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Guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina
Il Consiglio "Affari esteri" ha discusso dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, a seguito di un intervento in videoconferenza del ministro degli Affari esteri ucraino Andrii Sybiha, che ha aggiornato i suoi omologhi dell'UE in merito agli ultimi sviluppi sul campo e alle esigenze più pressanti dell'Ucraina.
Nella successiva discussione, il Consiglio "Affari esteri" ha affrontato i temi di un ulteriore sostegno dell'UE all'Ucraina alla luce della continua recrudescenza della guerra condotta dalla Russia e della possibile risposta dell'UE al sostegno alla Russia da parte di paesi terzi.
Ogni mossa lasciata senza contromossa incoraggia la Russia a inasprire ulteriormente la situazione. Nessuna reazione, maggiore inasprimento. Hanno iniziato utilizzando il cibo come arma e facendo altrettanto con l'energia, strumentalizzando l'inverno. Poi hanno fatto ricorso a droni e missili iraniani e a forniture militari provenienti dalla Corea del Nord. E ora ci sono addirittura soldati nordcoreani ai confini dell'Ucraina.
[...] È giunto il momento che l'Europa intensifichi la sua azione. È giunto il momento che l'Europa si assuma le proprie responsabilità strategiche di fronte all'Ucraina. [...] In fin dei conti, la storia ci giudicherà in base a quello che abbiamo fatto nei momenti difficili.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
I ministri si sono occupati anche dell'elusione delle sanzioni e di ulteriori misure restrittive nei confronti della Russia.
Il Consiglio ha deciso di ampliare l'ambito di applicazione del quadro di misure restrittive dell'UE in considerazione del sostegno militare dell'Iran alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, vietando l'esportazione, il trasferimento, la fornitura o la vendita dall'UE all'Iran di componenti utilizzati per i missili in aggiunta all'attuale divieto sui componenti dei droni. Il Consiglio ha inoltre adottato misure restrittive nei confronti di una persona e di quattro entità.
Il Consiglio "Affari esteri" ha discusso degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, compresi Gaza e Libano, nonché della più ampia situazione regionale.
L'alto rappresentante ha aggiornato il Consiglio in merito a una valutazione giuridica del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele e, in tale contesto, i ministri degli Affari esteri hanno discusso la proposta dell'alto rappresentante di sospendere il dialogo politico tra l'UE e Israele nel quadro dell'accordo di associazione.
Il Consiglio ha inoltre affrontato la questione del sostegno dell'UE all'UNRWA, che è stato ritenuto insostituibile, e ha proceduto a uno scambio di opinioni sulla questione delle misure restrittive nei confronti di Hamas e dei suoi sostenitori nonché dei coloni estremisti violenti in Cisgiordania.
Infine, il Consiglio ha discusso della necessità di continuare ad adoperarsi per rilanciare il processo di pace. In tale contesto, i ministri hanno discusso dell'alleanza globale per l'attuazione della soluzione dei due Stati, lanciata in occasione dell'ultima Assemblea generale delle Nazioni Unite e una cui riunione di follow-up si svolgerà a Bruxelles il 28 novembre, e della cena tenutasi alla vigilia della sessione del Consiglio con l'ex primo ministro israeliano Olmert e l'ex ministro degli Affari esteri palestinese Al-Kidwa.
Vi è una tale mancanza di empatia per la sofferenza del prossimo, che è importante far capire alle persone che la pace giungerà un giorno e che la pace deve essere preparata e perseguita.
Lo abbiamo fatto a Barcellona. Lo abbiamo fatto a Bruxelles. Lo faremo ancora. Ogni volta che si presenta un'opportunità, parliamo di pace.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Relazioni UE-USA
Durante una colazione di lavoro i ministri dell'UE hanno affrontato il quadro generale delle relazioni UE-USA, con particolare attenzione all'Ucraina e al Medio Oriente, nonché le implicazioni specifiche delle elezioni.
Trump rappresenta un'opportunità per gli europei. Non solo per aprire gli occhi — lo abbiamo già fatto cinque anni fa — ma anche per utilizzare la nostra capacità e il nostro metodo di lavoro per far sentire chiaramente la nostra voce sulla scena mondiale. Dobbiamo investire di più nella sicurezza e nella difesa.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Georgia
Il Consiglio "Affari esteri" ha proceduto a uno scambio di opinioni sui recenti sviluppi in Georgia a seguito delle elezioni parlamentari del 26 ottobre e si è concentrato sul regresso democratico nel paese e sulle sue conseguenze per il percorso europeo della Georgia.
Vogliamo tutti la stessa cosa per la Georgia: che torni sul percorso europeo. E per questo saranno necessari sforzi. Invieremo una missione in Georgia. Discuteremo delle irregolarità e le elezioni dovranno essere oggetto di indagini. Il governo deve realizzare cambiamenti decisivi attraverso azioni concrete. La Georgia non può compiere progressi nelle relazioni con l'Unione europea senza che vi siano forti cambiamenti.
Voglio ripetere ai cittadini georgiani quello che ho detto lo scorso anno durante la mia visita: l'UE non abbandonerà mai né voi né la vostra lotta per i valori dell'UE. Continueremo a stare al vostro fianco nella scelta schiacciante che avete compiuto a favore della democrazia e di un futuro europeo.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Corno d'Africa
Il Consiglio "Affari esteri" ha tenuto una discussione sul Corno d'Africa, concentrandosi sulla Somalia e sull'eventuale sostegno dell'UE alla futura missione di sostegno e stabilizzazione dell'Unione africana in Somalia (AUSSOM), e sul Sudan, dove la situazione è più disperata che mai, centinaia di migliaia di persone sono state uccise e si registrano milioni di sfollati. I ministri hanno convenuto di chiedere l'immediata cessazione delle ostilità.
Fascicoli della riunione
Documenti preparatori
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