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Consiglio "Giustizia e affari interni" (Affari interni), 4 giugno 2026
Risultati principali
Migrazione
I ministri degli Affari interni hanno fatto il punto sull'attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo prima della sua entrata in applicazione il 12 giugno, a seguito di un aggiornamento da parte della Commissione. Hanno inoltre esaminato i progressi compiuti nell'introduzione del nuovo sistema Eurodac, che diventerà operativo lo stesso giorno.
La presidenza cipriota ha annunciato che i ministri celebreranno l'entrata in applicazione del patto sulla migrazione e l'asilo in occasione di una conferenza ministeriale che si terrà a Nicosia il 12 giugno. Il patto renderà più efficace il sistema europeo comune di asilo grazie a procedure più rapide e norme più chiare per quanto riguarda sia la ripartizione delle responsabilità che la solidarietà tra gli Stati membri. A lungo termine, contribuirà anche a ridurre la pressione migratoria.
Il 12 giugno l'UE apre una nuova pagina nella gestione della migrazione. L'avvio del patto sulla migrazione e l'asilo è un risultato importante e dimostra la nostra capacità di trovare soluzioni comuni alle sfide condivise. La presidenza cipriota ha fatto dell'attuazione del patto una delle sue massime priorità e abbiamo lavorato incessantemente per garantire un avvio positivo. Il patto rafforzerà la capacità dell'UE di monitorare e gestire le sue frontiere esterne e consentirà procedure più efficienti in materia di migrazione e asilo.
Nicholas A. Ioannides, viceministro della Migrazione e della protezione internazionale della Repubblica di Cipro
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sulla dimensione esterna della migrazione, con particolareattenzione per l'inadeguata cooperazione con la Somalia nella riammissione dei suoi cittadini. Il numero di cittadini somali arrivati irregolarmente nell'UE è più che raddoppiato tra il 2024 e il 2025, con molti viaggi facilitati dalle reti di trafficanti. In tale contesto, i ministri hanno fornito orientamenti sulla via da seguire per quanto riguarda le misure restrittive in materia di visti proposte dalla Commissione. Hanno inoltre discusso di come l'UE potrebbe rafforzare la sua risposta alle reti del traffico di migranti, sia in Somalia che nei paesi di transito.
I ministri sono stati informati anche della pressione migratoria sulla Manica e sul Mare del Nord. Sebbene gli arrivi irregolari nell'UE siano generalmente diminuiti nel 2026 rispetto al 2025, l'elevato numero di attraversamenti irregolari delle frontiere lungo la Manica resta preoccupante. Le discussioni dei ministri dovrebbero aiutare la Commissione a mettere a punto un piano d'azione per la rotta della Manica.
I ministri degli Affari interni hanno discusso dello stato generale dello spazio Schengen a seguito della presentazione della relazione della Commissione sullo stato di Schengen del 2026, che valuta l'attuazione dell'acquis di Schengen nel corso dell'ultimo anno. Un'attuazione efficace rimane fondamentale per affrontare le sfide in materia di sicurezza e garantire la protezione delle frontiere esterne dell'UE.
Alla luce di quanto precede, i ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sulle azioni prioritarie per il ciclo del Consiglio Schengen 2026-2027 e le hanno approvate. Il ciclo 2026-2027 si basa sulle priorità degli anni precedenti, colmando le lacune restanti attraverso azioni prioritarie mirate. Vari Stati membri hanno sottolineato la necessità di rafforzare il ruolo della politica comune in materia di visti, quale prima linea di controllo di sicurezza che contribuisce a una gestione efficace delle frontiere.
Il nuovo ciclo continuerà a concentrarsi sui seguenti aspetti:
accelerare la digitalizzazione delle procedure e dei sistemi e migliorare la preparazione dei sistemi IT su larga scala,
rafforzare la resilienza delle frontiere esterne e l'efficacia dei rimpatri,
aumentare la sicurezza interna, adoperandosi per la libera circolazione in uno spazio senza controlli alle frontiere interne.
Nel corso delle discussioni alcuni Stati membri hanno preso atto dei pareri della Commissione sulla proporzionalità della proroga dei controlli alle frontiere interne da parte di diversi Stati membri.
