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Flussi migratori lungo le rotte occidentali

L'UE e i suoi Stati membri hanno adottato una serie di misure per affrontare la situazione migratoria lungo le rotte del Mediterraneo occidentale e dell'Africa occidentale.

I migranti intraprendono viaggi pericolosi lungo la costa dell'Africa occidentale per raggiungere le Isole Canarie. La distanza percorsa varia da meno di 100 chilometri dal punto più vicino della costa africana a oltre 1600 chilometri dalla Gambia.

I migranti transitano anche attraverso il Marocco e l'Algeria per raggiungere la Spagna.

Questa pagina contiene approfondimenti su:

  • situazione sulle rotte del Mediterraneo occidentale e dell'Africa occidentale
  • misure dell'UE nei paesi di transito
  • azioni dell'UE per affrontare le cause profonde della migrazione in Africa
Le infografiche mostrano gli arrivi irregolari annuali e mensili nell'UE tra il 2015 e il 2026 (comprese le rotte del Mediterraneo orientale, centrale e occidentale). Indicano inoltre le principali cittadinanze per rotta nel 2026.
Flussi migratori: rotte orientale, centrale e occidentale (Infografica)

Flussi migratori: rotte orientale, centrale e occidentale (Infografica)

Rotta del Mediterraneo occidentale

La rotta del Mediterraneo occidentale si riferisce agli arrivi irregolari in Spagna, sia attraverso il Mar Mediterraneo verso la Spagna continentale sia via terra verso le enclave spagnole di Ceuta e Melilla nell'Africa settentrionale.

I migranti transitano attraverso il Marocco e l'Algeria per raggiungere la Spagna. Nel 2018 la rotta del Mediterraneo occidentale è diventata la rotta maggiormente utilizzata verso l'Europa. Dopo il picco registrato nel 2018, il numero degli arrivi è diminuito costantemente dal 2019 per via di una serie di fattori, tra cui soprattutto:

  • i maggiori sforzi da parte del Marocco nella lotta contro la migrazione illegale
  • la stretta cooperazione tra Marocco, Spagna e UE
  • la pandemia di COVID-19

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) sostiene la Spagna nel controllo delle sue frontiere esterne continentali attraverso operazioni marittime congiunte come l'operazione Indalo.

Gli agenti, le imbarcazioni e gli altri mezzi di sorveglianza dispiegati dall'Agenzia assistono le autorità nazionali nelle attività di sorveglianza delle frontiere e di ricerca e salvataggio.

Nel dicembre 2022 l'UE e i partner africani hanno avviato le iniziative Team Europa che si concentrano, tra l'altro, sulle rotte del Mediterraneo occidentale e dell'Africa occidentale per garantire sforzi congiunti da parte degli Stati membri e dell'UE al fine di affrontare le sfide migratorie. È compresa anche un'iniziativa specifica che mobilita 950 milioni di EUR per collaborare con i partner africani pertinenti.

Rotta dell'Africa occidentale

La rotta dell'Africa occidentale si riferisce agli arrivi irregolari nelle Isole Canarie, nell'Oceano Atlantico. I migranti partono principalmente dal Marocco, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania, dal Senegal e dalla Gambia e intraprendono viaggi pericolosi lungo la costa dell'Africa occidentale per raggiungere le isole Canarie. La distanza percorsa varia da meno di 100 chilometri dal punto più vicino sulla costa africana a oltre 1600 chilometri dalla Gambia.

Nel 2006 sono arrivati nelle Canarie oltre 31 000 migranti irregolari: la cosiddetta crisi dei cayucos, dal nome dei pescherecci comunemente utilizzati in Senegal e in Mauritania.

Negli anni successivi il numero di arrivi irregolari è sceso a meno di 1500 all'anno. Dopo un aumento significativo nel 2020 e nel 2021, il numero di arrivi irregolari è nuovamente diminuito nel 2022.

