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Guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina
Il Consiglio "Affari esteri" ha discusso dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, a seguito di un intervento in videoconferenza del ministro degli Affari esteri ucraino, Andrii Sybiha, che ha aggiornato i suoi omologhi dell'UE in merito agli ultimi sviluppi sul campo e alle esigenze più pressanti dell'Ucraina, specialmente in termini di sistemi di difesa aerea e infrastruttura energetica.
Nella successiva discussione, il Consiglio "Affari esteri" ha affrontato i temi dell'appoggio dell'UE alla formula di pace del presidente Zelenskyy e del sostegno militare dell'UE all'Ucraina. L'alto rappresentante ha chiarito che rafforzare l'Ucraina sul piano politico e militare per favorire i negoziati di pace risponde a una logica strategica, precisando che la pace non va confusa con la resa.
Evocando i recenti attacchi russi a danno delle infrastrutture energetiche e portuali, come pure delle esportazioni di cereali, l'alto rappresentante ha sottolineato che occorre impedire a Putin di mettere a repentaglio la sicurezza alimentare globale o di riuscire nell'intento di utilizzare l'inverno come arma.
Prorogheremo il mandato della missione di assistenza militare dell'Unione europea (a sostegno dell'Ucraina) per i prossimi due anni. Mi auguro che troveremo un consenso per accrescerne il mandato.
È giunto il momento anche di trovare un consenso sulle mie proposte di sbloccare lo strumento europeo per la pace/il Fondo di assistenza per l'Ucraina. L'obiettivo è vicino.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Il Consiglio ha inoltre proceduto a uno scambio di opinioni con l'inviato speciale dell'UE David O'Sullivan sull'attuazione delle sanzioni dell'UE e sugli sforzi per contrastarne l'elusione. L'alto rappresentante ha sottolineato che si registrano progressi nella lotta all'elusione, ma che occorre fare di più per continuare a combattere questo fenomeno, anche negli Stati membri dell'UE.
Per quanto riguarda le sanzioni il Consiglio ha recentemente adottato un nuovo regime contro le attività ibride russe ai danni dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, mentre oggi ha adottato misure restrittive nei confronti di sette persone e sette entità a seguito dei trasferimenti di missili e droni iraniani alla Russia.
Scambio informale di opinioni con il segretario di Stato del Regno Unito per gli Affari esteri, il Commonwealth e lo sviluppo
I ministri hanno proceduto a uno scambio informale di opinioni – il primo nel suo genere dopo la Brexit – con il segretario di Stato del Regno Unito per gli Affari esteri, il Commonwealth e lo sviluppo, David Lammy, per valutare insieme una serie di questioni fondamentali in materia di politica estera, sicurezza e difesa nell'attuale contesto geopolitico.
Dallo scambio è emersa una notevole convergenza di vedute. Il Regno Unito e l'UE sono stati assieme in prima linea nella risposta internazionale all'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina e sono uniti nel chiedere un cessate il fuoco a Gaza e l'inversione della grave escalation in Medio Oriente.
L'alto rappresentante ha concluso che le parti valuteranno la possibilità di tenere consultazioni periodiche UE-Regno Unito su temi specifici, come l'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, la regione indo-pacifica o i Balcani occidentali.
Situazione in Medio Oriente
Il Consiglio "Affari esteri" ha discusso della situazione in Medio Oriente, concentrandosi sulla situazione sul campo in tutta la regione. I ministri hanno evocato la situazione in Libano, gli attacchi dell'Iran contro Israele, la situazione umanitaria a Gaza e gli sviluppi in Cisgiordania.
Riguardo al Libano, l'UE ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna tutti gli attacchi nei confronti delle missioni delle Nazioni Unite ed esprime particolare preoccupazione per gli attacchi delle forze di difesa israeliane contro la forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), che hanno causato il ferimento di diversi operatori di pace. Il Consiglio ha confermato che tali attacchi contro le forze di pace dell'ONU costituiscono una grave violazione del diritto internazionale, sono del tutto inaccettabili e devono cessare immediatamente.
Oggi i ministri hanno ribadito il loro pieno sostegno all'UNIFIL. Nessuno chiede all'UNIFIL di ritirarsi. E d'altronde tutti devono sapere che non è il segretario generale delle Nazioni Unite a dover decidere se l'UNIFIL rimane o si ritira. La decisione spetta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. [...] Oggi, in questa sede, nessuno Stato membro si è detto favorevole al ritiro dell'UNIFIL. E quindi, se non deve ritirarsi, deve rimanere. E se rimane, deve rimanere in condizioni di sicurezza.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
L'alto rappresentante ha inoltre parlato del sostegno dell'UE all'UNRWA, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente, come anche della richiesta rivolta alla Commissione di mettere a disposizione immediata dell'UNRWA, nei giorni a venire, la prossima tranche del sostegno dell'UE.
Infine, nel corso del dibattito il Consiglio ha ribadito la richiesta di un cessate il fuoco a Gaza, del rilascio incondizionato degli ostaggi e del pieno rispetto del diritto umanitario. I ministri hanno poi discusso dei preparativi per il Consiglio di associazione UE-Israele, che in passato era stato richiesto da diversi Stati membri.
Temi di attualità
Tra i temi di attualità, il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni su:
− processo di normalizzazione Armenia-Azerbaigian
− Georgia, in vista delle elezioni parlamentari del 26 ottobre
− Repubblica di Moldova, in vista delle elezioni presidenziali e del referendum sull'adesione all'UE del 20 ottobre. Il Consiglio ha inoltre adottato misure restrittive nei confronti di cinque persone e una entità responsabili di azioni che destabilizzano la Repubblica di Moldova
– Corno d'Africa, con particolare attenzione al Sudan e alla Somalia, e
– Venezuela, all'indomani delle elezioni del 28 luglio
Conclusioni del Consiglio e altre decisioni
Il Consiglio ha prorogato di un altro anno, fino al 16 ottobre 2025, l'applicazione delle misure restrittive dell'UE contro la proliferazione e l'uso delle armi chimiche imposte nei confronti di 25 persone e 3 entità.
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