I ministri hanno inoltre esaminato i progressi compiuti in materia di interoperabilità dei sistemi IT su larga scala dell'UE nel settore della giustizia e degli affari interni, compresi l'EES (sistema di ingressi/uscite) e l'ETIAS (sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi). La Commissione ed eu-LISA hanno fornito aggiornamenti sui preparativi. I ministri hanno sottolineato la necessità di proseguire gli sforzi per evitare ritardi nell'attuazione della tabella di marcia per l'interoperabilità.
Il Consiglio ha adottato conclusioni del Consiglio sul rafforzamento della governance Schengen a livello dell'UE e nazionale, che rappresentano un contributo significativo all'ulteriore miglioramento dell'efficacia, del coordinamento e della resilienza della governance Schengen a livello nazionale e dell'Unione europea.
Questa risorsa è attualmente disponibile solo nelle seguenti lingue:
Attuazione della strategia dell'UE in materia di droghe
Il Consiglio ha approvato un quadro per attuare la strategia dell'UE in materia di droghe in risposta alle crescenti sfide per la salute, la sicurezza e la società poste dal consumo e dal traffico di stupefacenti, che rischiano di compromettere il funzionamento delle nostre democrazie e dello Stato di diritto. Nell'ambito del quadro di attuazione, il Consiglio ha approvato il nuovo piano d'azione dell'UE contro il traffico di droga e misure concrete per realizzare le priorità fondamentali per ridurre il consumo di stupefacenti e i danni a essi collegati. La discussione è importante in vista del Consiglio europeo di giugno, quando i leader affronteranno per la prima volta le sfide legate all'uso e al traffico di stupefacenti.
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Nel corso di una colazione di lavoro i ministri si sono occupati del futuro status giuridico degli sfollati provenienti dall'Ucraina e hanno fornito orientamenti in attesa della prevista proposta della Commissione sulla proroga della protezione temporanea. Le discussioni hanno riguardato il mantenimento o la riduzione dell'ambito di applicazione della futura proroga, comprese le limitazioni per gli uomini in età di leva che non sono autorizzati a lasciare l'Ucraina. L'attuale protezione temporanea è valida fino al 4 marzo 2027.
Durante una sessione in ambito ristretto i ministri hanno esaminato l'impatto dell'attuale contesto geopolitico sull'UE, con particolare attenzione alle conseguenze della situazione generale in Medio Oriente e del conflitto in Iran.
I ministri hanno quindi fatto il punto sulla situazione generale della sicurezza.Un breve video ha presentato i risultati conseguiti nell'ambito del ciclo EMPACT (piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità) 2022-2025.La Commissione ha presentato anche le tendenze trasversali in materia di sicurezza.
I ministri hanno poi discusso degli aspetti relativi alla sicurezza interna che dovrebbero riflettersi nella prossima strategia europea in materia di sicurezza. I ministri hanno espresso ampio sostegno:
per l'integrazione sistematica delle considerazioni in materia di sicurezza in tutta la legislazione, le politiche e i programmi dell'UE;
per la cooperazione strutturata tra gli attori della sicurezza, compresa una migliore condivisione sicura delle informazioni;
e per il rafforzamento della dimensione della sicurezza esterna nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata.
Vari ministri hanno inoltre fatto riferimento alla lotta contro le minacce ibride e alla protezione delle infrastrutture critiche.
Tra le "Varie", la Finlandia ha informato i ministri in merito agli sforzi della coalizione europea per la preparazione e la resilienza civili. La coalizione era stata avviata dai Paesi Bassi nel 2025 per riunire gli Stati membri favorevoli a un maggiore coordinamento a livello dell'UE in tale materia.
La Croazia ha comunicato i risultati della riunione MED9 dei ministri degli Affari interni, tenutasi il 18 e 19 maggio in Croazia. Le discussioni si sono concentrate sulle sfide migratorie che interessano gli Stati membri in prima linea e l'intera regione mediterranea.
L'Irlanda ha presentato il suo programma di lavoro della presidenza.
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