Guerra della Russia contro l'Ucraina: sanzioni UE
L'UE ha imposto sanzioni massicce e senza precedenti nei confronti di persone ed entità coinvolte nell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia.
Obiettivo delle sanzioni nei confronti della Russia
Dal marzo 2014 l'UE ha imposto gradualmente misure restrittive nei confronti della Russia in risposta:
- all'annessione illegale della Crimea (2014)
- all'invasione su vasta scala dell'Ucraina (2022)
- all'annessione illegale delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson (2022)
Finora sono stati adottati 21 pacchetti di sanzioni. Tali misure aumentano la pressione sulla Russia e prendono di mira la sua economia di guerra, sostenendo gli sforzi volti a porre fine alla brutale guerra di aggressione nei confronti dell'Ucraina.
Le sanzioni dell'UE sono attentamente mirate e concepite per essere proporzionate, oltre ad essere di carattere temporaneo. Ciò significa che sono riesaminate periodicamente e che l'UE può calibrarle, allentarle o porvi fine se si raggiungono gli obiettivi dell'UE oppure se si compiono passi significativi verso il loro conseguimento.
L'UE ha adottato sanzioni anche nei confronti di Bielorussia, Iran e Corea del Nord in considerazione del loro sostegno alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina.
Sono state inoltre adottate sanzioni in risposta ad abusi e violazioni dei diritti umani in Russia come anche alle minacce ibride e alle campagne della Russia contro l'UE e i suoi Stati membri.
Sanzioni dell'UE nei confronti della Russia: domande e risposte
Sanzioni nei confronti di persone ed entità
Le misure restrittive dell'UE relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina si applicano a quasi 3 000 persone ed entità.
Tra le persone oggetto di sanzioni figurano:
L'elenco comprende anche persone responsabili dei seguenti atti o in essi coinvolte:
- i cosiddetti "referendum" del 2022 e le cosiddette "elezioni" del 2023 nei territori ucraini
- atrocità commesse a Bucha e a Mariupol
- attacchi missilistici contro civili e infrastrutture critiche
- deportazione, trasferimento forzato e adozioni illegittime di minori ucraini
- rieducazione militare di bambini ucraini
- reclutamento di mercenari siriani per combattere in Ucraina
- fabbricazione e fornitura di droni
- elusione delle sanzioni
- attività della flotta ombra della Russia
- saccheggio del patrimonio culturale dell'Ucraina
Sono inserite nell'elenco anche persone provenienti dall'Iran, dalla Bielorussia e dalla Repubblica popolare democratica di Corea.
Tra le entità oggetto di sanzioni figurano:
- partiti politici
- forze armate e gruppi paramilitari, compreso il gruppo Wagner
- banche e istituti finanziari
- organizzazioni dei media responsabili di propaganda e disinformazione
- società nel settore della difesa coinvolte nella produzione di droni
- società nei settori dei trasporti e dell'energia
- società nei settori dell'aviazione, della cantieristica navale e della costruzione di macchinari
- società nei settori dell'informatica, delle telecomunicazioni e delle assicurazioni
- società coinvolte nell'elusione delle sanzioni
- società connesse alla flotta ombra della Russia
- PJSC Alrosa, la più grande società di estrazione di diamanti al mondo
- il movimento Fronte popolare panrusso
- organizzazioni responsabili dell'indottrinamento e della rieducazione di minori ucraini
Anche società di paesi terzi sono oggetto di sanzioni in considerazione del loro sostegno alla guerra della Russia. Tali misure, introdotte per la prima volta nel marzo 2014, sono state prorogate da ultimo fino al 15 settembre 2026.
- Regolamento concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina (Gazzetta ufficiale dell'UE)
- Decisione concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina (Gazzetta ufficiale dell'UE)
Le misure restrittive comprendono:
Divieto di viaggio
Le persone designate non possono entrare o transitare nei territori dell'UE
Congelamento dei beni
Sono congelati tutti i beni degli individui e delle entità oggetto di sanzioni nell'UE
Indisponibilità di fondi
Le persone e le entità dell'UE non possono mettere fondi a disposizione delle persone o delle entità oggetto di sanzioni
Sanzioni economiche
Nel 2014 l'UE ha imposto sanzioni economiche riguardanti gli scambi con la Russia in settori economici specifici, in risposta all'annessione illegale della Crimea.
