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Posizione dell'UE sulla situazione in Medio Oriente

Nelle riunioni del Consiglio europeo che si sono succedute tra il 2023 e il 2026, i leader dell'UE hanno adottato conclusioni sulla situazione in Medio Oriente. Il contenuto della pagina rispecchia le conclusioni più recenti del 18 e 19 giugno 2026.

Iran

Memorandum d'intesa Stati Uniti-Iran

Il Consiglio europeo accoglie con favore il memorandum d'intesa tra gli Stati Uniti e l'Iran, che offre un'opportunità per la stabilità regionale e per il pieno ripristino della libertà di navigazione e il transito sicuro nello stretto di Hormuz.

Si compiace del proseguimento degli sforzi diplomatici volti a raggiungere un accordo di pace e sottolinea l'importanza di una risoluzione negoziata e a lungo termine di tutte le questioni in sospeso, in linea con il diritto internazionale.

Elogia il Pakistan, il Qatar e altri partner regionali per i loro sforzi di mediazione. L'Unione europea continuerà a partecipare, in stretto coordinamento con i partner regionali, agli sforzi diplomatici ed è pronta a sostenere l'attuazione dell'accordo.

Sicurezza marittima

Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di rispettare la libertà di navigazione e la sicurezza marittima conformemente al diritto internazionale e alla convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.

Il Consiglio europeo si compiace degli sforzi annunciati dagli Stati membri e dai partner al fine di garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, una volta soddisfatte le condizioni. Qualsiasi accordo relativo allo stretto di Hormuz non deve in alcun modo limitare la libertà di navigazione o modificare la governance dello stretto.

Il Consiglio europeo ricorda il ruolo dell'operazione di difesa marittima dell'UE EUNAVFOR ASPIDES, ne sottolinea il potenziale contributo alla stabilizzazione della regione e ne chiede il rafforzamento, in linea con il suo mandato.

Attività di proliferazione nucleare

Il Consiglio europeo ribadisce che all'Iran non deve mai essere consentito di dotarsi dell'arma nucleare. Esorta l'Iran a rispettare gli obblighi giuridicamente vincolanti in materia di salvaguardie nucleari che gli incombono in virtù del trattato contro la proliferazione delle armi nucleari e a riprendere la piena cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica.

Invita inoltre l'Iran a porre fine alle sue attività destabilizzanti, compreso il suo programma di missili balistici. Alla luce della crescente minaccia derivante dal ricorso, da parte dei servizi di intelligence iraniani, a reti criminali e altri emissari, l'Unione europea e i suoi Stati membri riaffermano il loro impegno a cooperare strettamente per prevenire e contrastare tali azioni ostili.

Violazioni dei diritti umani

Il Consiglio europeo invita il regime iraniano a cessare le violenze e la repressione nei confronti della propria popolazione. Chiede il rispetto dei diritti umani universali e delle libertà fondamentali del popolo iraniano, compreso il diritto di scegliere il proprio futuro. A tale riguardo, l'Unione europea continuerà a lavorare a ulteriori misure restrittive nei confronti dei responsabili.

Effetti della crisi

L'Unione europea continuerà a lavorare, anche assieme ai partner regionali e globali, per attenuare l'impatto della crisi e ridurre la vulnerabilità globale legata allo stretto di Hormuz, anche attraverso la diversificazione delle rotte di approvvigionamento energetico.

Il Consiglio europeo prende atto delle iniziative proposte dalla Commissione per affrontare le conseguenze per l'UE in termini di sicurezza energetica, prezzi dell'energia e catene di approvvigionamento globali, compresa la sicurezza alimentare, e invita il Consiglio e la Commissione a continuare a monitorare la situazione.

Ribadisce l'importanza di garantire la preparazione, anche per quanto riguarda eventuali flussi migratori futuri, in collaborazione con i paesi di origine e di transito.

Gaza e Cisgiordania

Situazione umanitaria

Il Consiglio europeo esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione a Gaza e in Cisgiordania, compreso il perdurare della devastante crisi umanitaria a Gaza.

Invita Israele a consentire un accesso immediato e senza ostacoli e una distribuzione continua dell'assistenza umanitaria su vasta scala a e in tutta Gaza, anche attraverso il corridoio marittimo di Cipro per integrare le rotte terrestri, nonché a permettere alle Nazioni Unite e alle relative agenzie, come pure alle organizzazioni umanitarie, di operare in modo indipendente e imparziale per salvare vite e ridurre le sofferenze.

