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Guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina
Alla triste vigilia del quarto anniversario dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia, il Consiglio ha tenuto una discussione sulla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina.
Domani celebreremo un anniversario brutale e insensato. L'Ucraina sta pagando un prezzo enorme per il fatale errore di calcolo della Russia, e d'altro canto Mosca non è riuscita a conseguire nessuno dei suoi obiettivi strategici. Le sue forze armate sono in difficoltà, la sua economia è in rapido declino e gli ucraini oppongono resistenza con fermezza.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
La discussione ministeriale è iniziata con un intervento in videoconferenza del ministro degli Affari esteri ucraino Andrii Sybiha, che ha fornito una panoramica della situazione sul campo e delle priorità più urgenti dell'Ucraina.
Dopodiché, a 27, i ministri UE hanno discusso di come accrescere la pressione sulla Russia e sostenere l'Ucraina. I lavori su un 20º pacchetto di misure restrittive nei confronti della Russia sono tuttora in corso, ma il Consiglio ha deciso di prorogare di un altro anno, fino al 24 febbraio 2027, le misure restrittive adottate in risposta all'annessione illegale, da parte della Russia, di alcune zone dell'Ucraina non controllate dal governo. Il Consiglio ha inoltre adottato misure restrittive nei confronti di altre otto persone responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Russia.
L'alta rappresentante ha poi annunciato la sua decisione di limitare le dimensioni della missione russa presso l'UE a un massimo di 40 persone e sta lavorando con la Commissione europea per tenere numerosi ex soldati russi fuori dallo spazio Schengen.
Per quanto riguarda il sostegno all'Ucraina, il Consiglio ha approvato una revisione del piano per l'Ucraina al fine di tenere conto di due contributi eccezionali della Svezia allo strumento per l'Ucraina, che consistono in circa 260 milioni di euro di sostegno a fondo perduto. Il Consiglio ha inoltre affrontato la questione dei 90 miliardi di euro di prestito a sostegno dell'Ucraina per il periodo 2026-2027.
Dopodiché il Consiglio ha discusso degli sviluppi dei negoziati di pace guidati dagli Stati Uniti e di come l'UE possa sostenere la via diplomatica e contribuire alle garanzie di sicurezza.
L'esito della guerra russa rappresenta, per l'Europa, un interesse chiaro e legittimo. Affinché gli interessi europei non si trasformino in danni collaterali, dobbiamo essere chiari su quello che ci aspettiamo dalla Russia. Il rispetto delle frontiere, la fine dei sabotaggi, il risarcimento dei danni di guerra e il rilascio dei minori ucraini rapiti non sono richieste inverosimili, al contrario, dovrebbero essere una base di riferimento.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
I ministri UE degli Affari esteri hanno discusso della situazione in Medio Oriente alla luce degli ultimi sviluppi riguardanti Gaza e la Cisgiordania, l'Iran e la Siria.
Gaza e Cisgiordania
Durante la colazione i ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni con l'alto rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, sulle prossime tappe dell'attuazione del piano globale per porre fine al conflitto a Gaza e sul ruolo del consiglio di pace istituito di recente. La discussione ha contribuito a chiarire le possibili modalità di coinvolgimento dell'UE, anche per quanto riguarda le disposizioni in materia di governance e sicurezza, fatte salve le decisioni future.
All'inizio della discussione successiva, ai ministri si è unito anche Alexander De Croo, amministratore del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), che ha ragguagliato i ministri sulla sua recente visita nella regione, sulla drammatica situazione umanitaria a Gaza e sul ruolo dell'UNDP.
I progressi reali a Gaza dipendono dal disarmo di Hamas e dal successivo ritiro delle forze israeliane. […] L'Unione europea sostiene il futuro di Gaza.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
I ministri hanno discusso del contributo dell'UE all'attuazione del piano globale per porre fine al conflitto a Gaza, in linea con la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell'annuncio degli Stati Uniti del 14 gennaio riguardante l'avvio della seconda fase del piano.
