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Economia circolare

Per conseguire la neutralità climatica dell'UE entro il 2050 è fondamentale dissociare la crescita economica dall'uso delle risorse e passare a sistemi circolari di produzione e consumo.

Ultime notizie

Il 16 dicembre 2024 il Consiglio ha adottato formalmente il nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

Le norme mirano a ridurre in modo significativo la produzione di rifiuti di imballaggio fissando obiettivi vincolanti di riutilizzo, limitando l'uso di determinati tipi di imballaggi monouso e imponendo agli operatori economici di ridurre al minimo gli imballaggi utilizzati. Il regolamento copre l'intero ciclo di vita degli imballaggi.

Imballaggi

Imballaggi

Piano d'azione per l'economia circolare

Nel marzo 2020 la Commissione ha presentato un piano d'azione per l'economia circolare comprendente oltre 30 punti d'azione finalizzati a:

  • assicurare lo sviluppo di prodotti sostenibili e la circolarità dei processi produttivi
  • responsabilizzare i consumatori
  • adottare politiche mirate per i settori chiave
  • ridurre i rifiuti

Progettazione di prodotti sostenibili

Una serie di misure mira ad assicurare una maggiore durabilità e riparabilità dei prodotti e a responsabilizzare i consumatori perché compiano scelte più sostenibili.

Progettazione ecocompatibile

Dal 2009 la direttiva relativa alla progettazione ecocompatibile ha stabilito requisiti di efficienza energetica per vari gruppi di prodotti (per es. computer, frigoriferi, pompe per l'acqua).

Il 27 maggio 2024 il Consiglio ha adottato nuove specifiche di progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili.

Le nuove norme sono intese a:

  • stabilire requisiti di sostenibilità ambientale per quasi tutti i tipi di beni immessi sul mercato dell'UE
  • introdurre un passaporto digitale dei prodotti che fornirà informazioni sulla sostenibilità ambientale dei prodotti
  • vietare la distruzione di determinati prodotti di consumo invenduti (tessili e calzature)

"Diritto alla riparazione"

L'UE desidera garantire che i consumatori possano chiedere la riparazione anziché la sostituzione in caso di guasto o di difetto di un prodotto.

Il 30 maggio 2024 l'UE ha adottato nuove norme per contrastare lo smaltimento prematuro dei beni riparabili. I principali elementi sono i seguenti:

  • il diritto dei consumatori di chiedere ai fabbricanti di riparare i prodotti tecnicamente riparabili a norma del diritto dell'UE
  • un modulo europeo gratuito di informazioni sulla riparazione
  • una piattaforma online per la riparazione per mettere in contatto i consumatori con i riparatori
  • la proroga di 12 mesi del periodo di responsabilità del venditore dopo la riparazione di un prodotto

Fornendo incentivi ai produttori e ai consumatori affinché prolunghino il ciclo di vita dei prodotti, la nuova legislazione ridurrà inoltre i rifiuti e promuoverà modelli di business più sostenibili.

Circolarità dei processi produttivi

La direttiva sulle emissioni industriali è il principale atto legislativo dell'UE in materia di inquinamento industriale.

L'UE ha aggiornato di recente la direttiva per sostenere le industrie nel loro impegno a conseguire l'obiettivo "inquinamento zero" dell'UE entro il 2050, in particolare sostenendo le tecniche e gli investimenti per l'economia circolare.

Nel novembre 2023 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio in sede di trilogo sulla revisione della direttiva. Le nuove norme sono state adottate dal Consiglio nell'aprile 2024.

Alcune fabbriche emettono nell'aria fumo.
Direttiva sulle emissioni industriali: dati principali (Infografica)

Direttiva sulle emissioni industriali: dati principali (Infografica)

Responsabilizzazione dei consumatori

L'UE intende impedire alle società di formulare asserzioni ingannevoli riguardo ai meriti ambientali dei loro prodotti e servizi.

Il 20 febbraio 2024 il Consiglio ha adottato una direttiva tesa a responsabilizzare i consumatori per la transizione verde.

Grazie alle nuove misure, i consumatori dell'UE:

  • avranno accesso a informazioni attendibili, anche sull'obsolescenza precoce, per compiere le giuste scelte verdi
  • saranno meglio protetti contro le autodichiarazioni ambientali sleali
  • saranno meglio informati in merito alla riparabilità dei prodotti prima dell'acquisto

La direttiva introduce anche un'etichetta armonizzata con informazioni sulla garanzia commerciale di durabilità offerta dai produttori.

