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I diritti sociali nell'UE

L'UE coordina le politiche nei settori dell'occupazione e dell'inclusione sociale a sostegno dei diritti sociali in tutti gli Stati membri dell'UE.

L'impegno dell'UE nelle questioni sociali

Le politiche per l'occupazione e l'inclusione sociale sono principalmente di competenza dei paesi dell'UE. Ciò significa che i governi nazionali decidono in merito a questioni quali la regolamentazione salariale, i sistemi pensionistici e l'età pensionabile, le prestazioni di disoccupazione.

Tuttavia da anni l'UE sostiene gli Stati membri con normative, fondi e strumenti tesi a coordinare meglio le politiche nazionali, promuovere l'occupazione, migliorare le condizioni di vita e di lavoro, fornire una protezione sociale adeguata e combattere l'esclusione sociale.

Tali questioni sono discusse dai ministri in sede di Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" (EPSCO).

Pilastro europeo dei diritti sociali

Al fine di offrire ai cittadini diritti nuovi e più efficaci e di sostenere mercati del lavoro e sistemi di protezione sociale equi e ben funzionanti, l'UE ha istituito nel novembre 2017 il pilastro europeo dei diritti sociali.

Il pilastro si fonda su 20 principi e ribadisce l'impegno dell'UE a garantire migliori condizioni di vita e di lavoro in tutta l'UE. Comprende una serie di iniziative volte a garantire ai cittadini dell'UE i seguenti diritti:

  • pari opportunità e accesso al mercato del lavoro
  • condizioni di lavoro eque
  • protezione sociale adeguata e sostenibile

Nel 2021 i leader dell'UE hanno ribadito il loro impegno ad adoperarsi a favore di un'Europa più sociale nella dichiarazione di Porto:

Ora più che mai l'Europa deve essere il continente della coesione sociale e della prosperità. Ribadiamo il nostro impegno ad adoperarci per un'Europa sociale. Leader dell'UE, dichiarazione di Porto, 7 maggio 2021

Focus su occupazione, competenze e istruzione, come pure lotta alla povertà e all'esclusione sociale

La realizzazione degli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali costituisce una responsabilità e un impegno politici condivisi tra le istituzioni e i paesi dell'UE. Le autorità regionali e locali, le parti sociali e la società civile hanno tutti un ruolo da svolgere in linea con le rispettive competenze.

Nel 2021 l'UE ha adottato un piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali che illustra nel dettaglio l'obiettivo dell'UE di attuare i 20 principi del pilastro.

A Porto i leader dell'UE hanno approvato tre obiettivi dell'UE da raggiungere entro il 2030:

Illustrazione: promuovere un'Europa sociale più forte.
Promuovere un'Europa sociale più forte (Infografica)

Promuovere un'Europa sociale più forte (Infografica)

Misure chiave nel settore dell'occupazione e della politica sociale

Diritti sociali per gli europei che lavorano all'estero

Il trattato di Roma (1957) comprendeva già principi fondamentali quali il diritto dei lavoratori di circolare liberamente nell'UE. Per rendere possibile questa mobilità, nel corso degli anni sono state adottate ulteriori disposizioni, quali le norme per il reciproco riconoscimento dei diplomi, le garanzie per le cure mediche all'estero e la salvaguardia dei diritti pensionistici già acquisiti.

Nel 2018 i paesi dell'UE hanno approvato una nuova legislazione sul distacco dei lavoratori, tesa a garantire la parità di retribuzione per uno stesso lavoro nello stesso luogo.

Le norme dell'UE sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale garantiscono che le persone non perdano la protezione di sicurezza sociale quando si trasferiscono in un altro paese dell'UE. In sede di Consiglio si sta discutendo della revisione di tale legislazione, ma non è stato ancora raggiunto un accordo con il Parlamento europeo per far avanzare i negoziati.

Occupazione flessibile e sicura

Nel 2022 il Consiglio ha adottato una raccomandazione relativa a una transizione equa verso la neutralità climatica, che contiene orientamenti tesi a fornire sostegno a occupazioni di qualità e pone l'accento sulle misure in materia di istruzione e formazione.

Istruzione, formazione e apprendimento permanente

Nel 2022 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sui conti individuali di apprendimento. L'obiettivo è aiutare gli adulti in età lavorativa a migliorare e adattare le loro competenze nel contesto delle transizioni verde e digitale.

Il Consiglio ha inoltre adottato una raccomandazione tesa a stimolare l'apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile. Tale azione è essenziale per garantire che i discenti di tutte le età acquisiscano le conoscenze necessarie per vivere in modo più sostenibile, ottengano le competenze essenziali in un mercato del lavoro in evoluzione e si adoperino a favore di un futuro sostenibile.

