- Consiglio “Affari esteri”
Consiglio “Affari esteri”, 12.5.2014, 12 maggio 2014
Il Consiglio sostiene Kiev nell'organizzazione di elezioni presidenziali libere e regolari
Ampliamento dei criteri per le sanzioni
Alla luce dei recenti eventi nell'Ucraina orientale e della confisca illegale di entità in Crimea, il Consiglio ha ampliato la portata delle sanzioni UE consentendone l'applicazione a:
- persone ed entità associate ad azioni e a politiche che minacciano la stabilità o la sicurezza in Ucraina e che ostacolano i lavori delle organizzazioni internazionali
- entità di Crimea e Sebastopoli che sono state oggetto di confisca o che hanno tratto profitto da tale confisca
13 persone sono state aggiunte all'elenco, il che porta a 61 il numero totale di persone oggetto di sanzioni, mentre due entità confiscate in Crimea e a Sebastopoli saranno soggette a congelamento dei beni.
Riuniti in sede di Consiglio "Affari esteri", i ministri dell'UE hanno condannato con fermezza i recenti episodi di violenza in Ucraina e l'organizzazione di un referendum nelle regioni orientali. Hanno inoltre adottato conclusioni sugli attacchi terroristici e sul rapimento di oltre 200 studentesse in Nigeria.
Il Consiglio considera illegittimo e illegale qualsiasi referendum sull'unità, la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina.
È necessario che le autorità di Kiev dialoghino con tutte le altre parti affinché il 25 maggio possano svolgersi elezioni presidenziali libere e regolari in tutto il territorio dell'Ucraina. Il Consiglio ha preso atto delle recenti dichiarazioni del presidente della Federazione russa e si aspetta sostegno allo svolgimento di tali elezioni.
I ministri dell'UE hanno confermato il sostegno UE alla dichiarazione comune di Ginevra del 17 aprile sulle prime iniziative concrete per allentare la tensione e ripristinare la sicurezza per tutti i cittadini, e hanno invitato tutte le parti presenti ad attuarla integralmente.
L'attuale presidente dell'OSCE, Didier Burkhalter, ha partecipato alla riunione e scambiato opinioni con i ministri sui lavori della missione di monitoraggio speciale dell'OSCE e sulla sua visita a Mosca. I ministri dell'UE hanno accolto con favore e incoraggiato i lavori della missione dell'OSCE sull'attuazione della dichiarazione comune di Ginevra e sull'organizzazione di tavole rotonde per sviluppare un dialogo nazionale.
Le autorità ucraine devono avviare un dialogo con tutte le regioni su un processo di riforma costituzionale.
Per aiutare l'Ucraina nella riforma del settore della sicurezza civile, inclusi le forze di polizia e lo Stato di diritto, il Consiglio ha incaricato il Servizio europeo per l'azione esterna di lavorare sugli elementi di una eventuale missione civile in ambito PSDC.
Il Consiglio ha inoltre convenuto su una nuova serie di sanzioni e ha preso atto dei lavori preparatori svolti dalla Commissione e dagli Stati membri su eventuali misure mirate, come richiesto dal Consiglio europeo di marzo. Al momento di decidere in merito all'attuazione di eventuali misure future, l'UE presterà particolare attenzione all'atteggiamento e al comportamento nei riguardi dello svolgimento di elezioni presidenziali libere e regolari.
Altri punti all'ordine del giorno
Nelle loro conclusioni, i ministri dell'UE hanno espresso profonda preoccupazione per i recenti sviluppi del processo di pace in Medio Oriente. L'UE ha sostenuto pienamente ed elogia gli sforzi di pace degli USA compiuti dal Segretario di Stato Kerry e dalla sua squadra. I notevoli sforzi profusi negli ultimi mesi non devono risultare vani. Il Consiglio ha confermato il pieno appoggio dell'UE alla ripresa dei negoziati.
Il Consiglio condanna con fermezza i recenti attacchi terroristici nella Nigeria settentrionale, che hanno portato alla morte di centinaia di civili e al rapimento di oltre 200 studentesse. I ministri hanno offerto il loro sostegno alla Nigeria e hanno manifestato l'intenzione di prendere adeguate misure nei riguardi di Boko Haram, in cooperazione con le Nazioni Unite.
Durante il pranzo, i ministri hanno discusso del futuro della politica europea di vicinato.
Il Consiglio ha infine adottato vari punti senza discussione.
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