Accordo di Cotonou

Il 3 dicembre 2020 l'UE e l'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico hanno raggiunto un accordo politico su un nuovo accordo di partenariato che subentra a quello di Cotonou. A conclusione dei negoziati, l'accordo post-Cotonou è stato siglato il 15 aprile 2021.

Un nuovo accordo di partenariato UE-Organizzazione degli Stati ACP

Il nuovo accordo di partenariato fungerà da nuovo quadro giuridico per le relazioni dell'UE con i 79 paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP).

L'accordo mira a rafforzare la capacità dell'UE e dei paesi ACP di affrontare insieme le sfide globali.

Stabilisce principi comuni e copre i seguenti settori prioritari:

  • democrazia e diritti umani
  • sviluppo e crescita economica sostenibili
  • cambiamenti climatici
  • sviluppo umano e sociale
  • pace e sicurezza
  • migrazione e mobilità

L'accordo comprenderà una base comune a livello ACP associata a tre protocolli regionali per l'Africa, i Caraibi e il Pacifico, con particolare attenzione alle esigenze specifiche delle regioni.

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L'accordo di Cotonou

L'attuale quadro di partenariato, l'accordo di Cotonou, è stato adottato nel 2000 in sostituzione della convenzione di Lomé del 1975 e concluso per un periodo di 20 anni.

La scadenza dell'accordo di Cotonou era inizialmente prevista nel febbraio 2020. Le sue disposizioni sono state prorogate fino al 30 novembre 2021, a meno che il nuovo accordo di partenariato tra l'UE e i paesi ACP non sia applicato in via provvisoria o entri in vigore prima di tale data.

L'accordo di Cotonou è inteso a ridurre e infine eliminare la povertà e contribuire all'integrazione progressiva dei paesi ACP nell'economia mondiale.

Si basa su tre pilastri:

  • cooperazione allo sviluppo
  • cooperazione economica e commerciale
  • dimensione politica

Istituzioni congiunte (accordo di Cotonou)

Il Consiglio dei ministri ACP-UE è l'istituzione suprema del partenariato ACP-UE. Si riunisce una volta l'anno, alternativamente a Bruxelles e in un paese ACP, ed è formato da:

  • membri del Consiglio dell'UE
  • un membro della Commissione
  • un membro del governo di ciascuno Stato ACP

Il Comitato degli ambasciatori ACP-UE assiste il Consiglio dei ministri e controlla l'attuazione dell'accordo di Cotonou.

Il comitato ACP-UE di cooperazione per il finanziamento dello sviluppo esamina l'attuazione della cooperazione per il finanziamento dello sviluppo e ne monitora i progressi.

Il Comitato ministeriale misto ACP-UE per il commercio discute qualunque questione inerente al commercio che sia motivo di preoccupazione per tutti gli Stati ACP. Monitora i negoziati e l'attuazione degli accordi di partenariato economico. Esamina inoltre l'impatto dei negoziati commerciali multilaterali sugli scambi ACP-UE e sullo sviluppo delle economie dei paesi ACP.

L'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE è un organo consultivo formato dallo stesso numero di rappresentanti UE e ACP. Promuove i processi democratici e favorisce una migliore comprensione tra i popoli dell'UE e quelli degli Stati ACP. Discute inoltre le questioni riguardanti lo sviluppo e il partenariato ACP-UE, compresi gli accordi di partenariato economico.

Attività in corso

1. Sviluppo

L'UE sostiene programmi e iniziative a favore di vari paesi del gruppo di Stati ACP. Esistono anche programmi per l'ulteriore crescita economica e sviluppo a livello regionale di determinate regioni del gruppo ACP.

Nell'ambito del nuovo bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027, l'UE finanzia la maggior parte dei suoi programmi di sviluppo per i paesi partner ACP attraverso lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI). All'NDICI sarà assegnata una dotazione finanziaria complessiva di circa 79,5 miliardi di EUR (a prezzi correnti). Nel 2021 il Fondo europeo di sviluppo (FES), finanziato dai contributi diretti degli Stati membri, cessa di esistere.

