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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 23 maggio 2017 17:40

Adattarsi ai cambiamenti tecnologici, preservare la competitività e i valori fondamentali europei nel settore dei servizi audiovisivi

Il Consiglio ha raggiunto oggi un orientamento generale sulla proposta di revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (AVMS). La proposta intende rispondere ai cambiamenti tecnologici e di mercato senza precedenti avvenuti con il passaggio al digitale, al fine di promuovere la competitività del settore audiovisivo europeo, salvaguardando nel contempo valori fondamentali come la protezione dei minori, il pluralismo dei media, la diversità culturale e la tutela dei consumatori.

La proposta della Commissione allinea ulteriormente le norme per le trasmissioni televisive e per i servizi a richiesta e amplia il campo di applicazione della direttiva includendo le piattaforme per la condivisione di video, che dovranno rispettare le norme in materia di protezione dei minori e di tutti i cittadini dalla violenza e dall'incitamento all'odio.

La proposta semplifica le norme che disciplinano il "principio del paese di origine" (secondo cui un fornitore di servizi di media è soggetto solamente alle norme del paese in cui ha sede). Stabilisce inoltre obblighi più rigorosi per la promozione delle opere europee nei servizi a richiesta.

A seguito di intensi lavori al Consiglio nel corso delle presidenze slovacca e maltese, oggi il Consiglio ha approvato un testo di compromesso proposto dalla presidenza maltese, basato sui seguenti elementi:

  • il campo di applicazione della direttiva è stato esteso per includere i servizi dei "media sociali", se la fornitura di contenuti audiovisivi è parte essenziale di tali servizi
  • sono state razionalizzate le norme sulla giurisdizione e rafforzate le procedure di cooperazione per trattare problemi relativi ai servizi transfrontalieri, per esempio quelli derivanti da fornitori stabiliti in un paese ma che si rivolgono al pubblico di un altro.I regolatori nazionali devono inoltre rispettare un termine di due mesi quando ricevono una richiesta di un altro Stato membro
  • la promozione delle opere europee si applicherà anche ai fornitori di servizi a richiesta con il requisito di una quota minima, pari al 30%, di opere europee nei loro cataloghi e la possibilità per gli Stati membri di imporre un contributo finanziario ai fornitori di servizi di media, compresi quelli stabiliti in un altro Stato membro, ma prevedendo esenzioni per le start-up e le piccole imprese

Le norme sulle comunicazioni commerciali audiovisive diverranno più flessibili. Sono state inserite anche disposizioni in materia di indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione, trasparenza della proprietà dei media e necessità di sviluppare l'alfabetizzazione mediatica.

Il ministro Bonnici ha dichiarato: "Siamo estremamente orgogliosi di aver raggiunto un accordo sui servizi di media audiovisivi. Si tratta di una direttiva complessa che tocca questioni molto sensibili come il mercato interno, i diritti e le libertà fondamentali, la diversità culturale e la protezione dei minori.

Ma il mercato e la tecnologia sono in rapida evoluzione e dobbiamo garantire che le norme pertinenti stiano al passo con questi cambiamenti. L'accordo odierno in sede di Consiglio costituisce un ulteriore passo avanti verso il completamento del mercato unico digitale, che è vitale per la futura prosperità dell'Europa".

Prossime tappe

L'accordo al Consiglio preparerà la strada all'avvio di negoziati con il Parlamento europeo al fine di adottare quanto prima la direttiva.

Informazioni generali

La Commissione ha presentato la proposta nel maggio 2016, quale parte della strategia per il mercato unico digitale.

Il Consiglio ha esaminato la proposta durante due presidenze e nel novembre 2016 la presidenza slovacca ha presentato una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori.

La commissione per la cultura e l'istruzione (CULT) ha votato la sua relazione il 25 aprile 2017 e il 17 maggio la plenaria del PE ha conferito mandato alla commissione CULT per avviare i negoziati con il Consiglio.

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Ultima modifica: 13 gennaio 2024