Nel marzo 2015 i leader dell'UE hanno deciso di vincolare l'attuale regime di sanzioni alla piena attuazione degli accordi di Minsk, che avrebbe dovuto realizzarsi alla fine del dicembre 2015.
Poiché ciò non è avvenuto, il Consiglio ha prorogato le sanzioni economiche fino al 31 luglio 2016.
Dal luglio 2016 le sanzioni economiche sono state prorogate di volta in volta per ulteriori periodi di sei mesi. Attualmente sono prorogate fino al 31 luglio 2027.
A seguito dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, l'UE ha intensificato le misure nell'ambito di questo regime di sanzioni.
Le sanzioni economiche riguardano i settori finanziario, commerciale, energetico, dei trasporti, della tecnologia e della difesa della Russia, nonché i servizi forniti alla Russia o a cittadini russi.
Sono anche rivolte alla Bielorussia, a causa della sua complicità con la Russia, e all'Iran, in risposta alla produzione e alla fornitura di droni.
Finanza
Difesa e tecnologia
Energia
Commercio
Trasporti
Servizi
Segue una panoramica delle sanzioni economiche nei confronti della Russia.
Finanza
Le misure nel settore finanziario comprendono restrizioni all'accesso della Russia ai mercati finanziari e dei capitali dell'UE e divieti riguardanti:
- operazioni con più di 100 banche russe
- l'uso del "sistema di trasmissione dei messaggi finanziari" (SPFS)
- l'interazione degli operatori dell'UE con il sistema nazionale delle carte di pagamento ("Mir") o il sistema di pagamento rapido ("SBP") russi
- ingenti depositi di cittadini russi nelle banche dell'UE
- investimenti in progetti cofinanziati dal Fondo russo per gli investimenti diretti
- la fornitura di banconote denominate in euro alla Russia
- operazioni effettuate in alcune criptovalute e con una serie di piattaforme per le cripto-attività
- la fornitura di cripto-attività e consulenza su trust assegnati a cittadini russi
Energia
Le misure nel settore dell'energia comprendono un tetto sui prezzi relativo al trasporto marittimo del petrolio e dei prodotti petroliferi russi e un obbligo di notifica in caso di vendita di navi per il trasporto di GNL. Comprendono inoltre divieti riguardanti:
- importazioni dalla Russia di petrolio greggio, prodotti petroliferi e carbone
- importazioni di prodotti petroliferi raffinati ottenuti da petrolio russo e provenienti da paesi terzi
- operazioni con una serie di commercianti di petrolio
- importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) e di gas di petrolio liquefatto (GPL) russi
- operazioni relative a Nord Stream 1 e 2
- la fornitura di capacità di stoccaggio del gas ai cittadini russi
- nuovi investimenti nei progetti di GNL della Russia
- esportazioni verso la Russia di beni e tecnologie per l'industria dell'energia
- nuovi investimenti nei settori energetico e minerario della Russia
Trasporti
Le misure nel settore dei trasporti comprendono la chiusura dello spazio aereo dell'UE a tutti gli aeromobili russi e dei porti dell'UE a tutte le navi russe nonché a oltre 670 navi di paesi terzi che appartengono alla flotta ombra della Russia. Comprendono inoltre divieti riguardanti:
- esportazioni verso la Russia di beni e tecnologia nei settori aeronautico, marittimo e spaziale
- esportazioni verso la Russia di tutti gli aeromobili, compresi pezzi di aeromobili e carboturbo
- trasportatori su strada russi che trasportano merci nell'UE
- rimorchi e semirimorchi immatricolati in Russia che trasportano merci nell'UE
- operazioni con il registro navale russo
- la prestazione di servizi di riparazione, manutenzione e finanziari connessi ai trasporti
Difesa e tecnologia
Le misure nei settori della difesa e della tecnologia comprendono restrizioni alle esportazioni per una serie di entità che sostengono direttamente il complesso militare e industriale russo, molte delle quali situate in paesi terzi. Comprendono inoltre un divieto di esportazione verso la Russia di:
