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I ministri UE dell'Ambiente si sono riuniti a Lussemburgo e hanno raggiunto un orientamento generale in merito alla direttiva sulle asserzioni ambientali, alla direttiva sul monitoraggio del suolo e alla direttiva quadro sui rifiuti riveduta. Hanno formalmente adottato il regolamento sul ripristino della natura.
L'UE ha colto un'opportunità unica per invertire la perdita di biodiversità e aprire questa finestra di opportunità che si sta rapidamente chiudendo, garantendo un futuro vivibile alle generazioni future.
Oggi abbiamo inoltre raggiunto un accordo su tre direttive dell'UE di fondamentale importanza per l'economia circolare e la salute dei suoli nell'UE: abbiamo dimostrato il nostro impegno a favore della transizione verde, proteggendo i nostri consumatori dal greenwashing, affrontando la questione dei rifiuti tessili e alimentari e proteggendo i nostri suoli dal degrado.
L'UE sta avanzando costantemente verso il conseguimento dei suoi obiettivi ambientali e climatici come pure del traguardo della neutralità climatica nell'UE entro il 2050.
Alain Maron, ministro della Transizione climatica, dell'ambiente, dell'energia e della democrazia partecipativa del governo della regione di Bruxelles-Capitale
Regolamento sul ripristino della natura
Oggi il Consiglio ha adottato formalmente il regolamento, primo nel suo genere, sul ripristino della natura. Il regolamento mira a mettere in atto misure volte a ripristinare almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell'UE entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.
Stabilisce obiettivi e obblighi giuridicamente vincolanti specifici per il ripristino della natura negli ecosistemi terrestri, marini, di acqua dolce, forestali, agricoli e urbani. Le misure specifiche sono volte, tra l'altro, a proteggere gli impollinatori e le farfalle comuni, tutelare gli spazi verdi urbani e a piantare almeno tre miliardi di alberi supplementari entro il 2030 a livello dell'UE.
I ministri UE dell'Ambiente hanno raggiunto un orientamento generale sulla proposta di rivedere la direttiva quadro sui rifiuti, concentrandosi nello specifico sui settori tessile e alimentare. L'obiettivo generale è quello di ridurre gli impatti ambientali e climatici associati alla produzione e alla gestione dei rifiuti tessili e alimentari. Mira inoltre a promuovere la circolarità nel settore tessile.
Le nuove norme introducono regimi obbligatori e armonizzati di responsabilità estesa del produttore per i produttori tessili in tutti gli Stati membri dell'UE. L'orientamento generale fissa inoltre obiettivi giuridicamente vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari per gli Stati membri, da conseguire entro il 2030: il 10% nella trasformazione e nell'industria manifatturiera e il 30% (pro capite) nel commercio al dettaglio, nei ristoranti, nei servizi di ristorazione e nei nuclei domestici.
Questa risorsa è attualmente disponibile solo nelle seguenti lingue:
Sprechi alimentari: prevenzione, riutilizzo e riciclo (Infografica)
Asserzioni ambientali
I ministri hanno raggiunto un orientamento generale in merito alla proposta di direttiva sulle asserzioni ambientali.
Scopo della direttiva è la protezione dei consumatori dal greenwashing, fissando requisiti minimi in tutta l'UE in materia di attestazione, comunicazione e verifica delle asserzioni ambientali esplicite (scritte o orali) e delle etichette ambientali.
L'obiettivo è accelerare la transizione verde verso un'economia circolare e pulita nell'UE, contribuendo in tal modo all'obiettivo generale della neutralità climatica dell'UE entro il 2050.
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I ministri UE dell'Ambiente hanno raggiunto un orientamento generale sulla direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo. L'obiettivo della direttiva è quello di mettere l'UE sulla buona strada verso suoli sani entro il 2050.
Per conseguire questo obiettivo ambizioso, l'orientamento generale raggiunto oggi stabilisce misure volte a rendere obbligatorio il monitoraggio della salute del suolo, fornisce principi guida per la gestione sostenibile del suolo e affronta le situazioni in cui la contaminazione del suolo comporta rischi inaccettabili per la salute e l'ambiente.
I ministri hanno approvato conclusioni sul riesame intermedio dell'8º programma di azione per l'ambiente, che apre la strada verso una transizione verde, giusta e inclusiva per un'Europa sostenibile.
Questa serie di conclusioni sottolinea che l'attuazione del Green Deal europeo sarà fondamentale per conseguire gli obiettivi prioritari della transizione verde. Tra gli aspetti affrontati dalle conclusioni figurano, tra l'altro, la resilienza ai cambiamenti climatici e la preparazione ai rischi, la mitigazione dei cambiamenti climatici, la protezione della biodiversità, l'inquinamento zero e l'economia circolare.
Gli Stati membri hanno inoltre sottolineato la necessità dell'accettazione sociale e di una transizione giusta. Questa serie di conclusioni aiuterà la Commissione a calibrare le misure per conseguire efficacemente gli obiettivi per il 2030.
I ministri UE dell'Ambiente hanno inoltre partecipato a un dibattito orientativo sulla comunicazione della Commissione sul traguardo climatico dell'UE per il 2040.
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sul traguardo climatico per il 2040, tenendo conto del suo contributo alla competitività dell'Unione, garantendo nel contempo una transizione giusta. Hanno inoltre condiviso le loro opinioni sul quadro post-2030, compreso il potenziale delle misure sul versante della domanda e dell'economia circolare.
Durante la colazione i ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sulla comunicazione della Commissione relativa alla gestione dei rischi climatici.
I ministri hanno preso atto del fatto che è necessaria una risposta politica sistemica in tutti i pertinenti settori strategici. Hanno espresso il loro parere su possibili nuove modalità di cooperazione tra i diversi livelli di governance, anche a livello dell'UE, per affrontare i rischi climatici. Hanno inoltre condiviso con gli altri ministri le misure messe in atto per integrare la gestione dei rischi climatici nella rispettiva pianificazione di bilancio.
Tra i punti senza dibattito il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla conclusione, a nome dell'UE, dell'accordo, nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, relativo alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdizione nazionale (accordo BBNJ), noto anche come "trattato sull'alto mare".
L'accordo mira a proteggere gli oceani e ad assumerne la gestione a livello mondiale per conto delle generazioni presenti e future in zone non soggette a giurisdizione nazionale. Tali zone rappresentano circa due terzi della superficie degli oceani e il 95% del loro volume.
I ministri sono stati informati dalla presidenza belga sui lavori legislativi in corso per quanto riguarda la proposta di regolamento sulla riduzione dell'inquinamento da microplastiche causato dalla dispersione di pellet di plastica e la proposta di regolamento sui veicoli fuori uso.
La presidenza e la Commissione hanno informato i ministri in merito ai risultati della quarta sessione del comitato negoziale intergovernativo incaricato di elaborare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante sull'inquinamento da plastica, anche negli ambienti marini (INC-4).
La Polonia, la Cechia e l'Ungheria hanno fornito (in seduta non pubblica) informazioni sui termini e sulle condizioni delle aste 2024 del Fondo per l'innovazione per la produzione di idrogeno rinnovabile di origine non biologica (secondo ciclo di aste H2).
La delegazione ungherese ha presentato il suo programma ambientale in quanto presidenza entrante del Consiglio dell'Unione europea.
Il Consiglio ha inoltre adottato senza discussione i punti che figuravano negli elenchi dei punti "A".
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