Per rafforzare l'apprendimento permanente, il Consiglio raccomanda agli Stati membri di adottare un approccio europeo alle microcredenziali e, in particolare, di applicare alla concezione e al rilascio di microcredenziali una definizione comune, norme e principi fondamentali a livello di UE.

Miglioramento delle condizioni di lavoro

L'UE ha adottato norme sulle condizioni di lavoro, quali l'orario di lavoro o il lavoro a tempo parziale, e anche norme volte a combattere la discriminazione sul luogo di lavoro e garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

L'UE ha stabilito norme che promuovono l'adeguatezza dei salari minimi legali in Europa e contribuiscono a migliorare le condizioni di vita e di lavoro per i lavoratori in Europa.

Nel 2019 l'UE ha adottato norme con cui ha introdotto nuovi diritti minimi in materia di trasparenza e prevedibilità delle condizioni di lavoro. Tali norme sono intese a proteggere tutti i lavoratori nell'UE, anche quelli più vulnerabili che godono di contratti atipici e prestano servizio per lavori non standardizzati, quali gli addetti alla gig economy.

Nel giugno 2024 il Consiglio ha concordato la sua posizione negoziale ("orientamento generale") su una nuova direttiva volta a rendere più efficace la rappresentanza dei lavoratori nelle grandi multinazionali. La direttiva sui comitati aziendali europei modificherà l'attuale normativa, facilitandone l'istituzione, migliorandone il finanziamento e la protezione. I comitati aziendali europei (CAE) rappresentano i lavoratori europei delle grandi multinazionali che operano in almeno due paesi dell'UE o dello Spazio economico europeo (SEE). Essi costituiscono lo strumento principale per informare e consultare i lavoratori in merito alle decisioni previste relative a questioni transnazionali.

In risposta alle crescenti sfide poste dall'economia delle piattaforme, l'UE sta lavorando a nuove norme sul lavoro mediante piattaforme digitali.

L'UE vuole inoltre garantire a tutti i lavoratori un adeguato equilibrio tra attività professionale e vita familiare. Nel 2019 i paesi dell'UE hanno adottato nuove norme per riconciliare meglio l'attività professionale e la vita familiare dei lavoratori e rafforzare i diritti dei genitori e dei prestatori di assistenza.

Autorità europea del lavoro

Nel 2019 i paesi dell'UE hanno inoltre approvato piani tesi a istituire un'Autorità europea del lavoro per garantire l'applicazione equa e semplice delle norme dell'UE in materia di mobilità dei lavoratori e coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

Salute e sicurezza sul lavoro

Inoltre i paesi dell'UE aggiornano periodicamente le norme UE sulla protezione delle persone sul luogo di lavoro, ad esempio fissando valori limite di esposizione più severi alle sostanze chimiche nocive, come l'amianto.

Immagine: lavoratori che indossano dispositivi di protezione mentre rimuovono l'amianto da un tetto.
L'impatto dell'amianto sulla salute dei lavoratori (Infografica)

L'impatto dell'amianto sulla salute dei lavoratori (Infografica)

Inclusione sociale e pari opportunità

L'UE si è anche adoperata per garantire la parità e l'inclusione sociale. I trattati sanciscono il diritto alla parità tra donne e uomini e stabiliscono il principio della parità di retribuzione tra donne e uomini.

L'UE dispone di norme:

  • per promuovere una rappresentanza più equilibrata di donne e uomini nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa
  • sulla trasparenza retributiva
  • che rendono illegale la discriminazione sulla base della razza e dell'origine etnica
  • sui servizi accessibili alle persone con disabilità

I cittadini dell'UE sono inoltre protetti dalla discriminazione in materia di impiego e di professione.

L'UE combatte la discriminazione nei confronti dei Rom

L'UE sottolinea l'importanza della partecipazione paritaria dei Rom alla società. Gli Stati membri sono determinati a combattere efficacemente la discriminazione nei confronti dei Rom e a promuoverne l'inclusione nei settori chiave dell'istruzione, dell'occupazione, della salute e degli alloggi.

Il 12 marzo 2021 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sull'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom, che comprende misure volte a:

  • combattere la discriminazione online e offline (comprese le molestie, l'antiziganismo, gli stereotipi, la retorica anti-Rom e l'incitamento all'odio)
  • combattere la discriminazione multipla e strutturale nei confronti dei Rom, in particolare contro le donne, i bambini, le persone LGBTI e quelle con disabilità
  • promuovere azioni e campagne di sensibilizzazione multiculturali nelle scuole

Organismi per la parità

Per contribuire a promuovere la parità e a prevenire la discriminazione, l'UE ha stabilito che tutti gli Stati membri devono istituire organismi nazionali per la parità incaricati di trattare i casi di discriminazione fondata sul sesso e sull'origine razziale o etnica.

