- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 11 novembre 2016 11:35
Schengen: il Consiglio raccomanda una proroga dei controlli alle frontiere interne
L'11 novembre 2016 il Consiglio ha adottato una decisione di esecuzione recante una raccomandazione che consente la proroga del controllo temporaneo alle frontiere interne in circostanze eccezionali.
"Il nostro fine ultimo è ripristinare Schengen il prima possibile. Anche se non siamo ancora pronti, la situazione sta migliorando. La proroga sarà quindi soltanto di tre mesi e gli obblighi di notifica saranno intensificati rispetto al periodo precedente."
Robert Kaliňák, ministro dell'interno slovacco e presidente del Consiglio
A decorrere dalla data dell'adozione, l'Austria, la Germania, la Danimarca, la Svezia e la Norvegia dovrebbero prorogare i controlli di frontiera temporanei proporzionati per un periodo massimo di tre mesi alle seguenti frontiere interne:
- l'Austria alla frontiera terrestre con l'Ungheria e alla frontiera terrestre con la Slovenia;
- la Germania alla frontiera terrestre tra Germania e Austria
- la Danimarca nei porti danesi da cui partono i collegamenti effettuati con traghetti con la Germania e alla frontiera terrestre tra Danimarca e Germania
- la Svezia nei porti svedesi nella regione meridionale e occidentale di polizia e al ponte di Öresund
- la Norvegia nei porti norvegesi da cui partono i collegamenti effettuati con traghetti con la Danimarca, la Germania e la Svezia
Prima di prorogare tali controlli, gli Stati membri interessati dovrebbero procedere a uno scambio di pareri con lo o gli Stati membri pertinenti al fine di garantire che i controlli alle frontiere interne siano effettuati esclusivamente ove ritenuti necessari e proporzionati. Dovrebbero inoltre garantire che i controlli alle frontiere interne siano effettuati soltanto come extrema ratio, laddove altre misure alternative non possano produrre gli stessi effetti.
Gli Stati membri interessati dovrebbero riferire in merito agli altri Stati membri, al Parlamento europeo e alla Commissione.
I controlli di frontiera dovrebbero essere mirati e limitati, in termini di portata, frequenza, ubicazione e tempo, a quanto strettamente necessario per rispondere a gravi minacce e per proteggere l'ordine pubblico e la sicurezza interna in seguito ai movimenti secondari di migranti irregolari.
Gli Stati membri che effettuano tali controlli dovrebbero verificare ogni settimana se sono ancora necessari e dovrebbero adeguarli al livello della minaccia, eliminandoli gradualmente ove opportuno. Ogni mese dovrebbero poi riferire alla Commissione.
Informazioni generali
Il meccanismo di valutazione Schengen, istituito nell'ottobre 2013 dal regolamento 1053/2013 del Consiglio, prevede la verifica dell'applicazione delle regole Schengen tramite visite di monitoraggio in un determinato Stato membro da parte di équipe di esperti della Commissione e degli Stati membri. Dopo le visite, con o senza preavviso, viene redatta una relazione di valutazione Schengen, che è approvata dalla commissione di valutazione Schengen composta da esperti degli Stati membri. Se la relazione individua carenze nel settore dell'acquis di Schengen oggetto della valutazione, la Commissione presenta al Consiglio per adozione raccomandazioni sui provvedimenti correttivi.
Il 2 febbraio 2016 la Commissione ha adottato la relazione di valutazione Schengen sulla Grecia e ha trasmesso al Consiglio una raccomandazione per colmare carenze specifiche nella gestione delle frontiere esterne. Il 12 febbraio 2016 il Consiglio ha adottato la raccomandazione e ha proposto alla Grecia provvedimenti correttivi per colmare tali carenze.
Qualora tre mesi dopo l'adozione della raccomandazione del Consiglio persistano carenze gravi e le misure adottate non si siano dimostrate sufficienti, la Commissione può attivare l'applicazione della procedura di cui all'articolo 29 del codice frontiere Schengen.
Ai sensi dell'articolo 29 del codice frontiere Schengen, la Commissione può proporre una raccomandazione, che deve essere adottata dal Consiglio a maggioranza qualificata, per ripristinare, come extrema ratio, controlli presso tutte le frontiere di uno o più Stati membri o loro tratti specifici. I controlli possono essere introdotti per un massimo di sei mesi e possono essere prorogati per ulteriori periodi di sei mesi fino a un massimo di due anni.
Malgrado i notevoli progressi realizzati dalla Grecia, non tutte le gravi carenze riscontrate nella valutazione hanno potuto essere affrontate in modo adeguato e complessivo entro il periodo di tre mesi. Di conseguenza, il 4 maggio 2016 la Commissione ha ritenuto rispettate le condizioni per applicare l'articolo 29 del codice frontiere Schengen e ha trasmesso al Consiglio una raccomandazione.
Il 12 maggio 2016 il Consiglio ha raccomandato a cinque Stati Schengen (Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia) di mantenere controlli temporanei e proporzionati alle frontiere per un periodo massimo di sei mesi per rispondere a gravi minacce e per proteggere l'ordine pubblico e la sicurezza interna in seguito ai movimenti secondari di migranti irregolari.
Data l'attuale situazione di fragilità in Grecia e la pressione residua che grava sugli Stati membri maggiormente interessati dai movimenti secondari, il 26 ottobre 2016 la Commissione ha presentato una proposta in cui raccomanda ai cinque Stati Schengen di prorogare i controlli temporanei alle frontiere interne per un periodo massimo di tre mesi.
Il documento intitolato Decisione recante una raccomandazione che consente la proroga del controllo temporaneo alle frontiere interne sarà presto disponibile.
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Ultima modifica: 14 gennaio 2024