato varie misure per porre fine al terrorismo.
Sebbene la responsabilità di combattere la criminalità e salvaguardare la sicurezza spetti principalmente agli Stati membri, gli attentati terroristici degli ultimi anni hanno mostrato che questa è anche una responsabilità comune che devono assumere insieme. L'UE contribuisce alla protezione dei suoi cittadini fungendo da principale forum di cooperazione e coordinamento tra gli Stati membri.
Nel 2015 i leader dell'UE hanno rilasciato una dichiarazione comune intesa a orientare i lavori dell'UE e dei suoi Stati membri. Hanno chiesto misure specifiche, incentrate su tre settori:
- garantire la sicurezza dei cittadini
- prevenire la radicalizzazione e tutelare i valori
- cooperare con i partner internazionali
Nel novembre 2020, a seguito degli attentati terroristici in Francia, Germania e Austria, i ministri dell'Interno dell'UE hanno convenuto di intensificare ulteriormente gli sforzi congiunti per combattere il terrorismo, senza compromettere i valori comuni dell'UE, quali la democrazia, la giustizia e la libertà di espressione.
Nel dicembre 2020 i leader dell'UE hanno ribadito la loro unità nella lotta alla radicalizzazione, al terrorismo e all'estremismo violento.
Definizione UE di terrorismo
Ai sensi del diritto dell'UE, i reati di terrorismo sono atti commessi allo scopo di:
- esercitare gravi intimidazioni sulla popolazione
- costringere indebitamente i poteri pubblici o un'organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto
- destabilizzare gravemente o distruggere le strutture politiche, costituzionali, economiche o sociali fondamentali di un paese o di un'organizzazione internazionale
Prevenzione della radicalizzazione
La radicalizzazione non è un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni è diventata una minaccia più grave.
Le tecnologie di comunicazione online hanno reso più facile per i terroristi comunicare a livello transfrontaliero, oltre ad amplificare la propaganda terroristica e incrementare la diffusione dell'estremismo.
Nell'aprile 2021 l'UE ha adottato un regolamento relativo al contrasto della diffusione di contenuti terroristici online. Le nuove norme si applicheranno a partire dal 7 giugno 2022.
Le autorità competenti degli Stati membri avranno facoltà di emettere ordini di rimozione nei confronti di prestatori di servizi, imponendo loro di rimuovere i contenuti terroristici o di disabilitarne l'accesso in tutti gli Stati membri.
Contrastare la diffusione di contenuti terroristici online (Infografica)
Elenco dei soggetti terroristici stabilito dall'UE
Nell'ambito della sua risposta al terrorismo a seguito degli attentati dell'11 settembre 2001, l'Unione europea ha predisposto un elenco di persone, entità e gruppi coinvolti in atti terroristici e oggetto di misure restrittive. Il Consiglio riesamina l'elenco periodicamente, almeno ogni 6 mesi.
Dal settembre 2016 l'UE può applicare le proprie sanzioni nei confronti dell'ISIL/Dàesh e di Al Qaeda e di persone ed entità a essi associate o che li sostengono.
Scambio di informazioni
Un'efficace condivisione delle informazioni tra le autorità di contrasto, giudiziarie e di intelligence degli Stati membri è fondamentale per combattere il terrorismo, rintracciare i combattenti stranieri e contrastare la criminalità organizzata.
L'UE ha adottato misure volte a migliorare lo scambio di informazioni tra i paesi dell'UE, tra cui, da ultimo:
- il quadro per l'interoperabilità tra i sistemi d'informazione dell'UE volto ad agevolare la gestione in materia di frontiere, sicurezza e migrazione (2019)
- l'aggiornamento del sistema d'informazione Schengen, utilizzato dalla polizia e dalle guardie di frontiera per condividere le segnalazioni di persone e oggetti ricercati o scomparsi (2018)
- la direttiva sul codice di prenotazione, che disciplina il trasferimento e il trattamento dei dati personali forniti dai passeggeri aerei (2016)
- l'istituzione di un centro europeo antiterrorismo presso Europol per sostenere lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali di polizia (2016)
In che modo le banche dati interoperabili rafforzeranno la sicurezza dell'Europa (Infografica)
Coordinatore antiterrorismo dell'UE
A seguito degli attentati terroristici dell'11 marzo 2004 a Madrid, i leader dell'UE hanno adottato una dichiarazione sulla lotta al terrorismo. Tra le altre misure, hanno convenuto di istituire la carica di coordinatore antiterrorismo dell'UE.
Il coordinatore è incaricato di coordinare le attività in materia di lotta al all'interno dell'UE, monitorare l'attuazione della strategia antiterrorismo dell'UE e migliorare la comunicazione tra l'UE e i paesi terzi.
Blocco delle fonti di finanziamento del terrorismo
I rischi legati al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo costituiscono una grave minaccia per il sistema finanziario dell'UE e la sicurezza dei suoi cittadini.
Dal 2018 nell'UE sono in vigore norme antiriciclaggio più rigorose. Tali norme rendono difficile occultare fondi illegali dietro una serie di società fittizie e rafforzano i controlli sui paesi terzi a rischio. Potenziano inoltre il ruolo delle autorità di vigilanza finanziaria e migliorano gli scambi e l'accesso alle informazioni.
Controllo delle armi da fuoco
Per colmare le lacune giuridiche che hanno consentito ai terroristi di utilizzare armi riconvertite, nel 2017 il Consiglio ha adottato nuove norme sul controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi.