L'UE ha adottato nuove norme nel maggio 2024 con l'obiettivo di migliorare l'efficacia di tali organismi e garantirne l'indipendenza. Esse stabiliscono requisiti minimi comuni a livello dell'UE per gli organismi per la parità in una serie di ambiti chiave, tra cui:

  • competenze rafforzate per consentire agli organismi per la parità di combattere la discriminazione per motivi di religione o convinzioni personali, disabilità, età e orientamento sessuale nel settore dell'occupazione e la discriminazione fondata sul sesso nel settore della sicurezza sociale
  • l'obbligo giuridico di indipendenza degli organismi per la parità da influenze esterne
  • l'obbligo giuridico di dotare gli organismi per la parità di risorse umane, tecniche e finanziarie sufficienti
  • l'obbligo per le istituzioni pubbliche di consultare gli organismi per la parità su questioni relative alla discriminazione e di conferire agli organismi per la parità il potere di condurre attività volte a prevenire le discriminazioni e promuovere la parità di trattamento, ad esempio promuovendo azioni positive e l'integrazione della parità
  • maggiori poteri di svolgere indagini e ricorrere alla risoluzione delle controversie nei casi di discriminazione, in linea con il diritto e le prassi nazionali

Lotta alla povertà

L'UE ha stabilito inoltre uno specifico Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) per sostenere le iniziative nazionali tese a fornire alle persone indigenti generi alimentari e/o assistenza materiale di base, insieme a consulenza e sostegno, per aiutarle a uscire dalla povertà.

Garanzia europea per l'infanzia

Nel 2021 il Consiglio ha adottato una raccomandazione che istituisce la garanzia europea per l'infanzia per prevenire e combattere l'esclusione sociale dei minori bisognosi.

I paesi dell'UE sono determinati a garantire l'accesso a una serie di servizi fondamentali, contribuendo in questo modo alla difesa dei diritti dei minori tramite la lotta alla povertà infantile e la promozione delle pari opportunità.

Illustrazione: garanzia europea per l'infanzia: come l'UE protegge i minori.
Garanzia europea per l'infanzia: come l'UE protegge i minori (Infografica)

Garanzia europea per l'infanzia: come l'UE protegge i minori (Infografica)

Occupazione giovanile

Negli ultimi anni sono state adottate alcune misure specifiche per prevenire le disuguaglianze, e soprattutto per sostenere i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro.

Per contrastare la disoccupazione giovanile i paesi dell'UE hanno concordato nel 2013 di lanciare la garanzia per i giovani, un'iniziativa dell'UE che mira a garantire che tutti i giovani sotto i 25 anni ricevano un'offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio entro quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale.

Assistenza ai disoccupati

Durante la pandemia di COVID-19 l'UE ha creato uno strumento temporaneo a sostegno dei lavoratori e delle imprese colpiti dalla crisi. Questo programma temporaneo di sostegno, chiamato SURE, mette a disposizione dei paesi dell'UE prestiti a condizioni vantaggiose per aiutarli a finanziare regimi di riduzione dell'orario lavorativo e misure analoghe. Il programma è inteso ad aiutare i paesi dell'UE a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori dal rischio di disoccupazione e perdita di reddito a causa delle ripercussioni economiche e sociali della pandemia.

Nel 2020 i paesi dell'UE hanno raggiunto anche un accordo sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Questo strumento è stato creato nel 2007 per sostenere i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro a causa della ristrutturazione, quando ad esempio grandi imprese hanno chiuso o la produzione è stata spostata al di fuori dell'UE. Il fondo fornisce sostegno ai lavoratori europei e li aiuta a riqualificare e aggiornare le proprie competenze, oltre che a trovare un nuovo posto di lavoro.

Donne forti per un'Europa forte

Per festeggiare la Giornata internazionale della donna l'8 marzo, abbiamo raccolto otto storie stimolanti di otto donne forti del coraggio delle proprie convinzioni.

Anche se hanno conseguito risultati diversi, tutte contribuiscono a loro modo a rendere la società europea più equa e più inclusiva.

La Giornata internazionale della donna rappresenta inoltre un'ottima opportunità per riesaminare il nostro viaggio collettivo attraverso gli ultimi decenni e soffermarci sui progressi compiuti nella lotta per i diritti e la parità delle donne.

Illustrazione: otto donne che contribuiscono a rendere la società europea più equa e più inclusiva.
La storia di otto donne che contribuiscono a rendere l'Europa più equa e più inclusiva

Ultima modifica: 4 febbraio 2025