- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 6 aprile 2017 22:37
Dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE sul presunto attacco con armi chimiche a Idlib, Siria
Questo documento è disponibile in lingue non UE :
L'UE condanna con la massima fermezza l'attacco aereo del 4 aprile 2017 che ha colpito la città di Khan Sheikhoun nella provincia di Idlib e che ha avuto conseguenze atroci, causando numerosi morti e feriti tra i civili, compresi bambini e operatori umanitari, con molte vittime che manifestavano sintomi di avvelenamento da gas.
L'UE esorta il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a riunirsi, a condannare fermamente l'attacco a Khan Sheikhoun e a garantire un'indagine rapida, indipendente e imparziale sull'attacco.
La missione di accertamento dei fatti dell'OPCW sta raccogliendo e analizzando informazioni provenienti da tutte le fonti disponibili. Mentre l'indagine su tale attacco è ancora in corso, l'UE rileva con profonda preoccupazione che il regime siriano aveva già utilizzato armi chimiche nel 2015, come si evince dalle relazioni di agosto e ottobre del meccanismo investigativo congiunto OPCW-ONU, uso che all'epoca l'UE aveva fermamente condannato. In tale contesto l'UE ribadisce che, in quanto parte della convenzione sulle armi chimiche, il regime siriano ha l'obbligo esplicito di astenersi dall'uso di armi chimiche e ha la responsabilità primaria di proteggere la popolazione siriana. L'UE invita pertanto gli alleati del regime, in particolare la Russia, ad esercitare a tal fine un'adeguata pressione sul regime siriano.
L'uso di armi chimiche o di sostanze chimiche come armi costituisce un crimine di guerra. Il loro uso in Siria, anche da parte del regime e di Da'esh, deve cessare e i responsabili individuati devono rispondere di questa violazione del diritto internazionale.
I colpevoli di violazioni del diritto internazionale e dell'uso di armi chimiche devono essere sanzionati di conseguenza. A marzo l'UE ha aggiunto quattro militari siriani di alto grado all'elenco delle sanzioni a causa del loro ruolo nell'uso di armi chimiche contro la popolazione civile in linea con la politica dell'UE volta a contrastare la proliferazione e l'uso delle armi chimiche.
L'UE continuerà a sostenere gli sforzi dell'OPCW in Siria per quanto riguarda l'indagine sull'uso di armi chimiche e ritiene che la comunità internazionale debba proseguire tali sforzi anche in futuro.
L'attacco costituisce una flagrante violazione del cessate il fuoco. Evidenzia l'urgente necessità di un cessate il fuoco reale e soggetto a verifica. A tale riguardo l'UE invita la Russia, la Turchia e l'Iran a mantenere fede ai propri impegni in quanto garanti.
Attacchi di questo tipo non fanno che rafforzare la necessità urgente di un'autentica transizione politica in Siria e la volontà dell'UE di sostenere gli sforzi dell'ONU volti a mediare una soluzione politica al conflitto siriano attraverso i colloqui tra le parti siriane a Ginevra, come ribadito in occasione della conferenza internazionale "Sostenere il futuro della Siria e della regione" che l'UE ha organizzato a Bruxelles il 5 aprile 2017.
I paesi candidati ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro* e Albania*, i paesi dell'EFTA Islanda, Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina e la Georgia aderiscono alla presente dichiarazione.
* - L'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e l'Albania continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.
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Ultima modifica: 15 gennaio 2024