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  • Consiglio “Affari esteri”

Consiglio "Affari esteri", 28.5.2018, 28 maggio 2018

Principali risultati

Iran

Il Consiglio "Affari esteri" ha tenuto un dibattito sull'Iran, in particolare sull'accordo relativo al nucleare iraniano, il piano d'azione congiunto globale (PACG), a seguito del recesso degli Stati Uniti dall'accordo, annunciato l'8 maggio. Il dibattito ha dato seguito alla discussione tenuta dai leader dell'UE a Sofia il 16 maggio, in occasione della quale è stato concordato all'unanimità che l'UE seguiterà a far parte dell'accordo fintantoché l'Iran continuerà a tenere pienamente fede agli impegni assunti ed è stato dato il via libera alla Commissione affinché sia pronta ad agire ogniqualvolta gli interessi europei siano colpiti.

I ministri hanno sottolineato l'importanza di mantenere il PACG, fondamentale per la sicurezza della regione, per l'Europa e non solo. Hanno inoltre accolto con favore i passi già compiuti dalla Commissione europea per proteggere le imprese europee che hanno avviato relazioni con l'Iran a seguito della revoca delle sanzioni relative al nucleare. Hanno lodato tutti gli sforzi profusi, in particolare quelli dell'alta rappresentante e dei ministri degli esteri dell'E3 (Francia, Germania e Regno Unito), per garantire che l'Iran continui a rispettare l'accordo, che mira a evitare che il paese sviluppi armi nucleari.

Abbiamo ribadito il nostro forte messaggio politico di unità relativamente all'accordo sul nucleare con l'Iran. Per l'Unione europea non sono in gioco interessi economici, bensì la sicurezza. Riteniamo infatti che, in assenza di un accordo sul nucleare con l'Iran, la sicurezza della regione e dell'Europa sarebbe a rischio. Federica Mogherini, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

I ministri hanno affrontato anche altre questioni che non rientrano nell'ambito del PACG, in particolare le preoccupazioni dell'UE in merito al programma di missili balistici dell'Iran e il ruolo dell'Iran nei conflitti regionali, non da ultimo in Siria e Yemen, oltre che la situazione dei diritti umani. Tali questioni sono trattate al di fuori del PACG. Recentemente l'UE si è adoperata, insieme a vari Stati membri, per avviare un dialogo con l'Iran sullo Yemen, e il 3 maggio si è tenuta a Roma una riunione a livello diplomatico per discutere di misure concrete volte a creare un clima di fiducia.

I ministri degli esteri hanno sottolineato inoltre l'importanza che l'UE riveste per le relazioni transatlantiche e l'esigenza di portare avanti il dialogo con gli Stati Uniti, partner e alleato di lunga data, su tutte le questioni, compreso l'Iran.

Venezuela

I ministri degli esteri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sul Venezuela a seguito delle elezioni presidenziali e regionali tenutesi il 20 maggio e della rielezione di Nicolás Maduro per un secondo mandato di sei anni. Il Consiglio ha adottato conclusioni sul Venezuela in cui ha sottolineato che le elezioni e i risultati sono privi di credibilità, in quanto il processo elettorale non ha fornito le garanzie necessarie allo svolgimento di elezioni inclusive e democratiche. Alla luce di quanto precede, l'UE chiede lo svolgimento di nuove elezioni presidenziali in conformità delle norme democratiche riconosciute a livello internazionale e dell'ordinamento costituzionale del Venezuela.

Nelle conclusioni si afferma che in tale contesto l'UE agirà rapidamente, secondo procedure stabilite, allo scopo di imporre ulteriori misure restrittive mirate e reversibili concepite in modo da non danneggiare la popolazione del Venezuela, la cui difficile situazione l'UE intende alleviare.

Gaza

A colazione i ministri degli esteri hanno discusso della situazione a Gaza a seguito dei recenti sviluppi, anche relativamente allo spostamento dell'ambasciata statunitense in Israele a Gerusalemme. Hanno concordato sulla necessità di agire prontamente per evitare la perdita di altre vite umane, anche migliorando l'accesso umanitario. Hanno sottolineato inoltre l'importanza di rilanciare il processo politico e hanno ribadito la posizione unitaria dell'UE in merito alla necessità di trovare una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati con Gerusalemme capitale di entrambi.

Repubblica democratica del Congo

Il Consiglio ha discusso della situazione nella Repubblica democratica del Congo (RDC). I ministri degli esteri hanno sottolineato l'importanza di seguire il processo elettorale che si prevede sfocerà nelle elezioni generali del 23 dicembre 2018 in modo legittimo, consensuale e inclusivo. I ministri hanno anche espresso le proprie preoccupazioni in relazione alla drammatica situazione umanitaria alla luce della recente epidemia di Ebola.

Accordo post-Cotonou

I ministri degli esteri hanno fatto il punto dei progressi compiuti nei preparativi per una decisione del Consiglio che autorizza la Commissione ad avviare negoziati sul futuro partenariato tra l'UE e i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) (accordo post-Cotonou).

Il Consiglio ha chiesto agli ambasciatori presso l'UE (Coreper) di portare avanti nei prossimi giorni i lavori tesi a mettere a punto e adottare il mandato negoziale sotto la guida della presidenza bulgara.

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Ultima modifica: 16 gennaio 2025