Skip to content

Cos'è lo spazio Schengen?

Lo spazio Schengen consente a più di 450 milioni di persone di circolare liberamente tra i paesi membri senza sottoporsi ai controlli di frontiera.

Che cos'è Schengen?

Lo spazio Schengen è una delle conquiste principali del progetto europeo. È stato avviato nel 1985 come progetto intergovernativo tra cinque paesi dell'UE - Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo - e si è gradualmente ampliato fino a diventare la più vasta zona di libera circolazione al mondo.

Schengen è il nome di un piccolo villaggio del Lussemburgo, alla frontiera con la Germania e la Francia, dove l'accordo di Schengen e la convenzione di Schengen sono stati firmati rispettivamente nel 1985 e nel 1990.

Far parte di uno spazio senza controlli alle frontiere interne significa che i paesi:

  • non effettuano verifiche alle loro frontiere interne, salvo in caso di minacce specifiche
  • effettuano controlli armonizzati alle loro frontiere esterne, sulla base di criteri chiaramente definiti

L'insieme di norme che disciplina lo spazio Schengen è denominato codice frontiere Schengen.

Alcune persone sono sedute e firmano un documento. Altre persone sono in piedi, dietro di loro. Una di loro tiene un cartello con la scritta "Zoll/douane" sbarrata da una croce.
Firma dell'accordo di Schengen (14 giugno 1985)

Quali paesi fanno parte di Schengen?

Oggi lo spazio Schengen conta oltre 4 milioni di chilometri quadrati e una popolazione di oltre 450 milioni di persone e comprende 29 paesi:

  • 25 dei 27 Stati membri dell'UE
  • tutti i membri dell'Associazione europea di libero scambio (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera)

Il 30 dicembre 2023 il Consiglio ha convenuto di sopprimere i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Bulgaria e la Romania. Il 12 dicembre 2024 il Consiglio ha deciso di eliminare i controlli sulle persone anche alle frontiere terrestri interne con e tra i due paesi. Di conseguenza, dal 1º gennaio 2025 la Bulgaria e la Romania fanno pienamente parte dello spazio Schengen.

I controlli alle frontiere interne con Cipro non sono ancora stati soppressi e l'Irlanda non fa parte dello spazio Schengen.

Quali sono i vantaggi di Schengen?

Lo spazio Schengen consente a più di 450 milioni di persone di circolare liberamente tra i paesi membri senza sottoporsi ai controlli di frontiera.

Ogni giorno circa 3,5 milioni di persone attraversano le frontiere interne per motivi di lavoro, studio o visita a famiglie e amici, e quasi 1,7 milioni di persone risiedono in un paese Schengen mentre lavorano in un altro.

Secondo le stime, gli europei effettuano ogni anno 1,25 miliardi di viaggi all'interno dello spazio Schengen, il che apporta notevoli vantaggi anche al settore del turismo e della cultura.

Lo spazio Schengen apporta notevoli vantaggi economici a tutti i cittadini e a tutte le imprese degli Stati partecipanti. È concepito per essere il fondamento dell'Unione europea e del mercato unico nel suo complesso.

I cittadini di paesi terzi possono trarre vantaggio da Schengen?

Anche i cittadini di paesi terzi che vivono nell'UE o vi si recano come turisti, come studenti in scambio o per motivi professionali possono circolare liberamente nei paesi Schengen senza sottoporsi ai controlli di frontiera.

Per i viaggiatori che transitano o intendono soggiornare nello spazio Schengen per un breve periodo, l'UE ha stabilito norme comuni in materia di visti.

Una politica comune dell'UE in materia di visti è necessaria per l'efficace funzionamento dello spazio Schengen senza frontiere, in quanto facilita l'ingresso dei visitatori nell'UE, rafforzando nel contempo la sicurezza interna.

Mappa dell'Europa indicante i paesi che rilasciano visti Schengen e i paesi che non lo fanno.
Il visto Schengen (Infografica)

Il visto Schengen (Infografica)

In che modo Schengen ha migliorato la sicurezza nell'UE?

Uno dei principali obiettivi dello spazio Schengen è proteggere i suoi cittadini attraverso una maggiore cooperazione tra le forze di polizia, le autorità doganali e le autorità preposte ai controlli alle frontiere esterne di tutti gli Stati membri. Queste nuove forme di cooperazione sono state introdotte per compensare qualsiasi rischio di carenza in materia di sicurezza derivante dall'abolizione dei controlli alle frontiere interne.