Dando seguito alla riunione inaugurale del consiglio di pace tenutasi il 19 febbraio a Washington D.C., i ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sui possibili contributi dell'UE in tutti gli aspetti umanitari, di governance, di sicurezza e di ricostruzione del piano, ricordando nel contempo le loro preoccupazioni in merito alla carta del consiglio.
Hanno inoltre espresso profonda preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria a Gaza, compresa la questione delle registrazioni delle ONG, affrontando anche il rafforzamento dell'impegno in ambito PSDC, in particolare attraverso il rischieramento di EUBAM Rafah e l'ampliamento di EUPOL COPPS a sostegno della formazione della polizia palestinese e degli operatori della giustizia penale.
Per quanto riguarda la Cisgiordania, il Consiglio ha discusso le recenti misure adottate dal governo israeliano per modificare le procedure di registrazione dei terreni e di acquisto delle proprietà. I ministri hanno espresso profonda preoccupazione per il fatto che tali decisioni rappresentano una violazione del diritto internazionale e compromettono ulteriormente gli sforzi verso una risoluzione pacifica e una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati.
I ministri hanno inoltre riconfermato il sostegno dell'UE all'Autorità palestinese, sottolineando nel contempo l'importanza di proseguire gli sforzi di riforma.
I ministri degli Affari esteri hanno inoltre fatto il punto sulla situazione in Iran, alla luce dei colloqui in corso tra Stati Uniti e Iran e della recente decisione dell'UE del 19 febbraio 2026 di designare il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) come organizzazione terroristica. I ministri hanno ribadito le preoccupazioni per il programma nucleare iraniano, ribadendo nel contempo la necessità di mantenere aperti i canali di dialogo per evitare rischi di escalation militare o di destabilizzazione interna.
La finestra della diplomazia è molto stretta. Naturalmente nutriamo numerose preoccupazioni riguardo all'Iran, al suo programma nucleare, ai suoi missili balistici e al sostegno ai terroristi, che rappresentano una minaccia anche per l'Europa. Ma qualsiasi intervento militare rischia di provocare conseguenze difficili da controllare.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
I ministri hanno discusso della situazione in Siria alla luce del processo di transizione in corso, compreso il recente accordo tra le autorità di transizione e le Forze democratiche siriane, sottolineando nel contempo la fragilità della situazione della sicurezza.
Il Consiglio ha confermato la sua disponibilità a sostenere una transizione politica inclusiva e una ricostruzione sostenibile, anche attraverso un maggiore impegno dell'UE. I ministri hanno inoltre discusso della recente escalation di violenza nel nord-est del paese e hanno sottolineato il perpetuarsi dei rischi per la sicurezza legati ai campi e ai centri di detenzione che accolgono ex combattenti del Da'esh e le loro famiglie. Hanno sottolineato la necessità di creare le condizioni per il rimpatrio sicuro dei rifugiati e l'importanza del contributo dell'UE ai programmi di riabilitazione e reintegrazione.
Prima del Consiglio "Affari esteri" si è tenuto, in occasione della prima colazione, uno scambio informale sulle minacce ibride, come anche sulla manipolazione delle informazioni e sulle ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI).
Le guerre di oggi non si combattono solo con carri armati e droni, ma anche con menzogne e algoritmi. Le FIMI sono un'arma che mira al cuore delle nostre democrazie. [...] Non possiamo permetterci di perdere la battaglia dell'informazione. [...] Oggi i ministri hanno ribadito la necessità di una comunicazione più chiara dei nostri valori e di ciò che l'Europa rappresenta, e di rafforzare le sanzioni sulle reti FIMI e la cooperazione con le autorità di contrasto.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
Il Consiglio ha adottato la proroga fino al 28 febbraio 2027 del mandato dell'operazione di sicurezza marittima dell'UE volta a salvaguardare la libertà di navigazione in relazione alla crisi nel Mar Rosso (EUNAVFOR ASPIDES).
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