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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 6 febbraio 2019 17:45

L'UE rilancia l'economia dei dati: approvato l'accordo per un maggiore riutilizzo dei dati finanziati con fondi pubblici

Le enormi quantità di dati detenuti dal settore pubblico, come i dati metereologici e ambientali, saranno accessibili più velocemente e più facilmente per creare nuovi prodotti e servizi e, in generale, per sviluppare una società basata sui dati. Oggi gli ambasciatori degli Stati membri hanno confermato l'accordo raggiunto tra la presidenza rumena e il Parlamento europeo su una riforma che aggiorna le norme dell'UE sul riutilizzo dei dati del settore pubblico alla luce dei progressi nell'ambito delle tecnologie digitali. Le nuove norme stimoleranno ulteriormente l'innovazione digitale, in particolare nel settore dell'intelligenza artificiale. Un accordo provvisorio era stato raggiunto il 22 gennaio.

Questa riforma è un grande passo avanti perché mette materie prime strategiche a disposizione dell'intelligenza artificiale e di altre applicazioni che dipendono dalla disponibilità di grandi quantità di dati. Offre grandi opportunità per tutti i settori dell'economia, stimola la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro. Alexandru Petrescu, ministro delle comunicazioni e della società dell'informazione della Romania, presidente del Consiglio

L'accordo amplia l'ambito di applicazione delle norme sul riutilizzo dell'informazione del settore pubblico (ISP) per includere, oltre agli enti pubblici, anche le imprese pubbliche nei settori dei trasporti e dei servizi di pubblica utilità. Queste imprese non saranno obbligate a mettere a disposizione i dati a meno che ciò non sia previsto dal diritto nazionale o dell'Unione, oppure dalla stessa direttiva ISP, ma se dovessero decidere di divulgarli saranno tenute a rispettare gli stessi principi degli enti pubblici, anche in materia di trasparenza, non discriminazione e accordi di esclusiva. È prevista una salvaguardia che mette al riparo da svantaggi competitivi le imprese pubbliche in diretta concorrenza con imprese private.

La riforma introduce il concetto di serie di dati di elevato valore, che dovranno essere rese disponibili gratuitamente tramite un'interfaccia per programmi applicativi (API). Il testo classifica le serie di dati di altro valore in sei categorie generali: dati geospaziali, osservazione della terra e ambiente, dati metereologici, statistiche, imprese e dati sulla proprietà societaria, mobilità. L'elenco sarà aggiornato e specifiche serie di dati saranno selezionate da queste categorie (per esempio cartine e codici postali dalla categoria dei dati geospaziali) attraverso il diritto derivato.

Le norme riguarderanno anche i dati della ricerca finanziata con fondi pubblici già disponibili in banche dati pubbliche e promuoveranno la diffusione di dati dinamici, come i dati meteorologici o relativi ai trasporti trasmessi in tempo reale da sensori o satelliti.

In generale, i dati del settore pubblico saranno disponibili gratuitamente o a un costo irrisorio, anche se in alcuni casi è stata autorizzata l'applicazione di costi contenuti, data la necessità di alcuni enti pubblici di generare reddito.

Dal momento che la nuova direttiva promuove anche l'uso di "open data" (ossia dati in formato aperto che possono essere utilizzati e condivisi liberamente per qualsiasi finalità), la nozione di "apertura dei dati" è stata inserita nel titolo.

Gli Stati membri avranno due anni dall'entrata in vigore della direttiva per recepirne le disposizioni nella legislazione nazionale. La direttiva prevede solo norme minime, lasciando agli Stati membri la libertà di spingersi oltre nelle rispettive legislazioni nazionali.

La proposta è una componente essenziale del "pacchetto sui dati" pubblicato dalla Commissione nell'aprile 2018 nel quadro della strategia per il mercato unico digitale.

Dopo essere stato approvato oggi dal Comitato dei rappresentati permanenti, il testo sarà esaminato dal punto di vista giuridico e linguistico. L'atto giuridico dovrà quindi essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, probabilmente in primavera.

Il testo concordato sarà presto disponibile su questa pagina.

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Ultima modifica: 14 gennaio 2024