Per quanto riguarda la cooperazione nell'attività di contrasto, lo spazio Schengen consente:

  • il miglioramento dei sistemi di comunicazione tra le forze di polizia
  • l'inseguimento transfrontaliero di criminali
  • la sorveglianza transfrontaliera delle persone sospettate
  • l'assistenza operativa reciproca
  • gli scambi diretti di informazioni tra le autorità di polizia

Si tratta di un vantaggio enorme nella lotta contro il terrorismo e contro le forme gravi di criminalità organizzata, compresa la tratta di esseri umani e la migrazione illegale.

In che modo i paesi aderiscono allo spazio Schengen?

I paesi che intendono aderire allo spazio Schengen devono soddisfare un elenco di condizioni preliminari. Essi devono:

  • applicare l'insieme comune di norme Schengen (il cosiddetto "acquis di Schengen"), ad esempio per quanto riguarda i controlli alle frontiere, il rilascio dei visti, la cooperazione di polizia e la protezione dei dati personali
  • assumere la responsabilità del controllo delle frontiere esterne per conto di altri paesi Schengen e del rilascio di visti Schengen uniformi
  • cooperare efficacemente con le autorità di contrasto di altri paesi Schengen in modo da mantenere un elevato livello di sicurezza una volta aboliti i controlli alle frontiere interne
  • collegarsi e utilizzare il sistema d'informazione Schengen (SIS)

I paesi che intendono aderire allo spazio Schengen devono essere sottoposti a una serie di valutazioni per stabilire se soddisfano le condizioni necessarie per l'applicazione delle norme Schengen.

Quando la valutazione conferma che uno Stato membro è pronto ad aderire allo spazio Schengen senza controlli alle frontiere interne, tutti gli altri membri dello spazio Schengen devono approvare la decisione all'unanimità, previa consultazione del Parlamento europeo.

È possibile ripristinare i controlli di frontiera all'interno dello spazio Schengen?

Diversi paesi dell'UE hanno deciso di ripristinare i controlli alle frontiere interne tra il 2020 e il 2022 nel contesto della COVID-19. I controlli sono stati ripristinati anche in altre circostanze, ad esempio nel 2015, a seguito di attentati terroristici o dell'aumento dei flussi migratori verso l'UE.

Il ripristino dei controlli alle frontiere interne dovrebbe realizzarsi solo come misura di extrema ratio.

In circostanze eccezionali

Il codice frontiere Schengen consente agli Stati membri di ripristinare i controlli ad alcune frontiere interne in circostanze eccezionali che mettono a rischio il funzionamento globale dello spazio Schengen.

In tali situazioni il Consiglio, sulla base di una proposta della Commissione europea, può raccomandare a uno o più Stati membri di ripristinare i controlli alle frontiere.

I controlli introdotti in caso di circostanze eccezionali richiedono l'approvazione del Consiglio.

Rispondere a una minaccia grave

Il codice frontiere Schengen stabilisce inoltre che gli Stati membri possono ripristinare temporaneamente i controlli di frontiera per rispondere a una minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna.

In tal caso, lo Stato membro interessato deve notificare la sua intenzione alla Commissione e agli altri paesi dell'UE almeno quattro settimane prima del ripristino dei controlli o in tempi più brevi se le circostanze non sono note in anticipo. Il ripristino dei controlli interni non richiede l'approvazione del Consiglio.

In che modo sono protette le frontiere esterne di Schengen?

L'UE e i suoi Stati membri hanno stabilito misure concrete per salvaguardare la sicurezza dell'Europa e rafforzare le frontiere esterne dell'UE.

Ciò comprende, ad esempio, la creazione dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e lo sviluppo del sistema d'informazione Schengen (SIS).

Le autorità di tutta l'UE utilizzano il SIS per inserire o consultare segnalazioni relative a persone e oggetti ricercati o scomparsi. Il sistema contiene all'incirca 86,5 milioni di segnalazioni e nel 2022 le autorità lo hanno consultato 35 milioni di volte al giorno.

Il SIS inoltre fornisce istruzioni alle autorità sulle linee da seguire in caso di ritrovamento di persone o di oggetti, ad esempio:

  • arresto di persone ricercate
  • protezione di persone vulnerabili scomparse
  • sequestro di oggetti illegali o rubati

I seguenti strumenti informatici che contribuiranno alla lotta contro la criminalità e alla sicurezza delle frontiere sono in fase di aggiornamento o di sviluppo:

  • sistema di informazione visti (VIS)
  • sistema di ingressi/uscite (EES)
  • sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS)
Le autorità di tutta l'UE condividono informazioni tramite sistemi informatici su larga scala per proteggere i cittadini, combattere la criminalità, garantire frontiere sicure e gestire i flussi migratori.
Sicurezza e migrazione: sistemi informatici a livello di UE (Infografica)

Sicurezza e migrazione: sistemi informatici a livello di UE (Infografica)

Ultima modifica: 7 luglio 2026