Asserzioni ambientali

Il Consiglio ha raggiunto un accordo ("orientamento generale") sulla direttiva sulle asserzioni ambientali, che mira a definire criteri per l'attestare la veridicità delle asserzioni ambientali formulate dalle imprese per la vendita dei loro prodotti e servizi.

Le norme combattono il greenwashing e aiutano i consumatori a prendere decisioni realmente più ecologiche quando acquistano prodotti o usano servizi.

Esempi di asserzioni ambientali che dovrebbero essere suffragate da prove:

  • "scarpe costituite al 50% da plastica riciclata"
  • "consegna climaticamente neutra"
  • "prodotto per la cura della pelle favorevole alle api"

Politiche mirate per i settori chiave

Il piano d'azione è incentrato su settori specifici che fanno ingente uso di risorse e presentano un elevato potenziale di circolarità.

Elettronica e TIC

Le apparecchiature elettriche ed elettroniche sono uno dei flussi di rifiuti in più rapida crescita nell'UE. Per questo motivo il piano d'azione per l'economia circolare prevede misure volte a migliorare la durabilità e il riciclaggio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Nel novembre 2022 l'UE ha adottato la direttiva relativa al caricabatterie standardizzato, che renderà obbligatoria la porta USB tipo C per una serie di dispositivi elettronici (telefoni cellulari, console per videogiochi, tastiere senza fili, laptop).

Le nuove norme dell'UE consentiranno ai consumatori di acquistare sui mercati dell'UE telefoni cellulari e tablet più efficienti sotto il profilo energetico, durevoli e facili da riparare, dal momento che:

  • il regolamento sulla progettazione ecocompatibile stabilisce requisiti minimi in materia di durabilità delle batterie, disponibilità di pezzi di ricambio e aggiornamenti del sistema operativo
  • il regolamento sull'etichettatura energetica introduce l'obbligo di rendere visibili le informazioni riguardanti l'efficienza energetica e la durata di vita della batteria, così come l'indice di riparabilità

Le istituzioni dell'UE stanno aggiornando le norme sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, tra cui una serie di prodotti quali computer, frigoriferi e pannelli fotovoltaici. Le modifiche mirano ad allineare la direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) a una sentenza della Corte di giustizia dell'UE sull'applicazione retroattiva ingiustificata della responsabilità estesa del produttore ai rifiuti originati da pannelli fotovoltaici immessi sul mercato tra il 13 agosto 2005 e il 13 agosto 2012.

Nel novembre 2023 i negoziatori del Consiglio e del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulle modifiche proposte.

L'infografica riguarda i cambiamenti e i benefici apportati dall'introduzione di un caricabatterie standardizzato per tutti i tipi di dispositivi
Un caricabatterie standardizzato per i tuoi dispositivi elettronici (Infografica)

Un caricabatterie standardizzato per i tuoi dispositivi elettronici (Infografica)

Batterie e rifiuti di batterie

L'UE ha adottato un regolamento sulle batterie al fine di creare un'economia circolare per il settore tenendo conto di tutte le fasi del ciclo di vita delle batterie, dalla progettazione al trattamento dei rifiuti. Questa iniziativa riveste grande importanza, in particolare in considerazione del massiccio sviluppo della mobilità elettrica.

Grazie ai nuovi requisiti in materia di sicurezza, sostenibilità ed etichettatura, le nuove norme adottate nel 2023 mirano a:

  • promuovere un'economia circolare
  • migliorare il funzionamento del mercato interno delle batterie, assicurando una concorrenza più equa
Illustrazione della catena di approvvigionamento per le batterie
Verso una catena di approvvigionamento europea sostenibile e circolare per le batterie (Infografica)

Verso una catena di approvvigionamento europea sostenibile e circolare per le batterie (Infografica)

Imballaggi

Nel dicembre 2024 il Consiglio ha adottato un nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, le cui norme contribuiranno agli obiettivi del Green Deal europeo e del relativo piano d'azione per l'economia circolare.

