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Consiglio “Economia e finanza”, 9.12.2014, 9 dicembre 2014

Il piano di investimenti per l'UE ottiene il sostegno del Consiglio

I ministri delle finanze dell'UE, riunitisi il 9 dicembre a Bruxelles, hanno espresso un ampio sostegno per il piano di investimenti da 315 miliardi di € della Commissione recentemente annunciato. Hanno inoltre approvato due misure volte a combattere la frode e l'elusione fiscale, nonché il metodo di calcolo dei contributi al Fondo di risoluzione unico.

Un piano di investimenti per l’Europa

Il Consiglio ha assistito ad una presentazione da parte della Commissione e della Banca europea per gli investimenti (BEI) sui lavori di una task force, istituita nell'autunno per individuare eventuali progetti di investimento.

Il piano di investimenti da 315 miliardi di € della Commissione, presentato lo scorso novembre, comporterà la creazione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici nell'ambito del Gruppo BEI nella primavera 2015. Il Fondo potrà contare su una garanzia a 16 miliardi di € da parte del bilancio UE e di 5 miliardi di € da parte della BEI.

Scopo del fondo è fornire una capacità di rischio che consenta di sbloccare gli investimenti e di sostenere il finanziamento del rischio per le PMI.

Al termine di un primo scambio di opinioni i ministri delle finanze hanno espresso un ampio sostegno per il piano di investimenti. Il Consiglio attende con interesse una proposta legislativa che concretizzi tale piano.

Il Consiglio europeo, che si riunirà il 18 e 19 dicembre, sarà chiamato ad avallarlo.

Prossime fasi

La presidenza italiana del Consiglio invierà al presidente del Consiglio europeo una sintesi della discussione.

La Commissione dovrebbe presentare una proposta legislativa nel gennaio 2015, ai fini della sua adozione entro il giugno 2015.

Prevenire la frode e l'elusione fiscale

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sull'inserimento di una clausola antiabuso nella direttiva dell'UE sulle società madri e figlie. Ciò richiederà che gli Stati membri dell'UE si astengano dall'applicare i vantaggi della direttiva a costruzioni societarie poste in essere per ottenere un vantaggio fiscale e che non riflettono la realtà economica. La direttiva di modifica sarà adottata nella prossima sessione del Consiglio senza ulteriori discussioni.

Gli Stati membri avranno fino al 31 dicembre 2015 per recepire questo emendamento nella legislazione nazionale.  

Il Consiglio ha inoltre adottato una direttiva che estende lo scambio automatico obbligatorio di informazioni tra le autorità fiscali nazionali per prevenire l'evasione fiscale da parte di risparmiatori privati.

La direttiva è intesa a porre rimedio alle situazioni in cui un contribuente cerca di nascondere capitali o beni all'estero per evitare di pagare le imposte dovute. Essa attua una norma mondiale elaborata dall'OCSE e approvata dal G20.

Gli Stati membri cominceranno a scambiarsi informazioni automaticamente in base alla direttiva riveduta entro la fine del settembre 2017

Unione bancaria - Fondo di risoluzione unico

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico su un progetto di regolamento per il calcolo dei contributi che le banche devono versare al Fondo di risoluzione unico dell'UE. Il Fondo è in fase di istituzione nel quadro del meccanismo di risoluzione unico, creato per garantire la risoluzione ordinata delle banche in difficoltà. 

I contributi da parte delle banche saranno versati annualmente e calcolati sulla base delle passività delle banche, esclusi i fondi propri e i depositi protetti, e corretti in funzione del rischio. 

Altri punti principali all'ordine del giorno 

Imposta sulle transazioni finanziarie

Il Consiglio ha discusso lo stato dei lavori di una proposta volta a introdurre un'imposta sulle transazioni finanziarie in 11 Stati membri mediante la procedura di "cooperazione rafforzata". La presidenza ha riferito sui progressi compiuti durante il suo mandato, esprimendo le proprie opinioni sul possibile futuro trattamento del fascicolo da parte della prossima presidenza.  

Governance economica 

Il Consiglio ha avviato il processo annuale di coordinamento delle politiche. La Commissione ha presentato l'analisi annuale della crescita per il 2015, che propone azioni prioritarie che gli Stati membri dovranno intraprendere per poter dotarsi di politiche efficaci e in grado di generare una crescita economica sostenibile.  

Ha inoltre presentato la relazione sul meccanismo di allerta, da cui emerge che la situazione macroeconomica richiede un'ulteriore analisi ("esami approfonditi") in 16 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.  

Il Consiglio ha inoltre discusso un riesame delle riforme realizzate nel 2011 e 2013 sul quadro di governance economica dell'UE, compreso il patto di stabilità e crescita.

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Ultima modifica: 8 gennaio 2025