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I ministri degli Affari esteri hanno discusso della regione del Golfo, del partenariato orientale, dell'Etiopia, del Nicaragua e di temi di attualità
Regione del Golfo
Il Consiglio ha tenuto una discussione strategica sull'approccio dell'UE nei confronti del Golfo e su come rafforzare la presenza dell'UE nella regione.
I ministri hanno riconosciuto il ruolo fondamentale che possono svolgere i partner del Golfo in alcune questioni di politica estera, ad esempio la crisi in Afghanistan. Hanno discusso della necessità di sostenere attivamente e accompagnare lo slancio positivo nella regione in settori che possono aiutare a rafforzare la fiducia, contribuendo nel contempo all'agenda globale dell'UE (ad esempio la transizione verde, il digitale, il commercio). Il Consiglio ha inoltre posto l'accento sulla necessità di sostenere le riforme socioeconomiche e discutere apertamente delle questioni sulle quali vi è disaccordo, per esempio i diritti umani.
La discussione ministeriale contribuirà alla preparazione di una comunicazione congiunta su un "partenariato con il Golfo", che dovrebbe essere adottata nel primo trimestre del 2022. All'inizio del 2022 si terrà anche un consiglio congiunto UE-CCG.
Partenariato orientale
I ministri degli Affari esteri hanno tenuto uno scambio di opinioni sulle relazioni dell'UE con il partenariato orientale (PO), in preparazione della riunione ministeriale che si terrà a novembre e del vertice del PO previsto per dicembre a Bruxelles.
I ministri hanno discusso del difficile contesto geopolitico cui devono far fronte alcuni paesi partner della regione e hanno convenuto che l'UE continui a promuovere valori fondamentali quali la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto e la lotta alla corruzione. Nel contempo, l'UE manterrà alta l'attenzione sulla ripresa socioeconomica a lungo termine, garantendo che sia sostenibile e inclusiva, con risultati concreti per i cittadini.
L'UE sosterrà inoltre i suoi partner per quanto riguarda i vaccini, i certificati di vaccinazione e la lotta contro la disinformazione.
Etiopia
Durante la colazione, il Consiglio "Affari esteri" ha proceduto a uno scambio di opinioni sulla situazione in Etiopia, alla luce degli ultimi sviluppi nel paese e nella regione del Tigray, a un anno dall'inizio del conflitto.
Il Tigray è stato fortemente segnato da violazioni sistematiche dei diritti umani ad opera di gruppi armati che utilizzano i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità come arma. È stato impedito l'arrivo degli aiuti umanitari. Prepareremo il terreno in vista dell'imminente relazione delle Nazioni Unite sui diritti umani, attesa per il 1º novembre, per dare una risposta adeguata, che potrà iniziare con l'elaborazione di sanzioni. Incaricherò i miei servizi di procedere in questo senso non appena disporremo della relazione sulle violazioni dei diritti umani.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
I ministri hanno convenuto di proseguire l'assistenza umanitaria in Etiopia e hanno sostenuto la prossima missione della commissaria UE per i Partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, che si recherà in Etiopia insieme alla rappresentante speciale dell'UE per il Corno d'Africa, Annette Weber, per trasmettere un messaggio chiaro a nome dell'UE sulla necessità di attuare finalmente un cessate il fuoco e avviare un processo politico che coinvolga tutti gli attori.
Nicaragua
Durante la colazione, il Consiglio "Affari esteri" ha inoltre tenuto uno scambio di opinioni sulla situazione in Nicaragua. Dal 2018 la repressione violenta delle proteste ha provocato la morte di almeno 328 persone.
I ministri hanno riflettuto in particolare sulla necessità di adeguare le politiche dell'UE in relazione alle prossime elezioni politiche che si terranno nel paese il 7 novembre 2021, per le quali le prospettive di un processo elettorale credibile e legittimo sono molto deboli.
L'UE continuerà a insistere su democrazia, diritti umani e Stato di diritto, per esempio il rilascio dei prigionieri politici, il ritorno delle organizzazioni internazionali per i diritti umani e lo svolgimento di elezioni libere ed eque.
Temi di attualità
Il Consiglio "Affari esteri" ha tenuto una discussione sul deterioramento della situazione umanitaria ed economica in Afghanistan. I ministri hanno convenuto che una presenza minima dell'UE a Kabul è necessaria per sostenere il popolo afghano e garantire un passaggio sicuro per gli afghani a rischio, ma che ciò non implica alcun riconoscimento da parte dell'UE.
Anche la Tunisia è stata oggetto di discussioni, alla luce degli ultimi sviluppi. I ministri hanno sottolineato l'importanza di preservare l'acquis democratico, rispettare la separazione dei poteri e ripristinare la normalità sul piano istituzionale. La recente nomina di un nuovo governo è stata considerata un primo passo positivo, che l'UE continuerà a monitorare attentamente.
I ministri si sono poi soffermati sui Balcani occidentali, dando seguito al recente vertice di Brdo e tenendo conto delle recenti tensioni nel Kosovo settentrionale. L'UE manterrà il suo forte coinvolgimento politico nella regione, darà seguito agli importanti compiti in materia di politica estera e di sicurezza derivanti dal vertice e faciliterà il dialogo sulla generale normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia.
In vista della prossima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 26), il Consiglio ha discusso il tema della diplomazia climatica. I ministri hanno sottolineato che è importante che tutti i paesi presentino senza indugio piani di mitigazione e strategie di azzeramento delle emissioni a lungo termine.
I ministri sono stati poi informati degli ultimi sviluppi riguardanti Varosha e hanno espresso forte solidarietà alla Grecia e a Cipro riguardo agli interventi turchi contro navi operanti nelle loro zone economiche esclusive. L'alto rappresentante ha sottolineato che la risoluzione della questione cipriota in linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con i principi su cui si fonda l'UE costituisce l'unica soluzione duratura a tali problemi.
Il Consiglio ha inoltre tenuto una lunga discussione sulla Bielorussia e sulla questione dei migranti spinti verso le frontiere dell'UE. I ministri hanno messo in guardia contro l'uso politico dei migranti da parte del regime bielorusso e hanno sottolineato che i contatti con i paesi di origine e di transito proseguiranno, così come i lavori per elaborare una risposta adeguata dell'UE.
Prima di concludere la sessione, il Consiglio ha anche discusso del Mali. I ministri hanno esaminato gli strumenti di influenza finanziaria e politica dell'UE, compresa la possibilità di prendere in considerazione misure restrittive, a sostegno degli sforzi della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) e in linea con le conclusioni adottate dal Consiglio europeo di maggio, contro coloro che ostacolano il programma di transizione.
Conclusioni del Consiglio
Il Consiglio ha approvato conclusioni su Bosnia-Erzegovina / operazione EUFOR ALTHEA.
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