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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 20 luglio 2015 12:15

Conclusioni del Consiglio sulla Repubblica centrafricana

1. L'UE si compiace dei lavori realizzati negli ultimi mesi dalle autorità centrafricane di transizione, che hanno permesso di compiere progressi decisivi sul piano politico, in particolare il forum di Bangui, tappa fondamentale verso la riconciliazione nazionale. Tali iniziative devono proseguire in uno spirito inclusivo e responsabile per portare a compimento la transizione. La comunità internazionale resta mobilitata per consentire alla Repubblica centrafricana di uscire dalla crisi. In tale contesto il Consiglio accoglie con favore l'organizzazione della Conferenza internazionale ad alto livello tenutasi a Bruxelles il 26 maggio con la partecipazione della presidente di transizione Catherine Samba Panza. Tale evento ha rappresentato un'opportunità importante a conferma dell'approccio globale dell'UE nella Repubblica centrafricana e ha promosso la mobilitazione di risorse supplementari per il fondo fiduciario Bêkou e l'assistenza umanitaria. L'UE si compiace inoltre per il positivo impegno politico della regione - CEEAC e UA - a sostegno del governo di transizione.

2. L'UE riconosce la partecipazione dell'insieme delle forze internazionali presenti sul campo per contribuire alla stabilizzazione della Repubblica centrafricana, i caschi blu della missione MINUSCA e le truppe francesi dell'operazione Sangaris. Il lavoro iniziato dalla missione EUMAM RCA dovrà contribuire ad avviare la riforma del settore della sicurezza, fondamentale per la ripresa del paese. Tale lavoro deve andare avanti in coordinamento con le altre iniziative della comunità internazionale.

3. I preparativi delle elezioni sono proseguiti nelle scorse settimane. L'UE accoglie con favore la pubblicazione del calendario elettorale riveduto e le prime operazioni di iscrizione degli elettori. L'UE incoraggia le autorità centrafricane a mobilitarsi ulteriormente su tale questione prioritaria per consentire l'organizzazione nelle date concordate di elezioni credibili, trasparenti e aperte a tutti, comprese le popolazioni sfollate o rifugiate nei paesi vicini, con particolare attenzione per le donne. Il forum di Bangui ha creato una dinamica di inclusività che occorre conservare. L'UE offre un sostegno finanziario significativo al processo elettorale. Per non compromettere tale processo e in considerazione dei finanziamenti tuttora insufficienti, l'UE chiede una gestione rigorosa delle spese e una mobilitazione di tutti i possibili donatori. Oltre al sostegno finanziario l'UE ribadisce la sua disponibilità a continuare a sostenere il processo elettorale, anche nel settore dell'osservazione elettorale. 

4. Il processo di disarmo, smobilitazione e reinserimento (DDR) deve generare rapidamente una dinamica controllata di disarmo in linea con l'accordo firmato il 10 maggio 2015 e sottoscritto da buona parte dei gruppi armati. L'UE potrà collaborare con la missione MINUSCA che sostiene le autorità centrafricane in tale settore, in particolare attraverso misure finalizzate al disarmo volontario. A tale proposito l'UE sottolinea il proprio sostegno in atto a numerosi progetti in materia di integrazione comunitaria e di riconciliazione finanziati dal Fondo europeo di sviluppo (FES) e dallo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP), nonché alle azioni sostenute dal fondo fiduciario Bêkou per la creazione di posti di lavoro per i giovani centrafricani. L'UE si compiace dell'accordo concluso tra le autorità di transizione, l'ONU e i gruppi armati in materia di smobilitazione dei minori presenti nei gruppi armati, e chiede la piena attuazione di tale accordo. È importante che l’UNICEF, sostenuta dall'UE, fornisca assistenza per facilitare il reinserimento di tali minori nella società.

5. A seguito del processo DDR, la riforma del settore della sicurezza, condotta sotto l'egida della missione MINUSCA in cooperazione con l'operazione Sangaris e la missione EUMAM RCA in ambito PSDC, deve progredire senza indugio e coprire tutti i settori interessati, compresa l'intera catena penale. L'UE ritiene che il ruolo delle forze armate (FACA), la loro localizzazione, il loro volume, la loro composizione e i loro armamenti, compreso il reinserimento individuale degli ex combattenti nei corpi in uniforme, dovranno essere definiti con precisione dopo le elezioni e iscriversi nel quadro della riforma del settore della sicurezza il cui processo deve essere avviato immediatamente.

6. L'UE resta preoccupata per la difficile situazione di bilancio dello Stato centrafricano. Con il suo sostegno al bilancio l'UE contribuisce in maniera significativa al suo funzionamento e auspica che la ripresa economica appena avviata prosegua per consentire alla Repubblica centrafricana di rispondere ai suoi bisogni essenziali. Ai fini del rilancio economico, che potrà avvenire tra l'altro grazie alle notevoli risorse naturali di cui dispone la Repubblica centrafricana, è necessaria, oltre alla messa in sicurezza e alla stabilità politica, una migliore gestione delle finanze dello Stato.

7. Come ha fatto in occasione del forum di Bangui l'UE ricorda che non può esservi riconciliazione senza giustizia. L'adozione e la promulgazione della legge che istituisce la Corte penale speciale rappresentano progressi importanti nella lotta contro l'impunità. La Corte dovrà avviare i lavori senza indugio e garantire la piena partecipazione della Repubblica centrafricana al suo funzionamento, dal momento che la popolazione nutre grandi aspettative in questo ambito. Deve inoltre proseguire la cooperazione delle autorità centrafricane con i meccanismi delle Nazioni Unite responsabili dei diritti umani e con la Corte penale internazionale. 

8. Solidale con la popolazione centrafricana, l'UE intende portare avanti il suo sforzo umanitario sia all'interno della Repubblica centrafricana sia nei paesi vicini, dove un numero molto consistente di cittadini centrafricani ha trovato rifugio. Le esigenze umanitarie restano enormi. Nonostante un miglioramento della situazione della sicurezza, l'accesso alle popolazioni in stato di necessità all'interno del paese rimane estremamente problematico. In questa fase di transizione è fondamentale assicurare l'impegno della comunità internazionale a fianco della Repubblica centrafricana per continuare a rispondere alla crisi umanitaria con una strategia globale a favore delle popolazioni sfollate, anche nei paesi vicini e tenendo conto delle ripercussioni sulle popolazioni ospitanti. Al tempo stesso l'UE ribadisce il suo impegno a favore del potenziamento della resilienza della popolazione per far fronte all'impatto della crisi, in particolare grazie all'attuazione del fondo fiduciario Bêkou, lanciato dall'UE, che riunisce i contributi di vari donatori. L'UE inoltre si impegna più a lungo termine per venire incontro alle esigenze di sviluppo delle capacità e di ripristino delle funzione essenziali dello Stato in tutto il paese, a partire dai servizi sociali.

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