Invita inoltre Israele a riaprire i valichi di frontiera di Gaza, nonché il corridoio medico tra Gaza e la Cisgiordania, a consentire l'accesso ai media internazionali e a revocare la sua decisione relativa alla legge sulla registrazione delle ONG.

Il Consiglio europeo esorta Israele a rispettare tutti gli obblighi che gli incombono in virtù del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario. La protezione dei civili deve essere garantita in ogni momento.

Il Consiglio europeo condanna il maltrattamento dei detenuti, alcuni dei quali cittadini europei, a seguito dell'intercettazione della Global Sumud Flotilla in acque internazionali e il comportamento di ministri estremisti che incitano e promuovono tali abusi dei diritti umani. Il Consiglio europeo prende atto del fatto che il Consiglio continuerà a esaminare misure al riguardo.

Una pace globale, giusta e duratura

Il Consiglio europeo ribadisce l'impegno dell'Unione europea a favore di una pace globale, giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati in conformità delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con due Stati democratici, Israele e Palestina, che vivano fianco a fianco in pace entro confini sicuri e riconosciuti.

Riconosce l'importante ruolo svolto dalla società civile negli sforzi di costruzione della pace e nella creazione delle basi necessarie per una pace israelo-palestinese negoziata e duratura e, in tale contesto, accoglie con favore l'organizzazione di un'apposita conferenza il 12 giugno 2026 a Parigi.

Ricordando le sue precedenti conclusioni, il Consiglio europeo esprime preoccupazione per la mancanza di progressi da parte di tutti gli attori nell'attuazione del cessate il fuoco e di tutte le altre disposizioni dell'UNSCR 2803. Invita tutti gli attori a procedere alla loro piena attuazione, in linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con i pertinenti principi politici e giuridici internazionali.

Il Consiglio europeo chiede il disarmo permanente di Hamas e di altri gruppi armati non statali, il totale ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza e il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione temporanea, come indicato nel piano globale per porre fine al conflitto a Gaza. L'Unione europea respinge con fermezza l'annuncio di Israele secondo cui quest'ultimo intende controllare il 70 % del territorio di Gaza.

Ricostruzione e rinnovato sviluppo di Gaza

L'Unione europea continuerà a lavorare all'attuazione del piano globale per porre fine al conflitto a Gaza in conformità dell'UNSCR 2803, anche attraverso la missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah (EU BAM Rafah) e la missione di polizia dell'Unione europea per i territori palestinesi (EUPOL COPPS), nonché alla ricostruzione e al rinnovato sviluppo di Gaza, in linea con il diritto internazionale.

L'Unione europea continuerà a sostenere l'Autorità palestinese, anche nel suo programma di riforme, affinché possa riprendere il controllo effettivo di Gaza in modo sicuro.

Il Consiglio europeo invita nuovamente Israele a svincolare con urgenza tutte le entrate fiscali e doganali trattenute e a estendere i servizi bancari di corrispondenza tra banche israeliane e palestinesi, dal momento che entrambe le misure sono necessarie per garantire il corretto funzionamento dell'Autorità palestinese e la fornitura di servizi essenziali alla popolazione. Il Consiglio europeo accoglie con favore la recente erogazione di fondi europei all'Autorità palestinese, anche attraverso il meccanismo PEGASE.

Cisgiordania e violenza dei coloni

Il Consiglio europeo ribadisce la sua condanna delle azioni unilaterali di Israele volte ad ampliare la sua presenza in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, che il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 ha dichiarato illegale.

Esorta il governo di Israele a invertire l'espansione degli insediamenti, anche nell'area E1, che sono illegali ai sensi del diritto internazionale, a rispettare gli obblighi che gli incombono in virtù del diritto internazionale e a proteggere la popolazione palestinese dei territori occupati, comprese le comunità cristiane e le altre minoranze, come pure a provvedere affinché sia preservato e rispettato lo status quo dei luoghi santi di Gerusalemme.