Misure dell'UE nei paesi di transito

A seguito del sostanziale aumento degli arrivi registrato nel 2018 sulla rotta del Mediterraneo occidentale, l'UE ha avviato una serie di nuove iniziative con i paesi partner, tra cui una cooperazione rafforzata nell'ambito del partenariato UE-Marocco.

Tra i settori interessati dalla cooperazione con il Marocco figurano:

  • la gestione delle frontiere
  • l'integrazione socioeconomica
  • il sostegno istituzionale e lo sviluppo delle capacità
  • la protezione e i diritti dei migranti

L'UE è in stretto contatto con le autorità di altri paesi di transito per intensificare la cooperazione in corso nella gestione della migrazione.

Azioni dell'UE per affrontare le cause profonde della migrazione in Africa

Processo di La Valletta

Nel novembre 2015 il vertice di La Valletta sulla migrazione ha riunito i capi di Stato e di governo europei e africani in uno sforzo volto a migliorare la cooperazione e affrontare le sfide attuali e le opportunità derivanti dalla migrazione.

I leader che hanno partecipato al vertice hanno adottato una dichiarazione politica e un piano d'azione teso a:

  • affrontare le cause profonde della migrazione irregolare e dello sfollamento forzato
  • migliorare la cooperazione sulla migrazione legale e la mobilità
  • rafforzare la protezione dei migranti e dei richiedenti asilo
  • prevenire e combattere la migrazione irregolare, il traffico dei migranti e la tratta di esseri umani
  • collaborare più strettamente per migliorare la cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reinserimento

Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa

Il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa è stato avviato dai partner europei e africani in occasione del vertice di La Valletta sulla migrazione del novembre 2015. Le sue attività si concentrano su quattro obiettivi strategici:

  • maggiori opportunità economiche e occupazionali
  • resilienza rafforzata delle comunità
  • migliore gestione della migrazione
  • migliori governance e prevenzione dei conflitti

A oggi sono state approvate 248 azioni in tre regioni beneficiarie del Fondo (Africa settentrionale, Sahel e lago Ciad e Corno d'Africa), per un importo totale di circa 4,9 miliardi di EUR di finanziamenti. Gli stanziamenti specifici del Fondo sostengono progetti e attività che affrontano le cause profonde della migrazione irregolare e migliorano la gestione della migrazione nei principali paesi di origine, partenza e transito.
I risultati del Fondo sono stati finora positivi:

  • 127 800 posti di lavoro creati
  • 668 500 persone assistite nello sviluppo di attività che generano reddito
  • 9,5 milioni di persone che ricevono servizi sociali di base
  • 4,4 milioni di persone che ricevono assistenza nutrizionale
  • 509 000 migranti in transito e vittime di sfollamenti forzati che hanno ricevuto protezione
  • 2 milioni di persone raggiunte da campagne d'informazione sui rischi legati alla migrazione
  • 2100 vittime della tratta che hanno ricevuto assistenza
  • 1,9 milioni di persone coinvolte in attività di prevenzione dei conflitti e costruzione della pace
Una mappa del continente africano. Tre zone sono evidenziate con colori diversi, per mostrare le regioni che ricevono finanziamenti nell'ambito del Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa.
Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa (Infografica)

Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa (Infografica)

Vertice Unione europea-Unione africana

I capi di Stato o di governo degli Stati membri dell'Unione africana (UA) e dell'Unione europea (UE) si sono riuniti per il sesto vertice Unione europea‑Unione africana a Bruxelles il 17 e 18 febbraio 2022. I leader dell'UE e dell'UA hanno raggiunto un accordo su un partenariato rafforzato e reciproco per la migrazione e la mobilità.

L'UE e l'UA continueranno ad affrontare tutti gli aspetti della migrazione e della mobilità, in linea con le competenze nazionali, in modo integrato, globale ed equilibrato.

Ultima modifica: 16 luglio 2025