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Rafforzare le frontiere esterne dell'UE

L'UE e i suoi Stati membri lavorano a misure concrete per salvaguardare la sicurezza dell'Europa e rafforzare le frontiere esterne dell'UE.

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (comunemente indicata come Frontex) è stata varata nell'ottobre 2016, dopo che nel settembre 2015 i leader dell'UE avevano chiesto un potenziamento dei controlli alle frontiere esterne.

Nota in passato come Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne, ha cambiato nome per rispecchiare il suo più ampio mandato.

L'Agenzia monitora da vicino le frontiere esterne dell'UE e collabora con gli Stati membri per individuare rapidamente e affrontare le eventuali minacce per la sicurezza alle frontiere esterne.

La guardia di frontiera e costiera europea contribuisce a:

  • gestire la migrazione in modo più efficace
  • migliorare la sicurezza interna dell'UE
  • salvaguardare il principio della libera circolazione delle persone

Nel novembre 2019 l'UE ha adottato un regolamento per rafforzare il ruolo dell'Agenzia, il cosiddetto regolamento Frontex che comprende:

  • la gestione integrata delle frontiere
  • un ruolo maggiore dell'Agenzia per quanto riguarda i rimpatri
  • la creazione di un corpo permanente di 6 500 unità entro il 2021 e di 10 000 unità entro il 2027

Cooperazione con i paesi terzi

Gestione delle frontiere: accordi con paesi terzi

Versione testuale

* La mappa non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo

Ad oggi sono stati negoziati accordi sullo status (attualmente in vigore o in attesa della firma) con i seguenti paesi:

  • Albania (nuovo accordo rafforzato firmato)
  • Bosnia-Erzegovina (nuovo accordo rafforzato in fase di negoziazione)
  • Moldova (accordo in vigore dal 1º novembre 2022)
  • Montenegro (nuovo accordo rafforzato firmato, applicato in via provvisoria dal 1º luglio 2023)
  • Repubblica di Macedonia del Nord (accordo in vigore dal 1º aprile 2023)
  • Serbia (accordo in vigore dal 1º maggio 2021 e nuovo accordo rafforzato in fase di negoziazione)

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera può effettuare missioni e operazioni congiunte nel territorio di paesi vicini, previa conclusione di un accordo sullo status tra l'Unione europea e il paese interessato.

La cooperazione con i paesi terzi è un elemento importante del concetto di gestione europea integrata delle frontiere.

Ad oggi sono stati negoziati accordi sullo status (attualmente in vigore o in attesa della firma) con i seguenti paesi:

  • Albania
  • Bosnia-Erzegovina
  • Moldova
  • Montenegro
  • Macedonia del Nord
  • Serbia

Gli accordi sullo status con la Bosnia-Erzegovina, il Montenegro e la Serbia sono attualmente in fase di rinegoziazione affinché possa essere sfruttato appieno il ruolo rafforzato di Frontex previsto dal regolamento Frontex del 2019.

Sono stati avviati negoziati con l'obiettivo di concludere accordi sullo status con la Mauritania e il Senegal.

Sistema d'informazione Schengen

In assenza di controlli alle frontiere interne tra i paesi Schengen, il sistema d'informazione Schengen (SIS) contribuisce a mantenere la sicurezza interna in tali paesi.

Le autorità di contrasto di tutta l'UE utilizzano il sistema d'informazione Schengen (SIS) per inserire o consultare segnalazioni relative a persone e oggetti ricercati o scomparsi. Il sistema contiene quasi 86,5 milioni di segnalazioni e nel 2022 le autorità lo hanno consultato quasi 35 milioni di volte al giorno.

Il SIS inoltre fornisce istruzioni alle autorità sulle linee da seguire in caso di ritrovamento di persone o di oggetti, ad esempio:

  • arresto di persone ricercate
  • protezione di persone vulnerabili scomparse
  • sequestro di oggetti illegali o rubati

Nel novembre 2018 l'UE ha adottato nuove norme per aggiornare il sistema d'informazione Schengen.

La versione aggiornata è diventata operativa nel marzo 2023 e comprende:

  • nuove categorie di segnalazioni
  • dati biometrici quali impronte palmari
  • tracce digitali
  • registri DNA relativi a persone scomparse

Sistema di informazione visti

Il sistema di informazione visti (VIS) è una banca dati concepita per agevolare la procedura relativa ai visti per soggiorni di breve durata. Aiuta le autorità competenti per i visti, le frontiere, l'asilo e la migrazione a effettuare verifiche sui cittadini di paesi terzi che necessitano del visto per soggiorni di breve durata per recarsi nello spazio Schengen.

Dal 2011 le autorità possono utilizzare il VIS per effettuare confronti biometrici allo scopo di accertare l'identità delle persone e prevenire furti o frodi d'identità.

Nel maggio 2021, l'UE ha aggiornato il regolamento VIS in risposta alle sfide in costante evoluzione legate alla migrazione e alla sicurezza. Le nuove norme:

  • rafforzano ulteriormente la sicurezza della procedura relativa ai visti per soggiorni di breve durata
  • includono i visti per soggiorni di lunga durata e i permessi di soggiorno nella stessa banca dati
  • garantiscono l'interoperabilità tra il VIS e altri sistemi e banche dati pertinenti dell'UE

Sistema di ingressi/uscite

Nel novembre 2017 il Consiglio ha adottato un regolamento relativo a un sistema di ingressi/uscite (EES).



Nel maggio 2025 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio che consente agli Stati membri di introdurre gradualmente, nell'arco di sei mesi, il sistema digitale di ingressi/uscite per la gestione delle frontiere (EES).

Il sistema registrerà i dati di ingresso, di uscita e di respingimento dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere esterne dello spazio Schengen.

L'introduzione graduale dell'EES consentirà agli Stati membri di beneficiare del sistema, dando nel contempo alle autorità di frontiera e all'industria dei trasporti il tempo di adeguarsi. Il regolamento tiene conto delle diverse esigenze degli Stati membri.

Il nuovo sistema sarà creato dagli Stati membri insieme a eu-LISA (l'agenzia dell'UE responsabile dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia) e in cooperazione con la Commissione europea e Frontex.

Il sistema di ingressi/uscite contribuirà a:

  • ridurre i tempi delle verifiche di frontiera e migliorare la qualità di queste ultime calcolando automaticamente la durata di soggiorno autorizzato di ogni viaggiatore
  • garantire un'identificazione sistematica e affidabile dei soggiornanti fuori termine
  • rafforzare la sicurezza interna e la lotta contro il terrorismo e altri reati gravi consentendo alle autorità di contrasto di accedere allo storico dei viaggi

Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi

Nel settembre 2018 il Consiglio ha adottato il regolamento che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS). Tale sistema IT sarà utilizzato per effettuare verifiche preventive sui viaggiatori esenti dall'obbligo di visto, negando se necessario l'autorizzazione ai viaggi.

Sarà simile ai sistemi in vigore esistenti, in particolare, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia e porterà numerosi benefici, tra cui:

  • una migliore sicurezza interna
  • una migliore prevenzione dell'immigrazione illegale
  • minori rischi per la salute pubblica e meno ritardi alle frontiere

ETIAS sarà sviluppato da eu-LISA, l'agenzia dell'UE che gestisce i sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

ETIAS inizierà a operare nell'ultimo trimestre del 2026.

Ultima modifica: 6 marzo 2025