La direttiva include misure volte a migliorare la tracciabilità e norme più severe riguardo all'acquisizione e alla detenzione delle armi da fuoco più pericolose.
Nel giugno 2019 il Consiglio ha adottato nuove norme volte a limitare la disponibilità dei precursori di esplosivi per i privati e garantire l'adeguata segnalazione di transazioni sospette lungo l'intera catena di approvvigionamento.
I precursori di esplosivi sono sostanze chimiche che possono essere utilizzate per fini legittimi, ma possono anche essere usate impropriamente per la fabbricazione illecita di esplosivi artigianali.
Digitalizzazione della cooperazione giudiziaria
Sempre più criminali e terroristi ricorrono alla tecnologia per pianificare e commettere reati. Di conseguenza, le autorità fanno sempre più affidamento sulle prove elettroniche per rintracciarli e condannarli. Al momento l'UE sta lavorando a nuove norme volte a garantire un meccanismo più efficiente per l'accesso transfrontaliero alle prove elettroniche.
L'uso di strumenti digitali nelle procedure penali relative ai reati di terrorismo in tutta l'UE assume un'importanza fondamentale alla luce del mutevole panorama delle minacce alla sicurezza e della rapida progressione dello sviluppo tecnologico.
- La presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo raggiungono un accordo provvisorio per migliorare lo scambio di informazioni nei casi di terrorismo (comunicato stampa, 14 dicembre 2022)
- Europa digitale: il Consiglio adotta nuove norme per modernizzare la cooperazione giudiziaria (comunicato stampa, 4 novembre 2020)
- Registro giudiziario antiterrorismo (Eurojust)
Misure volte a fermare i combattenti terroristi stranieri
Secondo le stime, dal 2011 da 4 000 a 5 000 cittadini dell'UE si sono recati o hanno tentato di recarsi in zone di conflitto, principalmente in Iraq e in Siria, per unirsi a gruppi terroristici come l'ISIL/Dàesh. Il 30% di essi ha già fatto ritorno nel proprio paese d'origine. La questione dei combattenti stranieri è una delle priorità dell'agenda politica dell'UE da molti anni.
Nel marzo 2017 l'UE ha adottato una direttiva sulla lotta contro il terrorismo. Le nuove norme rafforzano il quadro giuridico dell'UE per prevenire gli attentati terroristici e affrontare il fenomeno dei combattenti terroristi stranieri. La direttiva qualifica come reato azioni quali:
- l'addestramento o i viaggi per scopi terroristici
- l'organizzazione o l'agevolazione di tali viaggi
- la fornitura o la raccolta di fondi connessi ad attività o gruppi terroristici
Nel marzo 2017 l'UE ha inoltre adottato un regolamento che modifica il codice frontiere Schengen. Le nuove norme obbligano gli Stati membri a effettuare verifiche sistematiche nelle banche dati pertinenti su tutte le persone che attraversano le frontiere esterne, compresi i cittadini dell'UE e i loro familiari.
- Lotta al terrorismo: il Consiglio approva conclusioni sulle future priorità in materia di lotta al terrorismo (comunicato stampa, 12 dicembre 2024)
- Codice frontiere Schengen: il Consiglio adotta un regolamento per rafforzare le verifiche alle frontiere esterne (comunicato stampa, 7 marzo 2017)
- Rafforzare le frontiere esterne dell'UE
Cooperazione con i paesi terzi
La sicurezza dell'Unione e dei suoi cittadini è direttamente collegata a quanto avviene al di fuori dell'Europa. Nel 2015 il Consiglio ha deciso di intensificare l'azione esterna di lotta al terrorismo, in particolare nelle regioni del Mediterraneo, Medio Oriente, Nord Africa, Golfo e Sahel:
- sarà rafforzata la cooperazione con i partner chiave
- saranno avviati nuovi progetti per sostenere lo sviluppo di capacità
- saranno intensificate le azioni volte a contrastare la radicalizzazione e l'estremismo violento
Nel 2014 il Consiglio ha adottato la strategia dell'UE in materia di antiterrorismo e combattenti stranieri incentrata su Siria e Iraq. La strategia individua diversi settori prioritari, tra cui il miglioramento della cooperazione con i paesi terzi per individuare le reti di reclutamento e i combattenti stranieri.
Per ribadire il suo fermo impegno a proteggere i cittadini dell'UE dal terrorismo e dall'estremismo violento, nel giugno 2020 il Consiglio ha chiesto di intensificare il coinvolgimento e l'azione a livello esterno dell'UE in materia di lotta al terrorismo in alcuni settori prioritari:
- aree geografiche, fra cui i Balcani occidentali, il Nord Africa e il Medio Oriente, la regione del Sahel e il Corno d'Africa
- aree tematiche, fra cui i diritti umani, lo Stato di diritto, la prevenzione della radicalizzazione che porta all'estremismo violento, il finanziamento del terrorismo
Cosa sta facendo l'UE per combattere il terrorismo?
I paesi UE cooperano sempre più strettamente nel settore della lotta al terrorismo: dalle misure adottate per impedire ai terroristi di acquistare armi o costruire bombe, fino agli sforzi volti a cercare di contrastare in primo luogo la radicalizzazione. Come? Per saperne di più, segui questo percorso che attraversa due decenni.
Ultima modifica: 30 gennaio 2025