Sostenibilità aziendale
L'UE ha elaborato politiche di sostenibilità aziendale per le imprese allo scopo di rafforzare la protezione dell'ambiente e dei diritti umani nell'UE e nel resto del mondo.
Dovere di diligenza
Le norme UE in materia di dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità impongono alle grandi imprese dell'UE e alle grandi imprese di paesi terzi operanti nell'UE di adottare misure per prevenire, individuare e attenuare qualsiasi impatto negativo sui diritti umani o sull'ambiente causato da:
- attività proprie delle società
- attività delle loro filiazioni
- attività svolte dai loro partner commerciali
In caso di violazione di tali obblighi saranno applicate sanzioni e misure di responsabilità civile.
Obiettivi
Le nuove norme comportano:
- una produzione più sostenibile di beni e servizi
- migliori condizioni per i lavoratori
- investimenti più sostenibili
- una maggiore trasparenza sulle modalità di fabbricazione dei prodotti
Produzione sostenibile
Investimenti sostenibili
Migliori condizioni di lavoro
Trasparenza
Rendicontazione
Con l'entrata in vigore delle norme dell'UE in materia di rendicontazione societaria di sostenibilità, le grandi imprese soggette a tali norme devono fornire informazioni relative a quattro settori.
Questioni ambientali
Misure anticorruzione
Diritti umani
Questioni relative alla diversità
Le imprese saranno tenute a pubblicare informazioni dettagliate sull'impatto della loro attività sulla società e sull'economia e viceversa ("doppia rilevanza").
Le nuove norme, entrate in vigore il 5 gennaio 2024, sono intese a:
- consentire agli investitori di prendere decisioni vantaggiose sia per le persone che per l'ambiente
- aumentare la responsabilità delle imprese
- facilitare la transizione verso un'economia sostenibile
Principi europei di rendicontazione di sostenibilità
Le imprese saranno tenute a comunicare le informazioni conformemente ai principi europei di rendicontazione di sostenibilità (ESRS).
Grazie a tali principi comuni, in tutta l'UE le imprese pubblicheranno informazioni comparabili e comunicheranno in modo più efficiente le loro prestazioni in termini di sostenibilità.
Ridurre gli oneri normativi
Nel febbraio 2025, al fine di conseguire l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi almeno del 25%, e almeno del 35% per le PMI, la Commissione europea ha proposto modifiche alla direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità e alla direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità nel suo primo pacchetto "omnibus".
Il 24 febbraio 2026 il Consiglio ha dato il via libera definitivo alla semplificazione degli obblighi relativi alla rendicontazione di sostenibilità e al dovere di diligenza ai fini della sostenibilità, allo scopo di rafforzare la competitività dell'UE.
Semplificazione delle norme UE
Semplificazione degli obblighi
L'ambito di applicazione della direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità è stato limitato alle imprese con più di 5 000 dipendenti e ricavi netti superiori a 1,5 miliardi di euro, poiché si ritiene che tali imprese abbiano un'influenza maggiore sulla loro catena del valore e siano meglio attrezzate per assorbire i costi delle procedure di dovuta diligenza.
La semplificazione degli obblighi consentirà alle imprese di:
- dare priorità alla valutazione degli impatti negativi che coinvolgono partner commerciali diretti
- limitare la quantità di informazioni che possono essere richieste ai partner commerciali più piccoli all'interno della catena di attività di una società
- beneficiare di più tempo per conformarsi alle nuove misure
Le norme aggiornate eliminano inoltre l'obbligo di adottare un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici e prevedono un limite massimo pari al 3% del fatturato netto a livello mondiale dell'impresa, a titolo di sanzione per la non corretta applicazione delle norme.
Le imprese dovranno conformarsi alle nuove misure entro luglio 2029.
Facilitare la rendicontazione
L'ambito di applicazione della direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità è stato limitato alle imprese con più di 1 000 dipendenti e ricavi netti superiori a 450 milioni di euro.
Per quanto riguarda le imprese di paesi terzi, gli obblighi aggiornati si applicheranno solo alle società con ricavi netti superiori a 450 milioni di euro per l'impresa madre all'interno dell'UE e che generano un fatturato superiore a 200 milioni di euro per la filiazione o la succursale.
Le misure di semplificazione applicate alla direttiva:
- riducono il numero di imprese soggette agli obblighi di rendicontazione di sostenibilità e consentono alle imprese che non rientrano nel nuovo ambito di applicazione di presentare relazioni volontarie
- rivedono e semplificano gli ESRS
- limitano la quantità di informazioni che possono essere richieste ai partner commerciali più piccoli all'interno della catena del valore della società che effettua la rendicontazione
- posticipano gli obblighi di rendicontazione per le grandi imprese
- prevedono un'esenzione transitoria per le imprese che hanno dovuto avviare la rendicontazione a partire dall'esercizio finanziario 2024 (le cosiddette imprese della "prima fase") esentandole per il 2025 e il 2026
- includono un'esenzione dalla rendicontazione consolidata per determinate imprese di partecipazione finanziaria dell'UE e di paesi terzi
Ultima modifica: 25 febbraio 2026