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Consiglio “Affari esteri”, 23.6.2014, 23 giugno 2014

Il Consiglio sostiene gli sforzi di Kiev a favore di un piano di pace

Nella sessione del Consiglio "Affari esteri" tenutasi a Lussemburgo, i ministri dell'UE hanno discusso la proposta del presidente dell'Ucraina Poroshenko relativa a un piano di pace e si sono occupati delle violenze in Libia, Siria e Iraq.

Il Consiglio ha accolto con favore il piano di pace del presidente Poroshenko e le iniziative intraprese dal presidente fin dal suo insediamento al fine di garantire la pace e la stabilità in Ucraina.

Il neoministro degli affari esteri ucraino Pavlo Klimkin ha preso parte alla sessione del Consiglio per illustrare dettagliatamente ai suoi omologhi dell'UE la situazione sul terreno nell'Ucraina orientale e le condizioni del piano di pace.

I ministri hanno espresso apprezzamento per i positivi segnali di dialogo tra le autorità ucraine e russe ad un livello più alto, nonostante il deteriorarsi della situazione sul terreno. Il Consiglio si aspetta che la Federazione russa sostenga il piano di pace con misure specifiche intese ad allentare le tensioni. Le parole devono ora tradursi in azioni.

È necessario che la Russia adotti iniziative intese ad arrestare il flusso di armi che attraversa la frontiera dell'Ucraina orientale e usi la propria influenza sui separatisti affinché fermino la violenza e depongano le armi.

Sanzioni

Il Consiglio ha valutato i lavori preparatori svolti dalla Commissione, dal servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e dagli Stati membri su possibili misure mirate che consentano l'adozione di ulteriori iniziative in caso di necessità o di ulteriore deterioramento della situazione sul terreno.

Missione nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) in Ucraina

Il Consiglio ha approvato il quadro concettuale di una missione PSDC dell'UE per assistere l'Ucraina nel campo delle riforme nel settore della sicurezza civile, ivi compresi polizia e stato di diritto. La missione, che sarà schierata in estate, avrà un'impostazione analoga alla missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo (EULEX).

Importazioni di merci originarie della Crimea

Il Consiglio ha adottato misure intese a dare attuazione alla politica UE di non riconoscimento dell'annessione illegale della Crimea. Le merci originarie della Crimea o di Sebastopoli non possono essere importate nell'UE a meno che non abbiano ottenuto un certificato d’origine dalle autorità ucraine.

Accordo di associazione con l'Ucraina

Il Consiglio ha convenuto di firmare l'accordo di associazione (AA) con l'Ucraina, che comprende una zona di libero scambio globale e approfondita (DCFTA), durante il Consiglio europeo del 27 giugno. Ha inoltre ricordato l'intenzione della Commissione di avviare consultazioni a livello politico con la Federazione russa riguardo agli aspetti attuativi dell'accordo, allo scopo di dissipare le preoccupazioni russe circa i suoi possibili effetti.

Altri punti all'ordine del giorno

Durante la colazione i ministri hanno discusso sugli ultimi sviluppi in Iraq e sugli aspetti connessi della crisi siriana, in presenza di Nikolay Mladenov, rappresentante speciale del segretario generale dell'ONU per l'Iraq e capo della missione di assistenza dell'ONU per l'Iraq. I ministri hanno condannato con forza gli attacchi perpetrati dallo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL) e da altri gruppi armati contro i cittadini iracheni. Il Consiglio ha inoltre espresso grave preoccupazione per la crisi umanitaria e l'esodo di massa di civili causato dai combattimenti.

Nelle loro conclusioni i ministri dell'UE hanno espresso profonda preoccupazione per i ripetuti atti di violenza in Libia, esortando tutte le parti ad astenersi dall'uso della forza e ad affrontare le divergenze mediante strumenti politici pacifici al fine di garantire lo svolgimento delle elezioni parlamentari del 25 giugno.

Il Consiglio ha discusso sulla situazione del conflitto siriano dopo le elezioni presidenziali, inclusi gli aspetti umanitari della crisi, e sugli sforzi diplomatici in atto per porre termine al conflitto. I ministri hanno accolto con soddisfazione la notizia della rimozione delle ultime armi chimiche siriane dichiarate per essere distrutte fuori dal paese. Tuttavia, data la gravità della situazione, il Consiglio ha approvato nuove sanzioni nei confronti del regime siriano.

I ministri hanno inoltre espresso preoccupazione per le pene irrogate a giornalisti in Egitto e per la recente decisione del tribunale di dare seguito alle sentenze capitali pronunciate contro 14 esponenti di rilievo del movimento islamico.

Il Consiglio ha infine adottato vari punti senza discussione.

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