Tra le principali misure:

  • obiettivi di riduzione dei rifiuti di imballaggio a livello di Stati membri
  • limitazione degli imballaggi eccessivi
  • sostegno a sistemi di riutilizzo e ricarica
  • sistemi di deposito cauzionale e restituzione obbligatori per determinati contenitori monouso
Imballaggi

Imballaggi

Plastica

Dal 2018 la strategia europea per la plastica nell'economia circolare mira a migliorare la riciclabilità degli imballaggi di plastica e offre una risposta forte al problema delle microplastiche.

Nell'ambito del piano d'azione del 2020 per l'economia circolare, la Commissione sta lavorando a:

  • requisiti obbligatori in materia di contenuto riciclato e riduzione dei rifiuti per i prodotti chiave
  • un nuovo quadro strategico sulla plastica biologica, compostabile e biodegradabile per definire gli ambiti in cui tali plastiche possono apportare reali benefici ambientali
  • misure per contrastare la presenza di microplastiche rilasciate involontariamente nell'ambiente, con l'obiettivo di ridurre i rifiuti di plastica

Prodotti tessili

La strategia dell'UE per prodotti tessili sostenibili e circolari presentata dalla Commissione mira a rendere i prodotti tessili più durevoli, riparabili, riutilizzabili e riciclabili entro il 2030.

Nel luglio 2023 la Commissione ha proposto di:

  • rendere i produttori responsabili per l'intero ciclo di vita dei prodotti tessili, attraverso la responsabilità estesa del produttore
  • accelerare lo sviluppo di un settore che si occupi di raccolta differenziata, cernita, riutilizzo e riciclaggio dei prodotti tessili, dal momento che gli Stati membri sono tenuti a predisporre entro il 1º gennaio 2025 la raccolta differenziata dei prodotti tessili presso le famiglie
  • affrontare la questione delle esportazioni illegali di rifiuti tessili

Nel giugno 2024 il Consiglio ha raggiunto un accordo ("orientamento generale") sulla revisione della direttiva quadro sui rifiuti, comprese le misure volte a ridurre i rifiuti tessili. I marchi di moda e i produttori tessili dovrebbero pagare tariffe per contribuire a finanziare i costi di raccolta e trattamento dei rifiuti tessili. Le tariffe si baserebbero sulla circolarità e sulle prestazioni ambientali dei prodotti tessili.

Anche il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e il regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti dovrebbero contribuire a fissare requisiti di sostenibilità per i prodotti tessili e a limitare l'esportazione dei rifiuti tessili.

Costruzione e edilizia

Gli edifici sono responsabili del:

Nel novembre 2024 il Consiglio ha adottato la revisione del regolamento sui prodotti da costruzione proposto dalla Commissione.

Le nuove norme stabiliscono nuovi requisiti per fare in modo che la progettazione e la fabbricazione dei prodotti da costruzione rendano questi ultimi più durevoli, riparabili, riciclabili e facili da rifabbricare.

I fabbricanti dovranno:

  • fornire informazioni ambientali sul ciclo di vita dei prodotti
  • progettare e fabbricare i prodotti in modo da facilitare il riutilizzo, la rifabbricazione e il riciclaggio
  • privilegiare i materiali riciclabili
  • fornire istruzioni su come utilizzare e riparare i prodotti

Riduzione dei rifiuti

L'UE sta lavorando a una serie di misure per rafforzare ulteriormente e migliorare l'attuazione delle normative UE in materia di rifiuti.

Obiettivi di riduzione dei rifiuti

La direttiva quadro sui rifiuti, in vigore dal luglio 2020, stabilisce norme affinché gli Stati membri:

  • aumentino del 55% il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2025
  • mettano a punto entro il 1º gennaio 2025 la raccolta differenziata dei rifiuti tessili e dei rifiuti domestici pericolosi
  • facciano in modo che entro il 31 dicembre 2023 i rifiuti organici siano raccolti separatamente o riciclati alla fonte
  • per quanto riguarda gli imballaggi, raggiungano entro il 2025 e il 2030 obiettivi di riciclaggio specifici per materiale

Nel giugno 2024 il Consiglio ha adottato la sua posizione ("orientamento generale") sulla revisione mirata della direttiva quadro sui rifiuti, con particolare attenzione ai rifiuti alimentari e tessili.

