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Sanzioni nei confronti del Myanmar

A seguito del colpo di Stato militare del 1º febbraio 2021 e della successiva repressione militare e di polizia contro manifestanti pacifici, l'UE ha aumentato drasticamente le sanzioni nei confronti del Myanmar.

Sostegno al popolo del Myanmar

L'UE ha ripetutamente condannato le violazioni dei diritti umani in Myanmar, in particolare a seguito degli abusi perpetrati dall'esercito del Myanmar contro la minoranza rohingya nel 2018 e del colpo di Stato militare del 1º febbraio 2021.

L'UE è impegnata a sostenere il popolo del Myanmar nella sua ricerca di un futuro libero, pacifico e democratico.

Le azioni repressive dell'esercito del Myanmar, caratterizzate dal ricorso alla violenza indiscriminata nei confronti della popolazione, costituiscono una grave violazione dei diritti umani fondamentali e dimostrano una palese inosservanza dei principi di giustizia e umanità.

Le segnalazioni di atrocità diffuse, tra cui uccisioni extragiudiziali, arresti arbitrari, violenze sessuali e di genere, abusi fisici, torture, persecuzioni nei confronti di difensori dei diritti umani e giornalisti, bombardamenti aerei e bombardamenti di zone abitate, anche rivolti contro minori e campi per sfollati interni, illustrano la sistematica campagna di violenza condotta dall'esercito proprio contro quel popolo che sarebbe suo dovere proteggere.

In assenza di progressi in Myanmar, l'UE è pronta ad adottare ulteriori misure restrittive nei confronti dei responsabili delle gravi violazioni dei diritti umani che si verificano nel paese e di azioni che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto.

Un uomo e una donna tengono in mano cartelli durante una protesta. Le mongolfiere visibili sullo sfondo rappresentano la libertà.

Sanzioni in risposta alle violazioni dei diritti umani nel Myanmar

L'UE ha introdotto le prime sanzioni in risposta alle violazioni dei diritti umani in Myanmar nel 1996. Le misure comprendevano un embargo sulle armi, restrizioni di viaggio e la sospensione delle visite governative bilaterali ad alto livello.

Per incoraggiare la transizione verso una maggiore democrazia, il 22 aprile 2013 l'UE ha revocato tutte le misure restrittive nei confronti del Myanmar. Sono rimasti in vigore l'embargo sulle armi e l'embargo sul materiale che potrebbe essere utilizzato a fini di repressione interna.

Tuttavia, in risposta ai sistematici abusi dei diritti umani perpetrati dall'esercito del Myanmar contro la minoranza rohingya, il Consiglio ha rafforzato l'embargo sulle armi nell'aprile 2018 e ha adottato nuove sanzioni nei confronti dei funzionari responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.

A seguito del colpo di Stato militare del 1º febbraio 2021 e della successiva repressione militare e di polizia nei confronti di manifestanti pacifici, l'UE ha aumentato drasticamente le misure restrittive.

Fino ad oggi il Consiglio ha adottato otto pacchetti di sanzioni nei confronti del regime militare del Myanmar, responsabile del rovesciamento del governo democraticamente eletto. Le sanzioni sono concepite in modo tale da evitare danni alla popolazione del Myanmar.

Le misure restrittive connesse alle violazioni dei diritti umani in Myanmar comprendono:

  • il divieto di viaggio nei confronti di persone
  • il congelamento dei beni nei confronti di persone ed entità
  • il divieto di mettere fondi e risorse economiche a disposizione dei soggetti inseriti in elenco
  • un embargo sulle armi
  • il divieto di esportazione di materiale che potrebbe essere utilizzato a fini di repressione
  • il divieto di esportazione di beni a duplice uso
  • il divieto di prestare assistenza tecnica o di finanziare attività militari
  • il divieto di fornitura di formazione militare e di cooperazione con le forze armate del Myanmar (Tatmadaw)
  • un divieto relativo ad attrezzature, tecnologia e software per il controllo o l'intercettazione di internet o delle comunicazioni telefoniche

Le sanzioni dell'UE riguardano persone o entità le cui azioni, politiche o attività compromettono la democrazia o lo Stato di diritto, o che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità del Myanmar.

Nell'elenco delle persone oggetto di sanzioni figurano:

  • Min Aung Hlaing, comandante in capo delle forze armate del Myanmar
  • membri del Consiglio di amministrazione dello Stato
  • ministri e viceministri
  • membri della magistratura
  • membri di alto livello della marina, delle forze armate e dell'aeronautica del Myanmar
  • imprenditori di spicco che sostengono il regime
  • membri della commissione elettorale dell'Unione
  • politici e amministratori della regione di Yangon
  • persone responsabili di truffe

Nell'elenco delle entità oggetto di sanzioni figurano:

  • il Consiglio di amministrazione dello Stato
  • società a controllo militare
  • società di proprietà dello Stato o private controllate dalle forze armate
  • dipartimenti del ministero della Difesa

Le sanzioni dell'UE colpiscono anche membri delle forze armate del Myanmar, delle forze di polizia del Myanmar e della polizia di frontiera responsabili di:

  • commettere gravi violazioni dei diritti umani
  • ostacolare la prestazione di assistenza umanitaria ai civili bisognosi
  • ostacolare lo svolgimento di indagini indipendenti su presunte gravi violazioni o presunti gravi abusi dei diritti umani

Le misure restrittive sono rinnovate ogni anno e sono state prorogate da ultimo fino al 30 aprile 2027.

Ultima modifica: 27 aprile 2026