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  • Consiglio “Affari esteri”

Consiglio "Affari esteri", 15 giugno 2026

Risultati principali

Discussione informale con il ministro degli Affari esteri armeno

Durante la prima colazione i ministri UE degli Affari esteri hanno proceduto a uno scambio di opinioni con Ararat Mirzoyan, ministro armeno degli Affari esteri. La discussione informale si è svolta nel contesto delle elezioni parlamentari del 7 giugno e si è concentrata sul loro esito in una situazione di ingerenze russe e di persistenti attacchi ibridi senza precedenti.

<p>Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio ""Affari esteri""</p>

Dalle elezioni è emerso un messaggio chiaro: il popolo armeno ha votato a favore della pace, della sovranità e di legami più stretti con l'Europa. Le forti pressioni e la coercizione economica della Russia non sono riuscite a influenzare il voto.

<p>Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio ""Affari esteri""</p>

Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"

I ministri hanno discusso di ulteriori modalità per sostenere la resilienza, il percorso democratico e la diversificazione economica dell'Armenia. L'alta rappresentante dell'UE ha sottolineato che l'UE sta già lavorando a un importante pacchetto di sostegno economico inteso ad aiutare l'Armenia a resistere alle restrizioni commerciali sleali imposte dalla Russia e che sarà presto avviata la nuova missione di partenariato dell'UE in Armenia.

Guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina

Il Consiglio ha discusso della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, dopo uno scambio informale di opinioni con il ministro degli Affari esteri ucraino Andrii Sybiha.Il ministro ucraino, collegato in videoconferenza, ha fornito una panoramica della situazione sul campo e delle necessità più urgenti dell'Ucraina nonché un aggiornamento sull'attacco notturno russo, che ha colpito anche la cattedrale Lavra di Kyiv-Pechersk, uno dei siti religiosi più importanti del paese e patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Dalla successiva discussione ministeriale è emerso che i ministri dell'UE sono uniti nella volontà di continuare a sostenere l'Ucraina e ad aumentare la pressione sulla Russia.

Si stima che le sanzioni occidentali siano già costate alla Russia tra 1000 e 1300 miliardi di euro, un importo che non viene speso per portare avanti la guerra contro l'Ucraina. Aumentare la pressione significa anche isolare la Russia a livello internazionale. Mentre la Russia bombarda cattedrali, l'Europa non dovrebbe stendere il tappeto rosso agli artisti e agli atleti russi che sostengono la guerra del Cremlino. La cultura e lo sport non dovrebbero essere uno strumento per legittimare le aggressioni.

Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"

Alla luce delle azioni russe volte a destabilizzare, compromettere o minacciare la sovranità e l'indipendenza della Repubblica di Moldova, comprese le azioni volte a sovvertirne i processi democratici, il Consiglio ha deciso oggi di imporre misure restrittive nei confronti di sei persone.Il Consiglio ha adottato altri 81 inserimenti in elenco tematici - 34 persone e 47 entità - riguardanti il complesso militare-industriale della Russia, i suoi proventi energetici e sforzi di propaganda e le violazioni dei diritti umani da essa commesse.

I ministri hanno inoltre discusso del 21o pacchetto di sanzioni recentemente proposto nei confronti della Russia e hanno convenuto che i lavori al riguardo devono progredire rapidamente.

Situazione in Medio Oriente

Il punto successivo all'ordine del giorno riguardava la situazione in Medio Oriente alla luce degli ultimi sviluppi nella regione.

Iran

Il Consiglio ha preso atto dell'accordo quadro recentemente annunciato tra gli Stati Uniti e l'Iran per prorogare di 60 giorni l'attuale cessate il fuoco e ripristinare la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, che dovrebbe rimanere aperto e gratuito. Ha inoltre sottolineato la necessità di ulteriori lavori intesi a frenare i programmi nucleari e relativi ai missili balistici dell'Iran.

L'annuncio da parte degli Stati Uniti e dell'Iran di un accordo inteso a porre fine alla guerra e riaprire lo stretto di Hormuz rappresenta una potenziale svolta che può offrire lo spazio necessario per negoziati più approfonditi sul programma nucleare iraniano e su altre questioni critiche. La fase più difficile dei colloqui deve ancora venire.

Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"

I ministri UE degli Affari esteri hanno inoltre fatto il punto sulle attività di sensibilizzazione e coordinamento con i paesi partner, compresa la recente visita dell'alta rappresentante in Pakistan e i contatti con i paesi del Golfo. In tale contesto l'alta rappresentante ha sottolineato che, dall'influenza economica alle competenze in ambito nucleare, l'UE è pronta a contribuire a una risoluzione sostenibile.

