- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 8 giugno 2017 11:30
20 Stati membri raggiungono un accordo sulle modalità relative alla creazione della Procura europea (EPPO)
L'8 giugno gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata sulla creazione della Procura europea (EPPO) hanno approvato la normativa che definisce le modalità relative al funzionamento e al ruolo di quest'ultima.
L'EPPO avrà l'autorità, a talune condizioni, di indagare e perseguire reati di frode ai danni dell'UE e altri reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione. Farà convergere gli sforzi di contrasto europei e nazionali per combattere la frode ai danni dell'UE.
L'ufficio centrale dell'EPPO avrà sede in Lussemburgo. La data in cui la Procura europea assumerà i suoi compiti di indagine e azione penale, che sarà fissata dalla Commissione sulla base di una proposta del procuratore capo europeo una volta costituita l'EPPO, non sarà anteriore a tre anni dall'entrata in vigore del relativo regolamento.
Funzionamento dell'EPPO
L'EPPO avrà una struttura collegiale composta da due livelli. Il livello centrale sarà costituito da un procuratore capo europeo che deterrà la responsabilità generale della procura. Del livello decentrato faranno invece parte i procuratori europei delegati aventi sede negli Stati membri, che si occuperanno dello svolgimento quotidiano delle indagini e dell'azione penale in linea con il regolamento e con la legislazione dello Stato membro in questione.
Il livello centrale monitorerà, indirizzerà e supervisionerà tutte le indagini e le azioni penali condotte dai procuratori europei delegati, assicurando così in tutta Europa la coerenza della politica in materia di indagini e azione penale.
Nonostante la sua competenza si limiti agli Stati membri partecipanti, l'EPPO collaborerà con gli altri Stati membri dell'UE non partecipanti. A tale riguardo, il Consiglio ha invitato la Commissione a riflettere sulla presentazione di proposte adeguate per garantire l'efficacia della cooperazione giudiziaria.
Cooperazione rafforzata
La procedura di cooperazione rafforzata è stata avviata il 3 aprile 2017 dopo che si è registrata la mancanza di accordo unanime sulla proposta.
Finora hanno aderito alla cooperazione rafforzata 18 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia.
Inoltre, altri 2 Stati membri - ossia Italia e Austria - hanno manifestato l'intenzione di aderirvi.
Altri Stati membri potranno aderire alla cooperazione in qualsiasi momento.
Informazioni generali
A volte l'Unione e i suoi Stati membri si trovano confrontati a casi complessi, ad esempio, di frode ai danni dei fondi strutturali dell'UE o di frode IVA transfrontaliera su larga scala, relativamente ai quali gli inquirenti e i procuratori nazionali spesso non dispongono degli strumenti necessari per agire rapidamente ed efficacemente a livello transfrontaliero.
L'EPPO porrà rimedio a queste carenze e rafforzerà la lotta contro i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, contribuendo così a rafforzare e proteggere meglio il bilancio dell'UE.
La Procura europea andrà a integrare il lavoro dell'OLAF e di Eurojust, che non hanno gli strumenti per svolgere indagini o esercitare l'azione penale in merito a singoli casi di reato.
Prossime tappe
Prima dell'adozione definitiva del regolamento EPPO occorre ottenere il consenso del Parlamento europeo, che potrebbe arrivare prima della pausa estiva. Questo renderebbe possibile l'adozione definitiva del testo a ottobre.
Nell'ambito della "procedura di approvazione", il Parlamento europeo ha il potere di accettare o respingere una proposta legislativa con votazione a maggioranza assoluta, ma non la può modificare.
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Ultima modifica: 14 gennaio 2024