- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 20 luglio 2015 18:45
Conclusioni del Consiglio sul processo di pace in Medio Oriente
1. L'UE ribadisce il suo impegno a favore di una risoluzione equa e globale del conflitto israelo-palestinese, basata sulla soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati, con lo Stato di Israele e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo, sovrano e vitale che coesistano fianco a fianco in pace e sicurezza e che si riconoscano reciprocamente. L'UE ribadisce che non vi è alternativa ad una soluzione negoziata fondata sulla coesistenza di due Stati. Il contesto regionale, compresa l'attuale radicalizzazione e diffusione del terrorismo, rende ancora più urgente porre fine al conflitto. Lo status quo non è un'opzione, in quanto la fattibilità della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati è costantemente minacciata da eventi nuovi in loco. L'UE esorta entrambe le parti a dimostrare attraverso azioni concrete il loro impegno dichiarato per la soluzione a due Stati. Le azioni di entrambe le parti che mettono in dubbio gli impegni assunti a favore di una soluzione negoziata devono essere evitate. L'UE sosterrà attivamente le parti per ripristinare la fiducia e creare il clima consono che è necessario per impegnarsi quanto prima in negoziati significativi.
2. La grave situazione nella striscia di Gaza deve essere trattata come una priorità immediata. Un anno dopo il conflitto la situazione umanitaria e socioeconomica nella striscia di Gaza resta disastrosa. Alla luce delle necessità urgenti della popolazione di Gaza, tutti gli impegni della comunità internazionale dovrebbero essere onorati. L'UE esprime inoltre preoccupazione per la grave carenza di fondi dell'UNRWA e, essendo uno dei principali donatori dell'UNRWA, invita tutti i donatori interessati a intensificare i loro finanziamenti.
L'UE ritiene che il rispetto del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani da parte degli attori statali e non statali, inclusa la responsabilità, rappresenti un punto chiave per la pace e la sicurezza nella regione.
3. L'UE accoglie con favore le recenti iniziative di Israele per allentare le restrizioni a Gaza. Tuttavia, sono ora necessarie ulteriori misure positive che consentano l'inoltro senza ostacoli degli aiuti umanitari, la ricostruzione e la ripresa economica su base permanente. L'UE chiede un cambiamento radicale della situazione politica, economica e di sicurezza nella striscia di Gaza, inclusa la revoca della chiusura dei valichi e una loro totale apertura, tenendo conto nel contempo delle preoccupazioni legittime di Israele in materia di sicurezza. I recenti lanci di razzi da parte di gruppi militanti sono inaccettabili e sottolineano nuovamente il rischio di escalation. Tutte le parti interessate devono impegnarsi a favore della non violenza e della pace. L'UE invita tutte le parti a concordare un cessate il fuoco duraturo che impedisca un ritorno al conflitto, consolidi Gaza, in quanto è parte integrante di un futuro Stato palestinese, e rafforzi il legame tra Gaza e la Cisgiordania.
4. L'UE sollecita tutte le fazioni palestinesi a trovare un terreno comune, basato sulla non violenza e la riconciliazione e a collaborare per affrontare le esigenze della popolazione palestinese. La riconciliazione intra-palestinese è un elemento importante per raggiungere una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati. A tale riguardo l'UE esorta le fazioni palestinesi a fare della riconciliazione e del ritorno dell'Autorità Palestinese a Gaza una priorità assoluta. L'Autorità Palestinese deve addossarsi maggiori responsabilità a tal riguardo e assumere la sua funzione di governo nella striscia di Gaza, anche nel settore della sicurezza, dell'amministrazione civile e tramite la sua presenza ai valichi di Gaza. L'UE è pronta a fornire pieno sostegno a tali sforzi, anche attraverso la rapida riattivazione e l'eventuale ampliamento del campo di applicazione e del mandato delle sue missioni EUBAM Rafah e EUPOL COPPS.
5. L'UE si impegna a collaborare con tutte le parti, anche attraverso l'attuazione degli accordi esistenti, per permettere lo sviluppo socioeconomico della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e responsabilizzare le istituzioni palestinesi in preparazione della statualità, sulla base dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. L'UE sottolinea che azioni come l'allentamento delle restrizioni devono essere parte di un cambiamento radicale della politica per quanto riguarda i territori palestinesi occupati. Chiede a Israele di consentire maggiore rapidità per quanto riguarda le costruzioni palestinesi, nonché lo sviluppo economico e sociale dell'area C. Tali azioni serviranno a rafforzare la prosperità e la sicurezza sia degli israeliani che dei palestinesi. Invita inoltre le autorità israeliane ad arrestare i piani di trasferimento forzato della popolazione e di demolizione di abitazioni e infrastrutture palestinesi nelle comunità di Susya e Abu Nwar.
6. Mantenere la praticabilità della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati è al centro della politica dell'UE e rimarrà una priorità. Al riguardo, rammentando che gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale, l'UE ribadisce la sua forte opposizione alla politica in materia di insediamenti e alle azioni intraprese in questo contesto da Israele, come la costruzione della barriera di separazione al di là della linea del 1967, le demolizioni e la confisca - anche di progetti finanziati dall'UE - gli sfratti, i trasferimenti forzati incluso di beduini, gli avamposti illegali, la violenza dei coloni e le restrizioni riguardo alla circolazione e all'accesso. Tali azioni compromettono gravemente la soluzione a due Stati. Le attività di insediamento a Gerusalemme Est mettono gravemente a rischio la possibilità che Gerusalemme funga da futura capitale di entrambi gli Stati. L'UE continuerà a seguire da vicino gli sviluppi in loco e le loro implicazioni più ampie e resta pronta a intraprendere ulteriori azioni al fine di tutelare la praticabilità della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati. L'UE e i suoi Stati membri confermano il loro impegno a favore dell'attuazione continuativa, piena ed efficace della legislazione vigente dell'UE e degli accordi bilaterali applicabili ai prodotti degli insediamenti. L'UE esprime il proprio impegno a garantire che - in linea con il diritto internazionale - tutti gli accordi tra lo Stato di Israele e l'UE debbano indicare inequivocabilmente ed esplicitamente la loro inapplicabilità ai territori occupati da Israele nel 1967.
7. Garantire una pace giusta e duratura richiederà un aumento dello sforzo internazionale comune. L'UE, segnatamente tramite l'azione del suo rappresentante speciale per il processo di pace in Medio Oriente di recente nomina, collaborerà attivamente a un rinnovato approccio multilaterale al processo di pace in consultazione con tutte le parti interessate, compresi i partner del Quartetto, segnatamente gli Stati Uniti, nella regione e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La creazione di un gruppo di sostegno internazionale rappresenta una possibile strada per contribuire a tale obiettivo; il Consiglio invita l'alto rappresentante a esplorare le possibili opzioni per attuare tale iniziativa con attori regionali e internazionali e a riferire in merito a inizio settembre. La posizione dell'UE sui parametri, come indicato nelle conclusioni del Consiglio "Affari esteri" del luglio 2014, serve da base per il raggiungimento di un consenso sulla via da seguire. L'UE è pronta ad impegnarsi in un lavoro congiunto con i partner regionali sulla base dell'iniziativa di pace araba, e accoglie con favore gli attuali sforzi del Quartetto a tale riguardo.
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