Libano

Il Consiglio ha discusso della drammatica situazione umanitaria in Libano, nel contesto delle continue ostilità tra Israele e Hezbollah, e ha proceduto a uno scambio di opinioni sul sostegno dell'UE al Libano e al suo popolo, anche attraverso la misura di assistenza bilaterale recentemente adottata a favore delle forze armate libanesi nell'ambito dello strumento europeo per la pace (EPF), del valore di 100 milioni di euro.

I ministri hanno inoltre sottolineato l'importanza di garantire la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e hanno discusso della possibilità di un maggiore impegno dell'UE nel paese, anche attraverso una futura missione PSDC dedicata.

Israele e Palestina

Il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni su Israele e Palestina. I ministri hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione umanitaria critica a Gaza, sottolineando la necessità di garantire l'accesso agli aiuti umanitari, e hanno discusso del sostegno dell'UE al processo di riforma dell'Autorità palestinese in vista del gruppo dei donatori per la Palestina di luglio.

I ministri hanno inoltre discusso del deterioramento della situazione in Cisgiordania, in particolare della crescente violenza e dell'espansione degli insediamenti illegali israeliani. A seguito dell'adozione, il 28 maggio 2026, di misure restrittive supplementari nei confronti dei coloni estremisti israeliani e di figure di spicco di Hamas, il Consiglio ha inoltre proceduto a uno scambio di opinioni su ulteriori opzioni strategiche, tra cui nuovi inserimenti in elenco e misure di carattere commerciale.

Relazioni UE-Cina

Durante la colazione i ministri UE degli Affari esteri hanno discusso dello stato di avanzamento delle relazioni tra l'Unione europea e la Cina nel contesto degli attuali sviluppi geopolitici. Lo scambio in sede di Consiglio "Affari esteri" si è concentrato sugli aspetti relativi alla politica estera e di sicurezza, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026.

Dalle sovvenzioni distorsive del mercato, ai crescenti squilibri commerciali e a un quasi monopolio delle materie prime critiche, l'elenco delle questioni da risolvere è ancora lungo. Ridurre le dipendenze in relazione alla Cina non sarà facile o economico, ma è necessario e urgente.

Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"

Per quanto riguarda gli aspetti relativi alla politica estera, l'alta rappresentante ha sottolineato che Pechino rimane un facilitatore determinante della guerra della Russia nei confronti dell'Ucraina e che l'UE sta valutando attentamente relazioni nuove e verificate secondo le quali l'esercito cinese avrebbe addestrato il personale militare russo per combattere in Ucraina.

Il Consiglio ha inoltre discusso di come contrastare le attività di disinformazione della Cina e rafforzare le catene di approvvigionamento europee della difesa.

Per quanto concerne la regione indo-pacifica, i ministri dell'UE hanno ribadito che la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare definisce chiaramente la condotta lecita e funge da base per la sicurezza nella regione.

Temi di attualità

Tra i temi di attualità, il Consiglio ha affrontato il processo di nomina di un nuovo alto rappresentante per la Bosnia-Erzegovina.

I ministri sono stati inoltre aggiornati in merito alla recrudescenza della malattia da virus Ebola nella regione del Kivu della Repubblica democratica del Congo.

Punti "Varie" e altre decisioni

Tra le "Varie":

  • la Polonia ha informato i ministri in merito al recente Libro bianco sugli atti di sabotaggio e sovversione russi nei confronti di membri del Consiglio degli Stati del Mar Baltico
  • la Romania ha informato gli Stati membri in merito alle priorità della presidenza rumena entrante del processo di cooperazione per l'Europa sudorientale (SEECP)
  • la Romania e la Bulgaria hanno informato i loro omologhi in merito al polo di sicurezza marittima del Mar Nero

Alla luce delle operazioni finanziate dalla Russia volte a perturbare le elezioni parlamentari del settembre 2025 nella Repubblica di Moldova, il Consiglio ha deciso oggi di imporre misure restrittive nei confronti di sei persone.

Il Consiglio ha formalmente concluso l'accordo tra l'UE e il Canada, facendo così del Canada il primo paese non europeo a partecipare ad appalti nell'ambito dello strumento SAFE.

Il Consiglio ha inoltre adottato conclusioni sul Global Gateway, ribadendo che si tratta della strategia di investimento globale dell'Unione europea volta a costruire partenariati reciprocamente vantaggiosi e a mobilitare risorse pubbliche e private per colmare la carenza di investimenti a livello mondiale.

Fascicoli della riunione

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Ultima modifica: 17 giugno 2026