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Siria

L'UE è al fianco del popolo siriano e sostiene una transizione pacifica e inclusiva in Siria, il rispetto dei diritti umani e la ripresa socioeconomica del paese.

Relazioni rinnovate con la Siria

A seguito della caduta del regime criminale di Al-Assad nel 2024 e di altri sviluppi politici in Siria, l'UE ha compiuto passi importanti per rafforzare le relazioni bilaterali con la Siria, tra cui:

  • il ripristino della piena applicazione dell'accordo di cooperazione UE-Siria (2026)
  • la sospensione di tutte le sanzioni economiche, tranne quelle basate su motivi di sicurezza (2025)

Conclusioni del Consiglio sulla Siria

La politica dell'UE nei confronti della Siria è guidata dalle conclusioni del Consiglio del 23 giugno 2025, nelle quali l'UE ha ribadito il suo impegno a essere al fianco del popolo siriano e a sostenere una transizione pacifica e inclusiva, guidata dalla Siria e sotto la sua titolarità, per contribuire a costruire un futuro migliore per tutti i siriani.

L'UE è pronta a collaborare con il governo di transizione nei consessi regionali e multilaterali ed esorta tutti gli attori esterni, senza eccezioni, a rispettare pienamente l'unità, l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale della Siria.

Condanna qualsiasi azione e presenza militare straniera unilaterale e qualsiasi tentativo di minare la stabilità della Siria e le sue prospettive di transizione pacifica, anche attraverso la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri.

Ripristino della piena applicazione dell'accordo di cooperazione UE-Siria

Nel maggio 2026 il Consiglio ha deciso di porre fine alla sospensione parziale dell'accordo di cooperazione UE-Siria, introdotta nel 2011 in risposta alla repressione della popolazione siriana e alle violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Al-Assad.

L'accordo di cooperazione, concluso nel 1977, fornisce il quadro per le relazioni economiche e commerciali tra l'UE e la Siria. Tra l'altro, elimina le restrizioni quantitative sulle importazioni, da parte dell'UE, di taluni prodotti siriani, tra cui petrolio, prodotti petroliferi, oro, metalli preziosi e diamanti.

Sospensione delle sanzioni economiche nei confronti della Siria

Nel maggio 2025 l'UE ha revocato tutte le sanzioni economiche riguardanti la Siria, tranne quelle basate su motivi di sicurezza, comprese quelle relative alle armi e alle tecnologie che potrebbero essere utilizzate a fini di repressione interna.

L'UE ha mantenuto le sanzioni connesse al regime di Al-Assad, in linea con il suo appello all'assunzione di responsabilità da parte degli autori di reati, e continua a monitorare gli sviluppi sul campo.

Dialogo politico ad alto livello UE-Siria

Il primo dialogo politico ad alto livello tra l'UE e la Siria si è tenuto nel maggio 2026. Il dialogo ha offerto l'opportunità di compiere progressi verso la normalizzazione delle relazioni tra l'UE e la Siria e di discutere del sostegno dell'UE nei confronti degli sforzi delle autorità di transizione siriane verso la stabilizzazione, la ripresa socioeconomica e una transizione politica inclusiva della Siria.

Assistenza dell'UE ai siriani

Oltre 15 anni di conflitto in Siria hanno inflitto enormi sofferenze ai civili e provocato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo.

I continui sfollamenti, il collasso dei servizi essenziali e la distruzione su vasta scala delle infrastrutture hanno portato ad avere 15,6 milioni di persone che necessitano urgentemente di assistenza umanitaria nel 2026. Ciò significa che 6 siriani su 10 hanno bisogno di assistenza umanitaria.

5,5 milioni di persone sono tuttora sfollati interni e oltre 3,6 milioni di rifugiati siriani sono registrati in paesi vicini (Turchia, Libano e Giordania).

Più di 13,3 milioni di persone si trovano in condizioni di insicurezza alimentare. Quasi 2,7 milioni di bambini non frequentano la scuola.

