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La presidenza ungherese ha presentato le priorità per il suo mandato, che va dal 1º luglio al 31 dicembre 2024.
La presidenza ungherese ha stabilito le seguenti priorità generali per il suo semestre:
un nuovo patto per la competitività europea
il rafforzamento della politica europea di difesa
una politica di allargamento coerente e meritocratica
la lotta contro la migrazione illegale
misure per delineare il futuro della politica di coesione
una politica agricola dell'UE incentrata sugli agricoltori
la risposta alle sfide demografiche
Per quanto riguarda la formazione del Consiglio "Affari generali", la presidenza porterà avanti i lavori concernenti l'attuazione dell'agenda strategica, lo Stato di diritto, la trasparenza e l'integrità, la resilienza democratica, il futuro dell'Europa, l'allargamento, la lotta contro l'antisemitismo e il sostegno alla vita ebraica, le relazioni UE-Regno Unito, le relazioni UE-Svizzera e gli accordi di associazione con Andorra e San Marino, fra l'altro.
Una delle priorità fondamentali della presidenza ungherese consiste nel condurre una politica di allargamento basata sul merito, equilibrata e credibile. Intendiamo imprimere nuovo slancio al processo di integrazione dei Balcani occidentali, riconoscendo che l'UE non è completa senza di essi. Ci aspettiamo di compiere progressi tangibili nell'adesione all'UE di questi paesi candidati, approfondendo la cooperazione nel quadro del prossimo vertice UE-Balcani occidentali e della comunità politica europea.
János Bóka, ministro ungherese per gli Affari dell'Unione europea
Dialogo annuale sullo Stato di diritto
Nell'ambito del dialogo annuale del Consiglio sullo Stato di diritto, i ministri hanno tenuto una discussione sugli sviluppi generali relativi allo Stato di diritto nell'UE, basandosi sulla relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2024.
Il dibattito ha riguardato quattro settori relativi allo Stato di diritto: il sistema giudiziario, il quadro anticorruzione, il pluralismo e la libertà dei media e altre questioni istituzionali relative al sistema di bilanciamento dei poteri.
Nel corso della discussione i ministri si sono rallegrati dei buoni progressi complessivi registrati nell'attuazione delle raccomandazioni della Commissione e dell'inclusione dei paesi candidati nella relazione di quest'anno. Hanno ribadito il sostegno a tale esercizio quale utile strumento per orientare le riforme nazionali e indicato l'importanza di proseguire il dialogo nel pieno rispetto dei principi di obiettività, non discriminazione e parità di trattamento di tutti gli Stati membri.
Il Consiglio dovrebbe tenere una discussione specifica per paese in occasione della sessione del Consiglio "Affari generali" di novembre, concentrandosi sugli sviluppi a Malta, nei Paesi Bassi, in Austria e in Polonia.
I ministri hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni sulle tendenze generali osservate in materia di Stato di diritto in Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia. Alla riunione hanno partecipato i ministri dei paesi interessati.
Lo Stato di diritto svolge un ruolo centrale nel processo di allargamento in quanto condizione fondamentale per l'adesione all'UE. Quest'anno Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, i paesi candidati più avanzati nel processo di adesione e per quanto riguarda il loro livello di preparazione in materia di Stato di diritto, sono stati inclusi per la prima volta nella relazione della Commissione sullo Stato di diritto.
In tale contesto, i ministri hanno proceduto a uno scambio generale sulle questioni relative allo Stato di diritto con tali paesi candidati, sulla base del capitolo orizzontale della relazione della Commissione per il 2024. Hanno elogiato le riforme globali attuate o avviate per rafforzare lo Stato di diritto e hanno incoraggiato i quattro paesi candidati a proseguire gli sforzi di riforma nel corso della preparazione all'adesione all'UE.
La discussione ha riguardato esclusivamente le tendenze generali in materia di Stato di diritto e al termine del dibattito non sono state formulate conclusioni formali. Le discussioni sullo Stato di diritto nei singoli paesi candidati continueranno a svolgersi nel quadro del processo di allargamento.
Il Consiglio ha avviato i preparativi per la riunione del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2024 con la discussione di un progetto di ordine del giorno commentato.
Nella riunione di ottobre i leader dell'UE discuteranno della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e della situazione in Medio Oriente. Procederanno inoltre a un primo scambio di opinioni sulla relazione di Mario Draghi sul futuro della competitività europea. Tra gli altri possibili temi figurano la migrazione e la sicurezza e la difesa.
Nell'ambito del semestre europeo 2024, il Consiglio europeo sarà invitato ad approvare le raccomandazioni integrate specifiche per paese.
Tra le "Varie" i leader faranno il punto dei preparativi per le riunioni della COP 29 sui cambiamenti climatici e della COP 16 sulla biodiversità. Potrebbero inoltre affrontare questioni specifiche di politica estera alla luce degli eventi, compresi gli sviluppi in Georgia e Moldova.
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