Per quanto riguarda i prodotti alimentari, i paesi dell'UE dovrebbero ridurre i rifiuti alimentari come segue:

Per quanto riguarda i rifiuti tessili, le nuove norme rafforzerebbero i regimi di responsabilità estesa del produttore chiedendo alle imprese del settore tessile di pagare tariffe per la raccolta e la gestione dei rifiuti.

Inoltre, il 26 giugno 2023 sono entrate in vigore nuove norme dell'UE per incoraggiare e facilitare il riutilizzo dell'acqua nell'Unione.

L'UE sta aggiornando le norme sul trattamento delle acque reflue urbane al fine di ampliare l'ambito di applicazione dell'attuale direttiva e allinearlo agli obiettivi del Green Deal europeo. I principali obiettivi della revisione sono:

  • estendere le norme alle città più piccole
  • migliorare ulteriormente le operazioni di trattamento
  • ridurre le emissioni di gas a effetto serra del settore
  • garantire l'applicazione del principio "chi inquina paga"
  • aiutare a monitorare e prevenire le pandemie
  • migliorare i servizi igienico-sanitari, in particolare per le persone più vulnerabili

Il Consiglio ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo sulle norme aggiornate nel gennaio 2024. L'accordo dovrà essere formalmente adottato da entrambe le istituzioni prima di entrare a far parte del diritto dell'UE.

Un ambiente privo di sostanze tossiche

Dal 2020 la strategia dell'UE in materia di sostanze chimiche sostenibili contribuisce a garantire che le sostanze chimiche siano sicure sia per la salute umana che per l'ambiente.

Il 24 ottobre 2022, nell'ambito del piano d'azione per l'economia circolare, l'UE ha adottato una revisione del regolamento relativo agli inquinanti organici persistenti, le sostanze chimiche nocive che possono essere presenti nei rifiuti dei prodotti di consumo (ad esempio prodotti tessili impermeabili, plastica e apparecchiature elettroniche).

Le nuove norme mirano a ridurre i valori limite di concentrazione per la presenza di inquinanti organici persistenti nei rifiuti, il che è fondamentale per l'economia circolare, dove i rifiuti saranno sempre più utilizzati come materia prima secondaria.

Nell'ottobre 2024 il Consiglio ha adottato un regolamento relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze chimiche.

Le misure comprendono requisiti specifici per i prodotti chimici ricaricabili che contribuiranno a ridurre i rifiuti di imballaggio.

Illustrazione - Strategia UE in materia di sostanze chimiche per un ambiente sostenibile e privo di sostanze tossiche
Strategia UE in materia di sostanze chimiche per un ambiente sostenibile e privo di sostanze tossiche (Infografica)

Strategia UE in materia di sostanze chimiche per un ambiente sostenibile e privo di sostanze tossiche (Infografica)

Materie prime secondarie

L'UE intende creare un mercato ben funzionante per le materie prime secondarie.

Nel marzo 2024 il Consiglio ha adottato la normativa sulle materie prime critiche, che mira a rafforzare tutte le fasi della catena del valore europea delle materie prime critiche, anche migliorando la circolarità e il riciclaggio.

Le nuove norme fissano un obiettivo volto a fare in modo che almeno il 25% del consumo annuo di materie prime critiche nell'UE provenga dal riciclaggio interno.

Illustrazione composta da una turbina eolica, una casa provvista di pannelli solari e un aeroplano, su cui campeggiano delle etichette con l'indicazione di elementi chimici quali boro, gallio, magnesio e scandio.
Regolamento sulle materie prime critiche (Infografica)

Regolamento sulle materie prime critiche (Infografica)

Spedizioni di rifiuti

L'UE ha recentemente aggiornato le norme per regolamentare meglio il commercio di rifiuti all'interno dell'UE e con i paesi terzi, al fine di:

  • fare in modo che le esportazioni di rifiuti non danneggino l'ambiente e la salute umana
  • contrastare le spedizioni illegali

La revisione delle norme punta a ridurre le spedizioni di rifiuti problematici verso paesi al di fuori dell'UE, ad aggiornare le procedure di spedizione per rispecchiare gli obiettivi dell'economia circolare e a migliorare l'applicazione. Promuove l'utilizzo dei rifiuti come risorsa all'interno dell'UE.

Nel novembre 2023 i negoziatori del Consiglio e del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio per aggiornare il regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti. Nel marzo 2024 il Consiglio ha adottato formalmente le norme.