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  • Consiglio “Affari esteri”

Consiglio "Affari esteri", 22 marzo 2021

Principali risultati

Due settimane dopo l'adozione di sanzioni da parte dell'UE in relazione al caso Navalny, il Consiglio ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di undici persone e quattro entità responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in Cina, Corea del Nord, Libia, Sud Sudan, Eritrea e Russia.

Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Le sanzioni riguardano violazioni e abusi molto gravi dei diritti umani, indipendentemente dal luogo in cui sono commessi. Tutte le misure restrittive dell'Unione europea sono conformi al diritto internazionale e sono soggette ai più elevati standard dello Stato di diritto.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Il Consiglio ha deciso inoltre di imporre sanzioni nei confronti di undici persone responsabili del colpo di Stato militare perpetrato in Myanmar/Birmania il 1° febbraio  2021 e della successiva repressione militare e di polizia contro manifestanti pacifici.

Turchia

Il Consiglio ha valutato le relazioni UE-Turchia alla luce di una relazione congiunta dell'alto rappresentante e della Commissione elaborata in vista della videoconferenza dei membri del Consiglio europeo del 25 e 26 marzo.

In linea generale i ministri hanno ritenuto la relazione una buona base per le discussioni in sede di Consiglio europeo.

Riassumendo la discussione, l'alto rappresentante ha sottolineato che, successivamente alle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2020, la leadership turca ha inviato segnali positivi. Per quanto siano state adottate misure verso un allentamento delle tensioni nel Mediterraneo orientale, il processo è tuttora fragile e occorre proseguire gli sforzi in tale direzione.

I ministri hanno convenuto sull'importanza di mantenere e consolidare lo slancio, ma anche di tenere aperte tutte le opzioni qualora l'evoluzione della situazione lo richieda.

Vicinato meridionale

I ministri hanno proceduto quindi a uno scambio di opinioni sul vicinato meridionale.

Il dibattito ha evidenziato la necessità di un partenariato più forte, più stretto e più efficace e l'esigenza che l'UE collabori con i partner per risolvere problemi comuni quali la COVID, i conflitti, la migrazione, i cambiamenti climatici e il terrorismo.

I ministri si sono concentrati in particolare sui modi per attuare e rendere operativa la comunicazione congiunta su un partenariato rinnovato con il vicinato meridionale del 9 febbraio 2021. Nei loro interventi hanno affrontato vari aspetti, quali promuovere le riforme, collaborare con la società civile, sfruttare il potenziale delle transizioni verde e digitale, ecc.

Le conclusioni del Consiglio sul vicinato meridionale saranno adottate in occasione del prossimo Consiglio "Affari esteri".

Videoconferenza con l'Alta Commissaria dell'ONU per i diritti umani Michelle Bachelet

I ministri hanno avuto l'opportunità di scambiare opinioni con l'Alta Commissaria dell'ONU per i diritti umani Michelle Bachelet sulla situazione dei diritti umani nel mondo e sui recenti sviluppi al riguardo.

La videoconferenza è stata inoltre l'occasione per avviare il dialogo strategico tra l'UE e l'Alta Commissaria, una nuova iniziativa delineata nella strategia sul rafforzamento del contributo dell'UE al multilateralismo basato su regole.

Temi di attualità

Il Consiglio ha fatto il punto della situazione in Myanmar, che continua a deteriorarsi a seguito del colpo di Stato militare del 1º febbraio 2021. Nel suo briefing ai ministri, l'alto rappresentante Borrell ha sottolineato che l'UE proseguirà gli sforzi diplomatici per contribuire ad allentare la tensione e continuerà ad adoperarsi per ripristinare la democrazia e il governo civile legittimo.

I ministri sono stati poi aggiornati in merito alla situazione nei Balcani occidentali, in particolare agli eventi recenti e futuri, quali i consigli di stabilizzazione e di associazione e la recente visita nella regione del rappresentante speciale dell'UE per il dialogo Belgrado-Pristina e altre questioni regionali dei Balcani occidentali, Miroslav Lajčák.

Il Consiglio ha inoltre tenuto una breve discussione sulla Russia, durante la quale i ministri hanno confermato che i cinque principi guida rimangono estremamente pertinenti e che, nell'ambito di tali principi, l'UE avvierà azioni di contrasto, limitazione o dialogo con la Russia, a seconda di quanto richiesto dalla situazione. I leader dell'UE discuteranno delle relazioni con la Russia in occasione della videoconferenza del 25 e 26 marzo.

L'alto rappresentante ha informato i ministri in merito al Consiglio di associazione UE-Georgia tenutosi il 16 marzo e agli sforzi di mediazione profusi dall'UE nelle ultime settimane per superare la crisi politica nel paese. L'alto rappresentante ha ribadito la necessità che tutti i leader dei partiti politici georgiani pongano al primo posto gli interessi del popolo georgiano, accettino i compromessi necessari e dedichino attenzione ad altre questioni urgenti come la pandemia di coronavirus, la ripresa economica e la sicurezza nazionale della Georgia.

Si è discusso inoltre di Venezuela alla luce di recenti avvenimenti quali l'espulsione dal paese del capo della delegazione dell'UE in Venezuela e la dichiarazione dell'UE secondo cui l'ambasciatore venezuelano presso l'UE è persona non grata. Il dibattito ha evidenziato che la stabilizzazione e la ridemocratizzazione del paese sono possibili ma richiedono uno sforzo coerente.

L'alto rappresentante, infine, ha informato i ministri in merito alla situazione in Etiopia e alle segnalazioni quotidiane di violazioni dei diritti umani su vasta scala provenienti dal paese. L'UE continuerà ad aumentare la pressione affinché sia consentito l'accesso umanitario, siano avviate indagini indipendenti sugli abusi dei diritti umani e le truppe eritree vengano ritirate. L'alto rappresentante ha sottolineato che l'UE è pronta a mettere in atto tutti gli strumenti di politica estera di cui dispone contro i responsabili di violazioni dei diritti umani e che il ministro degli Affari esteri finlandese Pekka Haavisto ha ricevuto l'incarico di tornare nella regione per una seconda missione.

Varie

Il Consiglio ha adottato una decisione che istituisce lo strumento europeo per la pace.

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Ultima modifica: 5 febbraio 2025