- beni e tecnologie a duplice uso per scopi militari
- motori per droni e componenti per la produzione di droni
- armi e armi da fuoco a uso civile e loro componenti
- munizioni, veicoli militari ed equipaggiamenti paramilitari
- componenti informatici, elettronici e ottici
- prodotti chimici, strumenti per la navigazione, generatori e termostati
- apparecchi fotografici, obiettivi, droni giocattolo, laptop e dischi rigidi
- altri beni e tecnologie che potrebbero rafforzare i settori della difesa e della sicurezza della Russia
Commercio di materie prime e altri beni
Le misure nel settore commerciale comprendono il divieto di esportare verso la Russia beni di lusso, contingenti per le importazioni di cloruro di potassio e il divieto di importare dalla Russia:
- acciaio, ferro, ghisa, alluminio e altri metalli
- fili, tubi e fogli di rame e di alluminio
- cemento, bitume e asfalto
- legno, carta, gomma e materie plastiche
- elio e altre sostanze chimiche
- prodotti ittici, acquaviti, sigarette e cosmetici
- diamanti e oro, compresi articoli di gioielleria
- altri beni che potrebbero rafforzare le capacità industriali della Russia
Servizi
Le misure nel settore dei servizi comprendono un'autorizzazione preventiva obbligatoria per tutti i servizi forniti al governo russo e il divieto di prestare i seguenti servizi alla Russia o a cittadini russi:
- servizi contabili, di auditing e di consulenza in materia fiscale
- costruzione, architettura e ingegneria
- cibersicurezza, consulenza informatica e giuridica
- pubblicità, studi di mercato e sondaggi di opinione
- assistenza tecnica, intermediazione o assistenza finanziaria in relazione a beni e tecnologie oggetto di altre sanzioni
- diritti di proprietà intellettuale o segreti commerciali in relazione a beni e tecnologie oggetto di altre sanzioni
- software gestionali per le imprese, di progettazione e fabbricazione industriali e con determinati usi nel settore bancario e finanziario
- servizi per le cripto-attività
- manutenzione di navi per il trasporto di GNL e di rompighiaccio e servizi dei terminali GNL
Gli elenchi sopra indicati non sono esaustivi. L'elenco completo delle sanzioni è disponibile sul sito web della Gazzetta ufficiale dell'UE.
- Regolamento concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina (Gazzetta ufficiale dell'UE)
- Decisione concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina (Gazzetta ufficiale dell'UE)
Beni russi bloccati
Con l'adozione del terzo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia il 28 febbraio 2022, sono stati bloccati circa 210 miliardi di euro di beni della Banca centrale di Russia nell'UE.
Nel maggio 2024 il Consiglio ha adattato il quadro giuridico per garantire la possibilità che le entrate straordinarie generate dai beni russi della Banca centrale di Russia bloccati nell'UE siano utilizzati a sostegno dell'Ucraina.
Le norme dell'UE adottate il 25 ottobre 2024 prevedono che il 95% delle entrate straordinarie sia destinato al bilancio dell'UE e convogliato attraverso il meccanismo di cooperazione per i prestiti all'Ucraina, uno strumento istituito dall'UE per aiutare l'Ucraina a rimborsare i prestiti UE-G7, che ammontano a circa 45 miliardi di euro. Il 5% rimanente sarà assegnato allo strumento europeo per la pace.
Nel dicembre 2025 il Consiglio ha deciso di vietare, su base temporanea, qualsiasi trasferimento alla Russia di beni della Banca centrale di Russia bloccati nell'UE.
Divieti relativi agli organi di informazione
Dal 2022 l'UE ha sospeso le trasmissioni e le licenze di vari organi di disinformazione sostenuti dal Cremlino.
