Contingenti di pesca post Brexit
Contingenti di pesca post Brexit
Negli ultimi decenni UE e Regno Unito hanno gestito congiuntamente oltre 100 stock ittici. Dal gennaio 2021 i diritti di pesca per gli stock condivisi sono stabiliti per mezzo di consultazioni bilaterali annuali.
Fissazione dei contingenti di pesca
- L'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito attribuisce a ciascuna parte percentuali per ciascuno stock ittico condiviso
- Ogni anno UE e Regno Unito tengono consultazioni per concordare i diritti di pesca per l'anno successivo
- La Commissione europea presenta al Consiglio una proposta relativa alla posizione che l'UE deve adottare nelle consultazioni con il Regno Unito
- Il Consiglio fornisce orientamenti sulla proposta
- La Commissione europea tiene le consultazioni con il Regno Unito
- Il Consiglio è regolarmente aggiornato e informato sui progressi nelle consultazioni
- Quando un accordo è raggiunto, la Commissione lo presenta al Consiglio
- Il Consiglio decide in merito all'approvazione finale dell'accordo prima della chiusura formale delle consultazioni
I principi dell'UE
- Sostenibilità a lungo termine
- Migliori pareri scientifici
- Approccio precauzionale (in assenza di dati)
- Trasferimenti di contingenti (in caso di necessità)
Esempi di contingenti
- Suri/sugarelli (acque occidentali): la quota assegnata al Regno Unito è pari al 9% delle catture annue totali, mentre quella dell'UE è del 91%
- Sogliola (Manica orientale): la quota del Regno Unito è pari al 20% delle catture annue totali, mentre quella dell'UE è dell'80%
- Eglefino (Rockall): l'UE detiene il 15% delle catture totali, mentre il Regno Unito l'85%
- Aringa (Mare d'Irlanda): l'UE detiene il 3% delle catture e il Regno Unito il 97%
- Merluzzo carbonaro (Mar Celtico): il Regno Unito può catturare il 15% e l'UE l'85%
Ultima modifica: 1º febbraio 2025