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I ministri UE dell'Ambiente e del clima hanno adottato le conclusioni del Consiglio sulla preparazione della conferenza 2025 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 30), che si terrà a Belém, in Brasile, dal 10 al 21 novembre 2025. Le conclusioni costituiranno la posizione negoziale generale dell'UE per la COP 30.
La COP di quest'anno celebra il decimo anniversario dell'accordo di Parigi. In vista della COP 30, le parti dovrebbero condividere i loro nuovi impegni in materia di clima, che permetteranno di determinare se il limite di temperatura di 1,5 ºC previsto dall'accordo di Parigi rimane raggiungibile. Nelle sue conclusioni il Consiglio sottolinea il suo forte sostegno alla cooperazione multilaterale in materia di clima e delinea le priorità dell'UE in vista della COP 30, sottolineando l'urgenza di un'azione globale per il clima.
Oggi l'UE sostiene un forte mandato europeo per la COP 30. Dobbiamo lasciare Belém con un percorso chiaro per mantenere raggiungibile l'obiettivo di 1,5 ºC. I cambiamenti climatici sono realtà e dobbiamo agire e adattarci il prima possibile. Il prossimo passo è l'NDC dell'UE e la normativa sul clima, e siamo pronti a proseguire i lavori dopo la discussione strategica tra i capi di Stato e di governo europei.
Lars Aagaard, ministro danese del Clima, dell'energia e dei servizi di pubblica utilità
L'UE ribadisce il suo impegno a mantenere l'aumento della temperatura globale a 1,5 ºC e chiede un risultato specifico in sede di COP 30, al fine di affrontare il livello collettivo di ambizione e attuazione. Le conclusioni chiedono inoltre maggiori sforzi di adattamento e sottolineano l'importanza di mobilitare finanziamenti per il clima, in linea con il nuovo obiettivo collettivo quantificato (new collective quantified goal – NCQG) adottato in occasione della COP 29 di Baku, avvalendosi di un'ampia gamma di contributori. Evidenziano la necessità di triplicare la capacità di energia rinnovabile a livello mondiale e di raddoppiare il tasso medio annuo globale di miglioramenti dell'efficienza energetica entro il 2030, unitamente all'accelerazione delle tecnologie a zero e a basse emissioni e all'eliminazione graduale della produzione e del consumo di energia da combustibili fossili a livello globale.
I ministri hanno inoltre adottato conclusioni sulla strategia europea sulla resilienza idrica, pubblicata dalla Commissione europea nel giugno 2025.
La strategia mira a ripristinare e proteggere il ciclo dell'acqua, creando nel contempo un'economia intelligente dal punto di vista idrico che sia sostenibile, resiliente, competitiva e circolare, e garantendo l'accesso a un'acqua sicura e a prezzi accessibili. La strategia delinea un percorso finalizzato a rendere l'Europa resiliente sul piano delle risorse idriche, anche affrontando la carenza idrica attraverso una maggiore efficienza idrica.
Le risorse idriche e oceaniche europee sono sempre più sotto pressione a causa dell'inquinamento, dei rifiuti e dei cambiamenti climatici. Essendo il continente che si sta riscaldando più rapidamente, l'Europa si trova ad affrontare più siccità, inondazioni e carenza idrica che mai. Queste sfide non conoscono frontiere: richiedono un'azione europea forte e unita. Con i progressi compiuti oggi per quanto riguarda la strategia sulla resilienza idrica e il patto per gli oceani, stiamo intensificando gli sforzi congiunti per proteggere le nostre acque dolci e i nostri oceani attraverso un approccio più coordinato e olistico che salvaguardi il clima, la biodiversità e le generazioni future.