2. Commercio

L'UE ha negoziato una serie di accordi di partenariato economico (APE) con i 79 paesi ACP. L'obiettivo di questi accordi è creare un partenariato condiviso per il commercio e lo sviluppo, basato sul sostegno allo sviluppo.

Il Consiglio affida alla Commissione il mandato per negoziare tali accordi e deve firmare l'accordo finale - una volta messo a punto.

APE con i paesi africani

I negoziati sugli APE regionali con 16 Stati dell'Africa occidentale, la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) e l'Unione economica e monetaria dell'Africa occidentale (UEMOA) si sono conclusi nel luglio 2014. Il processo di firma è attualmente in corso. Fino all'adozione degli APE regionali completi con l'Africa occidentale, gli accordi di partenariato economico interinale con la Costa d'Avorio e il Ghana sono entrati in vigore in via provvisoria rispettivamente il 3 settembre 2016 e il 15 dicembre 2016.

Nel luglio 2014 si sono inoltre conclusi positivamente i negoziati con i paesi della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe. L'accordo è stato firmato il 10 giugno 2016 a Kasane, in Botswana ed è entrato in vigore in via provvisoria il 10 ottobre 2016.

Nell'ottobre 2014 si sono conclusi positivamente i negoziati con la Comunità dell'Africa orientale. Il processo di firma è attualmente in corso.

Il Camerun è stato l'unico paese della regione a firmare l'APE tra l'UE e l'Africa centrale il 15 gennaio 2009. Il 4 agosto 2014 l'accordo è entrato in vigore in via provvisoria.

Nella regione dell'Africa orientale e australe, Maurizio, le Seychelles, lo Zimbabwe e il Madagascar hanno firmato un APE nel 2009, che è applicato a titolo provvisorio dal 14 maggio 2012.

APE nella regione dei Caraibi

Nell'ottobre 2008 l'UE ha firmato un APE con il Forum caraibico (CARIFORUM), un gruppo di 15 Stati caraibici. Il CARIFORUM UE-APE è applicato a titolo provvisorio dal 29 dicembre 2008.

APE nella regione del Pacifico

L'APE interinale tra l'UE e gli Stati ACP del Pacifico è stato firmato dalla Papua Nuova Guinea nel luglio 2009 e dalle Figi nel dicembre 2009. La Papua Nuova Guinea lo ha ratificato nel maggio 2011. Nel luglio 2014 le Figi hanno deciso di iniziare ad applicare l'accordo a titolo provvisorio. Tra i 14 paesi del Pacifico, la Papua Nuova Guinea e le Figi rappresentano la maggior parte degli scambi tra l'UE e gli Stati del Pacifico. Samoa ha aderito all'APE il 21 dicembre 2018 e le Isole Salomone il 17 maggio 2020.

3. Migrazione

Risposta alle pressioni migratorie

Il Consiglio e il Consiglio europeo stanno lavorando alla definizione di una politica migratoria europea globale

La migrazione costituisce un aspetto importante delle relazioni UE-ACP. Il quadro della cooperazione in questo settore è definito dall'articolo 13 dell'accordo di Cotonou.

Tale articolo comprende paragrafi riguardanti il miglioramento delle condizioni nei paesi di origine e di transito, la migrazione legale e il rimpatrio degli immigrati irregolari.

Nel novembre 2015 l'UE e i leader africani dei paesi maggiormente interessati hanno tenuto un vertice per rafforzare la cooperazione politica in materia di migrazione. Hanno concordato un piano d'azione che include 16 azioni concrete. In occasione del vertice è stato inoltre varato il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa.

4. Procedura di consultazione (articolo 96)

L'accordo di Cotonou prevede una procedura che può essere utilizzata nei casi in cui una delle parti non rispetti gli elementi essenziali del partenariato, tra cui il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.

L'obiettivo di questa procedura è una normalizzazione delle relazioni tra i partner. Se non viene raggiunto un accordo, la parte che ha avviato la procedura può adottare misure sui progetti di cooperazione e gli aiuti allo sviluppo.

Da parte dell'UE, il Consiglio può avviare tale procedura tramite un invito a consultazioni. Il Consiglio conduce le consultazioni e adotta la decisione che porta alla loro conclusione.