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Consiglio “Affari esteri”, 17.3.2014, 17 marzo 2014

Il Consiglio condanna il referendum illegale in Crimea

Riuniti in Consiglio "Affari esteri", i ministri dell'UE hanno condannato fermamente il referendum in Crimea e non ne hanno riconosciuto il risultato. Hanno altresì deciso d'introdurre un'ulteriore serie di misure nei confronti di 21 funzionari responsabili di azioni che minacciano l'integrità territoriale dell'Ucraina.

Il Consiglio ritiene che la tenuta del referendum sia illegale e costituisca un'evidente violazione della costituzione ucraina. I ministri hanno preso atto del progetto di parere della commissione di Venezia, secondo cui il referendum in Crimea si è svolto alla presenza manifesta di soldati armati. L'UE non riconosce e non può riconoscere il risultato di un referendum organizzato in simili circostanze.

I ministri degli affari esteri dell'UE hanno inoltre deplorato gli sviluppi negativi registrati in loco, che costituiscono una palese violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina.

Alla luce di tali sviluppi, e in linea con la dichiarazione dei capi di Stato o di governo del 6 marzo, il Consiglio ha adottato misure restrittive nei confronti di 21 funzionari e di persone ed entità ad essi associate per il ruolo svolto in azioni che minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Il divieto di viaggiare e il congelamento dei beni all'interno dell'UE entreranno in vigore oggi.

Il Consiglio prevede di istituire una presenza internazionale in loco e sostiene lo spiegamento di una missione di monitoraggio speciale OSCE in Ucraina.

Il Consiglio sollecita una soluzione pacifica e negoziata

I ministri dell'UE hanno dichiarato che è ancora possibile invertire gli sviluppi negativi in atto. L'Unione europea rimane disposta ad agevolare il dialogo tra l'Ucraina e la Russia. I ministri dell'UE hanno esortato le autorità russe a prendere misure per allentare la crisi e hanno avvertito che in caso di ulteriori azioni da parte della Russia volte a destabilizzare la situazione in Ucraina saranno adottate sanzioni economiche più pesanti.

Il Consiglio ha approvato le modalità per la firma delle disposizioni politiche dell'accordo di associazione, prevista il 21 marzo a Bruxelles. "Si tratta di un segnale forte del nostro sostegno politico", ha affermato l'alto rappresentante.

Il Consiglio ha confermato l'impegno dell'UE ad attuare rapidamente il pacchetto di assistenza all'Ucraina.

Altri punti all'ordine del giorno

L'alto rappresentante dell'UE ha riferito ai ministri in merito alla sua recente visita in Bosnia-Erzegovina, in cui ha discusso come l'UE possa sostenere al meglio le sfide politiche, sociali ed economiche cui tale paese è confrontato.

I ministri sono stati aggiornati sul processo di pace in Medio Oriente e sugli sforzi realizzati da ambo le parti e dagli Stati Uniti per una soluzione duratura del conflitto israelo-palestinese. Ha confermato il pieno sostegno dell'UE agli sforzi compiuti nell'ambito dei colloqui di pace e la possibilità per entrambe la parti di beneficiare di un pacchetto senza precedenti nel caso si riesca a raggiungere un accordo di pace sostenibile.

I ministri hanno discusso e adottato conclusioni sui seguenti temi:

  • strategia dell'UE sul Golfo di Guinea
  • attuazione della strategia dell'UE per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel
  • programma di sviluppo dell'Africa occidentale
  • crisi in corso nel Sud Sudan
  • Repubblica Centrafricana

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