Protezione civile dell'UE
Qualsiasi paese del mondo può chiedere assistenza attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE quando un'emergenza supera le sue capacità di risposta alle catastrofi.
Cos'è la protezione civile?
La protezione civile comprende le misure preventive volte a ridurre l'impatto di future emergenze o catastrofi e gli aiuti forniti alle popolazioni bisognose a seguito di catastrofi naturali o provocate dall'uomo.
A seconda della natura della catastrofe tali aiuti possono assumere forme diverse quali:
- operazioni di ricerca e soccorso
- lotta agli incendi boschivi e urbani
- spiegamento di personale medico
- attrezzature mediche e medicinali
- depurazione dell'acqua
- ricoveri di emergenza temporanei
- rimpatrio sicuro di cittadini UE
I paesi colpiti da catastrofi su larga scala sono spesso sopraffatti dalle circostanze e la loro capacità di risposta è limitata. È quindi essenziale disporre di una risposta coordinata a livello dell'UE per:
- garantire la fornitura di aiuti laddove necessario
- evitare la duplicazione degli interventi di soccorso
Come funziona il meccanismo di protezione civile dell'UE
Il meccanismo di protezione civile dell'UE coordina la risposta alle catastrofi naturali e provocate dall'uomo a livello dell'UE e mira a:
- promuovere la cooperazione tra le autorità nazionali di protezione civile
- rafforzare la consapevolezza e la preparazione del pubblico riguardo alle catastrofi
- attivare un'assistenza rapida, efficace e coordinata alle popolazioni colpite
Oltre ai 27 paesi dell'UE, partecipano al meccanismo alcuni paesi terzi: Albania, Bosnia-Erzegovina, Islanda, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Norvegia, Serbia, Turchia e Ucraina.
Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) è il cuore operativo del meccanismo di protezione civile dell'UE: monitora gli eventi in tutto il mondo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e coordina gli sforzi dell'UE di risposta alle catastrofi.
Anche le mappe satellitari prodotte dal servizio di gestione delle emergenze di Copernicus sostengono le operazioni di protezione civile. Le informazioni geospaziali tempestive e precise fornite da Copernicus sono utili per identificare le zone colpite e pianificare le operazioni di soccorso in caso di catastrofi.
Il meccanismo comprende un pool europeo di protezione civile. Si tratta di un pool volontario di risorse preimpegnate dagli Stati membri per essere dispiegate immediatamente all'interno o all'esterno dell'UE.
Nel 2019 l'UE ha istituito la riserva rescEU, che comprende:
- una flotta di aerei ed elicotteri antincendio
- aerei per l'evacuazione medica
- squadre mediche di emergenza e ospedali da campo
- una scorta di attrezzature mediche e di risorse per laboratori mobili
- capacità di rilevamento, decontaminazione e costituzione di scorte per rispondere a incidenti chimici, biologici, radiologici e nucleari
- ricoveri temporanei
- trasporti e logistica
Il meccanismo di protezione civile dell'UE contribuisce inoltre a coordinare le attività di preparazione e prevenzione delle catastrofi svolte dalle autorità nazionali e contribuisce allo scambio delle migliori pratiche.
Per garantire una migliore risposta alle sfide future, nel maggio 2021 il Consiglio ha adottato un nuovo regolamento per rafforzare il meccanismo.
Le nuove norme forniscono all'UE risorse supplementari per rispondere ai nuovi rischi nell'UE e oltre e rafforzare la riserva rescEU.
Nel novembre 2023 l'UE ha adottato una decisione sui finanziamenti per aerei ed elicotteri antincendio fino alla fine del 2027.
La protezione civile dell'UE in azione
Qualsiasi paese del mondo — ma anche le Nazioni Unite e le sue agenzie e altre organizzazioni internazionali — può chiedere aiuto al meccanismo di protezione civile dell'UE, qualora la portata di un'emergenza superi la sua capacità di rispondervi autonomamente.
A seguito della richiesta di assistenza di un paese, l'ERCC coordina e mobilita l'assistenza o le competenze offerte dagli Stati membri.
Dal 2001 il meccanismo di protezione civile è stato attivato più di 770 volte all'interno e all'esterno dell'UE.
Recenti attivazioni includono:
- la guerra della Russia contro l'Ucraina
- il conflitto in Medio Oriente
- gli incendi boschivi e le inondazioni in Europa
- il terremoto in Turchia e in Siria nel 2023
- l'emergenza sanitaria COVID-19 negli anni 2020-2022
- i rimpatri dall'Afghanistan nel 2021
Guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina
In risposta all'aggressione militare russa, l'UE sta coordinando la più grande operazione del meccanismo di protezione civile dell'UE ad oggi.
Tutti i paesi dell'UE, nonché l'Islanda, la Macedonia del Nord, la Moldova, la Norvegia, la Serbia e la Turchia, forniscono assistenza materiale all'Ucraina, tra cui:
- forniture mediche
- gruppi elettrogeni
- strutture di accoglienza e indumenti protettivi
- dispositivi antincendio
- prodotti alimentari e pompe per l'acqua
L'UE ha istituito centri logistici in Polonia, Romania e Slovacchia per indirizzare in modo più efficiente le forniture verso l'Ucraina.
Dato l'enorme bisogno di forniture mediche in Ucraina, l'UE ha mobilitato la sua riserva rescEU strategica. Coordina inoltre le evacuazioni mediche di pazienti ucraini che necessitano di cure urgenti e ha aperto un polo medico dedicato a Rzeszów (Polonia).
L'emergenza sanitaria COVID-19
Durante la pandemia di COVID-19, l'UE ha contribuito a coordinare e finanziare la fornitura di attrezzature mediche e prodotti correlati in tutta Europa e nel mondo.
A causa dell'emergenza sanitaria COVID-19, il meccanismo di protezione civile dell'UE è stato attivato 260 volte tra il 2020 e il 2022: il maggior numero di attivazioni nella storia del meccanismo.
L'assistenza fornita ha compreso:
- donazioni di dispositivi di protezione quali mascherine, guanti, tute e occhiali
- squadre e attrezzature mediche
- vaccini
- cure transfrontaliere di pazienti
- rimpatrio di cittadini dell'UE rimasti bloccati all'estero
Protezione civile e cambiamenti climatici
Gli eventi meteorologici estremi dovuti ai cambiamenti climatici stanno diventando sempre più frequenti, intensi e persistenti.
Pertanto, nel marzo 2022 il Consiglio ha adottato conclusioni in cui invita ad adattare ulteriormente i sistemi di protezione civile alle conseguenze dei cambiamenti climatici sia in materia di prevenzione che di preparazione, risposta e ripresa.
In tale contesto, gli Stati membri sono incoraggiati a:
- investire nella ricerca e nell'innovazione
- garantire la disponibilità di sufficienti risorse a livello nazionale
- sostenere la preparazione delle popolazioni
Queste conclusioni rappresentano un passo importante verso il rafforzamento della resilienza dell'UE.
Vite umane e denaro: il duplice costo dei cambiamenti climatici (Infografica)
Gruppo "Protezione civile" del Consiglio
Al Consiglio, il gruppo "Protezione civile" (PROCIV) è l'organismo competente per discutere di questioni relative alla protezione civile, quali:
- proposte legislative della Commissione
- conclusioni del Consiglio su temi specifici
- contributi ai negoziati nelle sedi internazionali
Tiene inoltre discussioni strategiche e scambi su temi particolari. Il gruppo è presieduto dalla presidenza di turno del Consiglio, che prepara il programma di lavoro.
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Ultima modifica: 1º agosto 2025