Tali emittenti sono state utilizzate dal governo russo come strumenti per manipolare le informazioni e promuovere la disinformazione sull'aggressione militare nei confronti dell'Ucraina, compresa la propaganda al fine di destabilizzare i paesi confinanti con la Russia, come anche l'UE e i suoi Stati membri.
Attualmente il divieto di radiodiffusione si applica a 27 organi di informazione:
- EADaily/Eurasia Daily
- Fondsk
- Izvestia
- Katehon
- Krasnaya Zvezda/Tvzvezda
- Lenta
- New Eastern Outlook
- NewsFront
- NTV/NTV Mir
- Oriental Review
- Pervyi Kanal
- REN TV
- RIA Novosti
- RuBaltic
- Russia Today e controllate
- Rossiya RTR/RTR Planeta
- Rossiya 24/Russia 24
- Rossiya 1
- Rossiyskaya Gazeta
- SouthFront
- Spas TV Channel
- Sputnik e controllate
- Strategic Culture Foundation
- Tsargrad TV Channel
- TV Centre International
- Voice of Europe
Finanziamento dei partiti politici nell'UE
La Russia tenta costantemente di interferire con i processi democratici nell'UE e di minarne le fondamenta democratiche, anche attraverso campagne d'influenza e la promozione di disinformazione.
L'UE ha pertanto deciso che i partiti politici e le fondazioni politiche, le organizzazioni non governative, i gruppi di riflessione e i fornitori di servizi di media nell'UE non saranno più autorizzati ad accettare finanziamenti provenienti dallo Stato russo e dai suoi mandatari.
In linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, queste misure non impediranno ai fornitori di servizi di media e al loro personale di svolgere nell'UE altre attività, quali attività di ricerca e interviste.
Altre restrizioni economiche
Restrizioni alle relazioni economiche con zone specifiche
Il Consiglio ha adottato misure economiche mirate in relazione a settori specifici, in seguito:
- all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia
- al riconoscimento, da parte della Russia, delle zone non controllate dal governo di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson
Queste misure prevedono restrizioni che riguardano:
importazioni
esportazioni
servizi
Le misure restrittive in risposta all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli sono state introdotte nel 2014 e prorogate da ultimo fino al 23 giugno 2027.
Le misure restrittive in risposta alla decisione della Russia di procedere al riconoscimento come entità indipendenti delle zone non controllate dal governo delle regioni ucraine di Donetsk e Luhansk e alla conseguente decisione di inviare truppe russe in tali zone sono state adottate nel febbraio 2022.
Nell'ottobre 2022 le misure sono state estese anche alle zone non controllate dal governo di Zaporizhzhia e Kherson. Sono state prorogate da ultimo fino al 24 febbraio 2027.
- Regolamento concernente misure restrittive in risposta all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli (Gazzetta ufficiale dell'UE)
- Decisione concernente misure restrittive in risposta all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli (Gazzetta ufficiale dell'UE)
- Regolamento concernente misure restrittive in risposta al riconoscimento, all'occupazione o all'annessione illegali da parte della Federazione russa di alcune zone dell'Ucraina non controllate dal governo (Gazzetta ufficiale dell'UE)
- Decisione concernente misure restrittive in risposta al riconoscimento, all'occupazione o all'annessione illegali da parte della Federazione russa di alcune zone dell'Ucraina non controllate dal governo (Gazzetta ufficiale dell'UE)
Misure concernenti la cooperazione economica
Nel 2014 la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) ha deciso che la Russia non sarebbe più stata un paese beneficiario e ha interrotto l'approvazione degli investimenti nel paese.
Nello stesso anno la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha sospeso la firma di nuove operazioni di finanziamento in Russia. Sono stati riesaminati e sospesi programmi di cooperazione bilaterale e regionale dell'UE con la Russia.
Inoltre, insieme ad altri membri dell'Organizzazione mondiale del commercio, l'UE ha convenuto di negare il trattamento della nazione più favorita ai prodotti e ai servizi russi sui mercati dell'UE.
Appropriazione indebita di fondi statali ucraini
Nel marzo 2014 il Consiglio ha deciso di congelare i beni di persone responsabili dell'appropriazione indebita di fondi statali ucraini. Tali misure sono state prorogate da ultimo fino al 6 marzo 2027.
