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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 12 dicembre 2023 15:55

Norme riguardanti gli organismi per la parità: il Consiglio raggiunge un accordo con il Parlamento

Il comunicato stampa è stato aggiornato il 21 dicembre 2023 per aggiungervi il testo approvato.

La presidenza del Consiglio dell'UE ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo su una nuova direttiva intesa a contribuire a prevenire la discriminazione fondata sul sesso sul luogo di lavoro rafforzando l'indipendenza e il funzionamento degli organismi UE per la parità. La direttiva approvata oggi stabilirà norme vincolanti per gli organismi per la parità che si occupano di parità di trattamento e pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego.

Ana Redondo, ministra spagnola delle Pari opportunità
Se vogliamo veramente combattere la discriminazione in tutte le sue forme, non basta semplicemente vietarla, dobbiamo anche fare in modo che le norme siano effettivamente applicate. L'accordo odierno conferisce agli organismi UE per la parità le competenze, l'indipendenza e le risorse di cui hanno bisogno per contrastare gli atti di discriminazione e sostenere le vittime.
Ana Redondo, ministra spagnola delle Pari opportunità
Ana Redondo, ministra spagnola delle Pari opportunità

Attualmente tutti gli Stati membri dell'UE sono già tenuti a istituire organismi nazionali al fine di combattere la discriminazione sul luogo di lavoro fondata sul sesso, ma il mandato e le competenze di tali organismi variano da uno Stato membro all'altro.

Le nuove norme concordate oggi con il Parlamento stabiliranno requisiti minimi comuni a livello dell'UE per gli organismi per la parità in una serie di ambiti chiave che comprendono:

  • competenze rafforzate per consentire agli organismi per la parità di combattere la discriminazione fondata sul sesso in materia di occupazione e impiego, compreso il lavoro autonomo
  • l'obbligo giuridico di indipendenza degli organismi per la parità da influenze esterne
  • risorse umane, tecniche e finanziarie sufficienti
  • l'obbligo per le istituzioni pubbliche di consultare gli organismi per la parità su questioni relative alla discriminazione e di conferire agli organismi per la parità il potere di promuovere la parità di trattamento, ad esempio attraverso l'integrazione della dimensione di genere
  • maggiori poteri di svolgere indagini e di risoluzione delle controversie nei casi di discriminazione, in linea con il diritto e le prassi nazionali

L'accordo raggiunto con il Parlamento precisa inoltre la definizione del termine "vittima" quale concetto che comprende "tutte le persone che ritengono di aver subito discriminazioni", chiarendo che qualsiasi persona può chiedere l'aiuto degli organismi per la parità se ritiene di essere stata discriminata a causa del suo sesso.

Prossime tappe

L'accordo provvisorio deve ora essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento, per poi essere adottato formalmente dalle due istituzioni dopo la messa a punto giuridico-linguistica. Una volta completate le fasi formali dell'adozione, gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per recepire le disposizioni della direttiva nella legislazione nazionale.

Contesto

Gli organismi per la parità sono istituzioni pubbliche che proteggono e forniscono assistenza alle vittime di discriminazione. La legislazione dell'UE sulla parità stabilisce che tutti gli Stati membri devono istituire organismi nazionali per la parità incaricati di trattare i casi di discriminazione fondata sul sesso e sull'origine razziale o etnica.

Ai sensi dell'attuale legislazione sugli organismi per la parità, gli Stati membri dispongono di un ampio margine di discrezionalità, il che comporta differenze significative all'interno dell'UE in termini di competenze, indipendenza, risorse, accessibilità ed efficacia di tali organismi.

Il 7 dicembre 2022 la Commissione ha pubblicato due proposte per rafforzare gli organismi per la parità:

  • una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, avente come base giuridica l'articolo 157 TFUE (procedura legislativa ordinaria)
  • una proposta di direttiva del Consiglio sulle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, parità di trattamento in materia di occupazione e impiego tra le persone indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall'età o dall'orientamento sessuale, parità di trattamento tra le donne e gli uomini in materia di sicurezza sociale e per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura, avente come base giuridica l'articolo 19, paragrafo 1, TFUE (procedura di approvazione)

Poiché la legislazione in corso di revisione si basa su due procedure legislative differenti, è stato necessario pubblicare due proposte della Commissione, anche se il loro contenuto è sostanzialmente identico.

I ministri dell'Occupazione e degli affari sociali dell'UE hanno raggiunto un accordo sull'orientamento generale del Consiglio per ciascuna direttiva nella sessione del 12 giugno 2023. I negoziati con il Parlamento europeo sulla proposta di direttiva sulle norme riguardanti gli organismi per la parità (articolo 157 TFUE) sono iniziati il 28 novembre 2023.

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Ultima modifica: 14 gennaio 2025