Il Consiglio europeo sottolinea che le imprese non dovrebbero partecipare ad appalti di costruzione per lo sviluppo dell'insediamento E1 o di altri insediamenti e sottolinea le conseguenze giuridiche e reputazionali per le imprese che partecipano alla costruzione di insediamenti, compreso il rischio di gravi violazioni del diritto internazionale.

Il Consiglio europeo condanna la perdurante e crescente violenza dei coloni contro i civili palestinesi, chiede l'accertamento delle responsabilità e accoglie con favore l'adozione di misure restrittive nei confronti dei coloni estremisti nonché delle entità e delle organizzazioni che sostengono la violenza dei coloni contro i civili palestinesi.

Si compiace inoltre dell'adozione di ulteriori misure restrittive nei confronti di Hamas. Il Consiglio europeo condanna l'adozione da parte di Israele della legge sulla pena di morte, che è discriminatoria, e chiede che sia immediatamente abrogata.

Il Consiglio europeo prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare opzioni prima della sessione del Consiglio del 13 luglio 2026, alla luce di un ulteriore deterioramento della situazione relativa agli insediamenti illegali.

Libano

Attuazione del cessate il fuoco

Il Consiglio europeo esprime profonda preoccupazione per le perduranti violazioni del cessate il fuoco ed esorta tutti gli attori ad attuare pienamente il cessate il fuoco e a impegnarsi in modo costruttivo nei negoziati in corso, a evitare ulteriori vittime e sfollamenti tra i civili e a raggiungere una soluzione politica duratura che garantisca pace e sicurezza sia per il Libano che per Israele.

L'Unione europea è pronta a sostenere l'attuazione di un accordo tra il Libano e Israele. Il Consiglio europeo chiede la cessazione permanente delle ostilità, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili nonché il pieno rispetto del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario.

Il Consiglio europeo condanna fermamente gli attacchi di Hezbollah contro Israele e la popolazione civile nel nord di Israele e chiede il pieno disarmo di Hezbollah. Invita Israele a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e a ritirare le sue forze dal Libano, in linea con l'UNSCR 1701.

Invita inoltre Israele ad astenersi da un'ulteriore escalation. Il Consiglio europeo riafferma il sostegno dell'UE agli sforzi per garantire la sicurezza del popolo libanese e alla sovranità e integrità territoriale del Libano.

Sostegno dell'UE al Libano

Ribadisce il pieno sostegno dell'UE agli sforzi del governo libanese volti a rafforzare le istituzioni del paese, comprese le forze armate libanesi al fine di assumere il controllo dell'intero territorio libanese, e a istituire il monopolio di Stato sul possesso di armi.

L'Unione europea continuerà a sostenere le forze armate libanesi, anche attraverso un'eventuale missione PSDC e il proseguimento e rafforzamento del sostegno nell'ambito dello strumento europeo per la pace.

L'Unione europea continuerà a fornire un sostegno costante nel lungo termine, in stretto coordinamento con i partner internazionali. L'Unione europea mantiene il suo impegno a fornire aiuti d'urgenza agli oltre un milione di sfollati, in aggiunta ai 100 milioni di EUR di aiuti umanitari mobilitati a seguito dello scoppio delle ostilità e alle operazioni del ponte aereo umanitario coordinate con i partner regionali.

Il Consiglio europeo ribadisce l'invito affinché tutte le parti attuino pienamente l'UNSCR 1701. Riafferma la sua condanna degli attacchi inaccettabili e illegali contro il personale dell'UNIFIL e chiede che sia svolta un'indagine approfondita. Il Consiglio europeo ricorda l'importanza del proseguimento della presenza delle Nazioni Unite in Libano in un contesto post-UNIFIL e ribadisce che l'UE è pronta a contribuire in tal senso nel 2027.

Testo integrale delle conclusioni del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026:

Dichiarazioni dell'alto rappresentante a nome dell'UE

Per saperne di più

Una donna che solleva il braccio in segno di emancipazione su uno sfondo di motivi geometrici persiani in sfumature verdi.
Sanzioni dell'UE nei confronti dell'Iran

Sanzioni dell'UE nei confronti dell'Iran

Due adulti tengono per mano un bambino.
Siria

Siria

Due operatori umanitari davanti a scatole contenenti aiuti umanitari.
Sostegno umanitario dell'UE a favore dei palestinesi

Sostegno umanitario dell'UE a favore dei palestinesi

Ultima modifica: 2 luglio 2026