- Consiglio “Ambiente”
Consiglio “Ambiente”, 4.3.2016, 4 marzo 2016
Principali risultati
A Parigi 195 paesi hanno adottato un accordo sul clima di portata storica, un vero punto di svolta al fine di limitare l'aumento della temperatura e prevenire i rischi derivanti dai cambiamenti climatici. Ora gli Stati membri lo trasformeranno in realtà adottando misure concrete a livello dell'UE e nazionale. Sharon Dijksma, ministro dell'ambiente dei Paesi Bassi e presidente del Consiglio
Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici
I ministri hanno discusso il seguito dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e le sue implicazioni per la politica climatica dell'UE. Hanno sottolineato la necessità di mantenere vivo lo slancio di Parigi e concentrarsi ora sull'attuazione degli impegni, inclusi quelli formulati a livello nazionale.
Una tempestiva attuazione del quadro dell'UE per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030 rappresenterebbe un segno importante dell'impegno dell'UE nei confronti degli obiettivi dell'accordo di Parigi. I ministri hanno anche evidenziato l’importanza di una rapida ratifica dell’accordo.
Una sintesi di tale dibattito sarà inviata al presidente del Consiglio europeo.
Il ministro dell'ambiente dei Paesi Bassi, Sharon Dijksma, attuale presidente del Consiglio "Ambiente", ha dichiarato: "A Parigi 195 paesi hanno adottato un accordo sul clima di portata storica, un vero punto di svolta al fine di limitare l'aumento della temperatura e prevenire i rischi derivanti dai cambiamenti climatici. Ora gli Stati membri lo trasformeranno in realtà adottando misure concrete a livello dell'UE e nazionale."
Economia circolare
Il Consiglio ha tenuto un dibattito sul piano d'azione per l'economia circolare, parte di un pacchetto comprendente anche quattro proposte legislative sui rifiuti. L'obiettivo del pacchetto è incentivare la transizione dell'Europa verso un'economia circolare, più sostenibile e competitiva del modello attuale. Esso introduce misure volte a limitare l'uso delle risorse, ridurre i rifiuti e promuovere il riciclaggio.
I ministri hanno espresso il loro sostegno al piano d'azione ed hanno individuato le azioni prioritarie da un punto di vista ambientale. Hanno altresì discusso le misure complementari da adottare a livello nazionale ed hanno evidenziato la necessità di sfruttare al meglio il piano d'azione e monitorare i progressi. Il loro dibattito e quello svoltosi a inizio settimana nel Consiglio "Competitività" alimenteranno le conclusioni la cui adozione è prevista in giugno.
"L'UE ed i governi devono cooperare strettamente con le imprese e le ONG per far funzionare l'economia circolare. Oggi i ministri dell'UE hanno discusso con successo le modalità con cui stimolare la domanda di materiali riciclati e la necessità di una legislazione coerente per promuovere l'innovazione", ha dichiarato il ministro Dijksma.
Interferenti endocrini
Il Consiglio ha adottato una dichiarazione concernente una recente sentenza in materia di interferenti endocrini (sostanze chimiche che possono interferire con il sistema ormonale). Il Tribunale ha ritenuto che la Commissione non abbia specificato a tempo debito i criteri scientifici per tali sostanze.
La dichiarazione sottolinea l'importanza di un'azione urgente da parte della Commissione per conformarsi alla sentenza e agli obblighi giuridici che le incombono, al fine di evitare ulteriori ritardi nella definizione di criteri scientifici per gli interferenti endocrini.
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