- Regolamento concernente misure restrittive nei confronti di talune persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Ucraina (Gazzetta ufficiale dell'UE)
- Decisione relativa a misure restrittive nei confronti di talune persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Ucraina (Gazzetta ufficiale dell'UE)
L'UE ha imposto sanzioni anche alle organizzazioni dei media e alle persone colpevoli di inquinare lo spazio pubblico con la disinformazione.
Dazi su prodotti agricoli e concimi
Il 12 giugno 2025 il Consiglio ha adottato un regolamento che introduce dazi sui prodotti agricoli e su alcuni concimi azotati provenienti da Russia e Bielorussia che non erano ancora oggetto di dazi doganali supplementari.
Le importazioni dalla Russia dei concimi oggetto dei nuovi dazi rappresentano oltre il 25% dell'insieme delle importazioni di concimi da parte dell'UE, per un totale di quasi 3,6 milioni di tonnellate.
Si prevede che i dazi ridurranno le entrate russe da esportazione, limitando in tal modo la capacità della Russia di finanziare la sua guerra di aggressione nei confronti dell'Ucraina. Il regolamento riguarderà esclusivamente le importazioni nell'UE, senza incidere sulle esportazioni di prodotti agricoli e concimi russi verso paesi terzi.
Misure diplomatiche
Sospensione dei vertici bilaterali
Nel 2014 il vertice UE-Russia è stato annullato e gli Stati membri dell'UE hanno deciso di non tenere più vertici bilaterali regolari con la Russia. Sono stati inoltre sospesi i colloqui bilaterali con la Russia sui visti.
Al posto del vertice del G8 a Sochi, il 4 e 5 giugno 2014 si è tenuta a Bruxelles una riunione del G7, senza la Russia. Da allora le riunioni continuano nel formato G7.
I paesi dell'UE hanno inoltre appoggiato la sospensione dei negoziati relativi all'adesione della Russia all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e all'Agenzia internazionale per l'energia (AIE).
Dall'ottobre 2025 i diplomatici russi sono tenuti a informare in anticipo lo Stato membro dell'UE interessato quando viaggiano nello spazio Schengen, fuori dal loro paese di accreditamento.
Sospensione dell'accordo sui visti
Nel febbraio 2022 l'UE ha deciso che i diplomatici russi e altri funzionari e imprenditori russi non possono più beneficiare delle disposizioni sulla facilitazione del rilascio dei visti, che consentono un accesso privilegiato all'UE.
Nel settembre 2022 il Consiglio ha adottato una decisione che sospende totalmente l'accordo di facilitazione del rilascio dei visti tra UE e Russia. Di conseguenza, ai cittadini russi si applicano le disposizioni generali del codice dei visti.
Nel dicembre 2022 il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla non accettazione dei documenti di viaggio russi rilasciati in Ucraina e Georgia.
Tale decisione è stata adottata per rispondere alla prassi russa di rilasciare passaporti internazionali russi ai residenti delle regioni occupate. Ha fatto inoltre seguito alla decisione unilaterale della Russia di riconoscere l'indipendenza dei territori georgiani dell'Abkhazia e dell'Ossezia meridionale nel 2008.
I documenti di viaggio russi rilasciati nelle regioni dell'Ucraina occupate dalla Russia o nei territori separatisti della Georgia, o a persone ivi residenti, non sono accettati come documenti di viaggio validi ai fini del rilascio di un visto o dell'attraversamento delle frontiere dello spazio Schengen.
Divieto di accesso all'UE per i combattenti russi
Il 21º pacchetto di sanzioni ha creato le basi di un divieto generale di concessione del visto a combattenti ed ex combattenti delle forze armate russe e di altri gruppi per procura che partecipano alla guerra della Russia. Il Consiglio deciderà quando il divieto entrerà in vigore.