Magnus Heunicke, ministro danese dell'Ambiente e della parità di genere
Nelle sue conclusioni il Consiglio ha accolto con favore la strategia, sottolineando l'urgente necessità di ripristinare e proteggere il ciclo dell'acqua, migliorare le infrastrutture idriche e garantire un accesso equo all'acqua. I ministri hanno evidenziato l'importanza della resilienza idrica in tutti i settori, dell'innovazione e della cooperazione e del coordinamento transfrontalieri. Sottolineano l'urgenza di contrastare alla fonte gli inquinanti per salvaguardare le risorse idriche europee.
Le conclusioni mettono inoltre in rilievo il ruolo strategico della sicurezza idrica per la competitività, la preparazione alle crisi e la cooperazione globale dell'UE. Il Consiglio ha sottolineato l'importanza di garantire finanziamenti adeguati e accessibili per l'attuazione dell'agenda sulla resilienza idrica.
I ministri dell'Ambiente hanno proceduto a uno scambio di opinioni sul patto europeo per gli oceani, un'iniziativa varata dalla Commissione europea per rafforzare la politica dell'UE in materia di oceani in sei settori prioritari, dal ripristino della salute marina e dalla promozione dell'economia blu al sostegno delle comunità costiere e al rafforzamento della sicurezza marittima.
I ministri hanno sottolineato la necessità di un'azione più forte e coerente per proteggere e ripristinare la biodiversità marina. Hanno accolto con favore l'approccio olistico del patto che collega la salute degli oceani, l'economia blu e le comunità costiere e hanno sottolineato l'importanza di allineare la legislazione dell'UE e i quadri di governance esistenti.
La prossima revisione della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino ha ottenuto un sostegno generale ed è stata individuata come un'opportunità fondamentale per accelerare i progressi verso il conseguimento di un buono stato ecologico nelle acque marine dell'UE. I ministri hanno rilevato la necessità di un'attuazione più coerente della direttiva e hanno esortato a razionalizzare i cicli di rendicontazione per ridurre gli oneri amministrativi, nonché a migliorare l'allineamento con le altre politiche dell'UE e a integrare le considerazioni relative ai cambiamenti climatici. I ministri hanno inoltre sottolineato la necessità di finanziamenti specifici per affrontare meglio l'inquinamento alla fonte e per una migliore gestione delle zone marine.
La presidenza danese e la Commissione europea hanno informato i ministri in merito a tre recenti riunioni internazionali:
ripresa della terza sessione del gruppo di lavoro ad hoc aperto concernente un gruppo di esperti di politica scientifica (SPP OEWG 3.2) e successiva riunione intergovernativa (SPP IM) sulla corretta gestione delle sostanze chimiche e dei rifiuti
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seconda parte della 5a sessione del comitato negoziale intergovernativo (INC-5.2) incaricato di elaborare uno strumento internazionale vincolante sull'inquinamento da plastica
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il prossimo pacchetto di proposte per il nuovo sistema di scambio di quote di emissioni per il trasporto stradale e l'edilizia (ETS2)
Cipro ha informato i ministri in merito alle diverse iniziative e strumenti sviluppati per rafforzare l'economia circolare nel paese e facilitarne l'attuazione.
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La Lituania e altri Stati membri hanno informato i ministri in merito a un documento informale relativo alla flotta ombra e alle relative urgenti minacce per l'ambiente marino.
La Cechia, con il sostegno di altri Stati membri, ha informato i ministri in merito all'agenda ambientale nel quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034.
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La Francia e la Spagna hanno inoltre informato i ministri in merito alle norme in materia di emissioni di CO₂ per i veicoli leggeri, sottolineando in particolare che mantenere la rotta verso veicoli a zero emissioni entro il 2035 è essenziale per conseguire la neutralità climatica entro il 2050.
Durante una colazione informale i ministri hanno discusso dei preparativi per i negoziati internazionali in materia di ambiente in occasione della settima sessione dell'Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEA-7) che si terrà nel dicembre 2025 a Nairobi (Kenya), nonché del processo del Comitato intergovernativo di negoziato (INC) sull'inquinamento da plastica.
Fascicoli della riunione
Documenti preparatori
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