L'UE e i suoi Stati membri sono i principali donatori di aiuti internazionali a favore delle persone colpite dal conflitto in Siria. Dall'inizio della crisi nel 2011, l'UE e i suoi Stati membri hanno mobilitato oltre 41 miliardi di euro per sostenere i siriani all'interno del paese e in tutta la regione.

Tali finanziamenti sono destinati agli aiuti umanitari per la sopravvivenza, ai servizi di base, come l'assistenza sanitaria e l'istruzione, nonché alla ripresa socioeconomica e alla ricostruzione a lungo termine.

L'assistenza è erogata attraverso partner umanitari quali ONG, agenzie delle Nazioni Unite e il movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che forniscono alle persone più vulnerabili assistenza sanitaria, assistenza alimentare, acqua, servizi igienico-sanitari, protezione, strutture di accoglienza e istruzione.

Sanzioni nei confronti del regime di Al-Assad

Nel maggio 2011 l'Unione europea ha sospeso tutta la cooperazione bilaterale con il governo siriano e i suoi sostenitori, a seguito dell'escalation della violenza e dell'inaccettabile situazione dei diritti umani.

Tra il 2011 e il 2024 l'UE ha adottato sanzioni nei confronti del regime di Al-Assad. Tuttavia, a seguito della caduta del regime, il 24 febbraio 2025 l'UE ha sospeso una serie di sanzioni, tra l'altro nel settore dell'energia, dei trasporti e delle operazioni finanziarie, al fine di agevolare il dialogo con il paese, i suoi cittadini e le sue imprese.

Il 28 maggio 2025 l'UE ha revocato tutte le sanzioni economiche nei confronti della Siria, tranne quelle basate su motivi di sicurezza.

Le restanti sanzioni economiche comprendono:

  • un embargo sulle armi
  • restrizioni all'esportazione di beni a duplice uso, attrezzature e tecnologie per la repressione interna e software per l'intercettazione e la sorveglianza
  • un divieto di commercio dei beni che fanno parte del patrimonio culturale siriano

Allo stesso tempo, l'UE ha deciso di mantenere le sanzioni nei confronti di persone ed entità collegate al regime di Al-Assad e responsabili della repressione violenta della popolazione siriana e di violazioni dei diritti umani.

Le persone e le entità inserite in elenco sono oggetto di un congelamento dei beni e non possono essere messi a loro disposizione capitali o risorse economiche. Le persone sono inoltre oggetto di divieto di viaggio.

Tali sanzioni sono state prorogate da ultimo fino al 1º giugno 2027.

Inoltre, tra il 2023 e il 2025 l'UE ha imposto sanzioni nei confronti di persone ed entità responsabili di violazioni dei diritti umani nell'ambito del regime globale di sanzioni in materia di diritti umani.

La legislazione dell'UE concernente le sanzioni nei confronti del regime di Al-Assad prevede eccezioni umanitarie al fine di garantire il proseguimento della fornitura di assistenza umanitaria a qualsiasi parte del paese.

Lotta al terrorismo

La presenza del Da'esh e di altri gruppi terroristici in Siria costituisce una grave minaccia per il paese, la regione nel suo insieme e la comunità internazionale in generale. Nel marzo 2015 l'UE ha pertanto adottato la "strategia regionale dell'UE relativa alla Siria e alla minaccia rappresentata dall'ISIL/Da'esh".

A seguito della sconfitta territoriale del Da'esh nel 2019, l'UE ha continuato a sostenere gli sforzi internazionali volti a evitare una recrudescenza del Da'esh. Nel dicembre 2024 il Consiglio ha ribadito il suo fermo impegno a combattere il terrorismo in Siria e partecipare ai lavori della coalizione internazionale per combattere il Da'esh.

Per maggiori informazioni

Mappa in cui sono evidenziati i paesi del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale.
Posizione dell'UE sulla situazione in Medio Oriente

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I dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi (IPCR)

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Perché l'UE adotta sanzioni?

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