Misure antielusione
Di fronte alla portata delle sanzioni dell'UE, i soggetti russi sanzionati hanno sviluppato varie tecniche di elusione, come l'utilizzo di sistemi finanziari complessi, la falsificazione della natura o dell'origine dei prodotti commercializzati oppure il ricorso alle giurisdizioni di paesi terzi.
L'UE ha adottato varie misure per contrastare l'elusione, come:
- sanzioni nei confronti di persone ed entità coinvolte nell'elusione, comprese quelle coinvolte nella flotta ombra russa
- restrizioni all'esportazione di beni a duplice uso e tecnologie avanzate per centinaia di entità, tra cui molte situate al di fuori della Russia e che sostengono direttamente la guerra della Russia
- l'estensione del divieto di effettuare operazioni agli operatori di paesi terzi con sede al di fuori della Russia che agevolano l'elusione delle restrizioni connesse al petrolio
L'UE ha vietato l'accesso ai suoi porti alle navi:
- che appartengono alla flotta ombra russa e trasportano petrolio greggio russo o prodotti fabbricati a partire da petrolio greggio russo e che sono responsabili di eludere il tetto sui prezzi del petrolio (finora oltre 670 navi)
- che effettuano trasbordi da nave a nave e sono sospettate di violare le sanzioni
- che sono sospettate di manomettere o disabilitare illecitamente il sistema di identificazione automatica di bordo durante il trasporto di petrolio russo
Sono inoltre vietate operazioni con porti, chiuse e aeroporti russi che sono utilizzati per eludere il tetto sui prezzi del petrolio.
L'UE ha introdotto divieti di transito di prodotti e tecnologie a duplice uso e prodotti destinati all'utilizzo sul campo di battaglia esportati dall'UE verso paesi terzi attraverso il territorio della Russia nonché divieti di riesportazione di prodotti e tecnologie particolarmente sensibili verso la Russia e per l'uso in Russia (clausola di "esclusione della Russia").
L'UE ha richiesto che:
- le società madre dell'UE garantiscano che le loro filiali in paesi terzi non partecipino ad alcuna attività che porti a risultati che le sanzioni vogliono evitare
- gli operatori dell'UE mettano in atto meccanismi di dovuta diligenza per la vendita a paesi terzi di prodotti destinati all'utilizzo sul campo di battaglia
- gli operatori dell'UE che trasferiscono a paesi terzi know-how industriale per la produzione di prodotti destinati all'utilizzo sul campo di battaglia includano disposizioni contrattuali al fine di garantire che il know-how non sia utilizzato per beni destinati alla Russia
Allo scopo di limitare l'elusione del divieto di fornire servizi di portafoglio, conti o custodia di cripto-attività a cittadini russi o a persone fisiche residenti in Russia, l'UE ha vietato ai cittadini russi o alle persone fisiche residenti in Russia di avere la proprietà o il controllo di persone giuridiche, entità o organismi che forniscano tali servizi ovvero di ricoprirvi cariche negli organi direttivi. L'UE ha inoltre adottato sanzioni nei confronti dei prestatori di cripto-attività.
In aggiunta, sono necessarie notifiche per i trasferimenti di fondi di importo superiore a 100 000 euro al di fuori dell'UE da parte delle entità stabilite nell'UE di cui la Russia abbia la proprietà o il controllo.
Altre sanzioni nei confronti della Russia
Oltre alle sanzioni in risposta alla guerra della Russia contro l'Ucraina, l'UE ha anche imposto sanzioni che hanno per oggetto i responsabili di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, della repressione della società civile e dell'opposizione democratica come anche di azioni che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in Russia.
Sono state inoltre adottate sanzioni in risposta alle minacce ibride e alle campagne della Russia contro l'UE.
Abusi dei diritti umani in Russia: sanzioni UE
Attività ibride della Russia: sanzioni UE
Altre pagine utili
- Sanzioni dell'UE nei confronti della Russia: domande e risposte
- Sanzioni adottate a seguito dell'aggressione militare russa nei confronti dell'Ucraina (Commissione europea)
- Sanzioni dell'UE nei confronti della Bielorussia
- Sanzioni dell'UE nei confronti dell'Iran
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Ultima modifica: 23 luglio 2026