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Il Consiglio "Affari esteri" ha discusso dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina. La discussione è iniziata con un intervento in videoconferenza del ministro degli Affari esteri ucraino Andrii Sybiha, che ha fornito una panoramica della situazione sul campo, delle priorità più urgenti dell'Ucraina e dei recenti sviluppi diplomatici.
La discussione dell'UE a 27 che ne è seguita si è concentrata in primo luogo sui massicci attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine e sulla necessità di fornire sostegno energetico all'Ucraina.
Attaccare le infrastrutture civili, come infrastrutture energetiche, ospedali, scuole e condomini, è un crimine di guerra. Poiché non riesce a vincere sul campo di battaglia, la Russia cerca di sfruttare l'inverno come un'arma a suo favore. Ora l'energia è il nuovo fronte. L'UE sta rispondendo con il più grande pacchetto di aiuti invernali mai varato.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
Il Consiglio ha quindi discusso di come aumentare la pressione sulla Russia, considerando la decisione di aggiungere la Russia all'elenco dei paesi a rischio di riciclaggio, e dei lavori in corso relativi al prestito di 90 miliardi di euro e al 20º pacchetto di sanzioni.
I ministri hanno discusso dei lavori in atto per finalizzare i contributi dell'UE alle garanzie di sicurezza per l'Ucraina e per estendere la formazione militare al territorio ucraino nonché il sostegno all'industria ucraina della difesa.
L'alta rappresentante ha sottolineato che l'assunzione di responsabilità rimane essenziale: per questo, la settimana scorsa l'UE ha stanziato i primi 10 milioni di euro per contribuire all'istituzione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina.
Infine, il Consiglio ha imposto misure restrittive nei confronti di sei persone alla luce delle continue attività ibride della Russia, compresa la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) contro l'UE e i suoi Stati membri e partner.
Il Consiglio "Affari esteri" ha proceduto a uno scambio di opinioni sulla situazione in Medio Oriente, partendo dalla situazione in Iran, alla luce della recente ondata di repressione violenta del dissenso e detenzione arbitraria dei manifestanti da parte del regime iraniano.
Il Consiglio ha adottato misure restrittive nei confronti di 15 persone e sei entità coinvolte nel ricorso alla violenza, alla detenzione arbitraria e alle tattiche di intimidazione nei confronti di civili iraniani. Il Consiglio ha inoltre adottato misure restrittive nel quadro del regime di sanzioni legate ai droni e missili in considerazione del sostegno dell'Iran alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina.
In Iran, la terribile repressione nei confronti dei manifestanti ha comportato un pesante costo umano. L'UE dispone già di sanzioni di ampia portata. Oggi i ministri hanno convenuto di designare il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane come organizzazione terroristica, sullo stesso piano di Da'esh, Hamas, Hezbollah e Al Qaeda. [...] La repressione non può essere ignorata.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
Per quanto riguarda la Siria, i ministri UE degli Affari esteri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sugli ultimi sviluppi nel paese, compresa la recente esplosione di violenza nella zona nordorientale. I ministri hanno esaminato i lavori svolti a livello dell'UE in materia di presenza diplomatica e sostegno umanitario, concentrandosi anche sulle minacce alla stabilità del paese. Nel complesso, i ministri hanno sottolineato che una transizione politica inclusiva e un processo di riconciliazione nazionale sono fondamentali per evitare che la Siria ricada nell'instabilità.
I ministri hanno inoltre discusso del contributo dell'UE all'attuazione del piano globale per porre fine al conflitto a Gaza, a seguito dell'annuncio degli Stati Uniti, lo scorso 14 gennaio, relativo all'avvio della seconda fase del piano, che si concentrerà su sicurezza, governance e ricostruzione.
In tale contesto, i ministri hanno affrontato la questione del rafforzamento dell'impegno in ambito PSDC, anche attraverso mandati adeguati per le missioni civili dell'UE EU BAM Rafah ed EUPOL COPPS volta a formare la polizia civile palestinese.
In ultima analisi, la sicurezza di Gaza deve essere nelle mani dei palestinesi.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
Sul tema della governance, i ministri UE degli Affari esteri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sul possibile ruolo dell'UE nel "consiglio di pace", dando seguito alla riunione informale dei membri del Consiglio europeo del 22 gennaio 2026. I ministri si sono detti pronti a collaborare con gli Stati Uniti all'attuazione del piano globale di pace a Gaza, nel cui ambito un consiglio di pace svolgerebbe una missione di amministrazione transitoria, conformemente alla risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Il Consiglio "Affari esteri" ha inoltre discusso della situazione e dell'accesso umanitari a Gaza, nonché della questione delle registrazioni delle ONG, del deterioramento della situazione in Cisgiordania a causa dell'aumento dell'attività di insediamento e della violenza, e del sostegno dell'UE all'Autorità palestinese e al suo programma di riforme.
Il Consiglio "Affari esteri" ha proceduto a uno scambio di opinioni sulla situazione nella regione dei Grandi Laghi, alla luce della recente escalation di violenza nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo (RDC).
Dando seguito alle discussioni del Consiglio "Affari esteri" di dicembre, i ministri dell'UE hanno discusso di come l'UE può sostenere gli sforzi di pace basati sugli accordi di Washington e sulla dichiarazione di Doha, nonché gli sforzi di mediazione dell'Unione africana. I ministri UE degli Affari esteri si sono inoltre concentrati sulle modalità per affrontare l'ulteriore deterioramento della situazione umanitaria e su come l'UE possa intensificare il dialogo diplomatico sul campo e sostenere gli sforzi di stabilizzazione regionale.
Il Consiglio ha tenuto una discussione informale in formato ristretto sulle prospettive strategiche per il 2026 in materia di politica estera, alla luce degli attuali sviluppi politici.
Durante una colazione di lavoro, i ministri UE degli Affari esteri hanno tenuto uno scambio di opinioni informale con l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk, nel quale hanno discusso dei diritti umani in contesti di conflitto e di crisi, con particolare attenzione all'Ucraina, al Medio Oriente e alla regione dei Grandi Laghi.
Il Consiglio ha approvato inoltre conclusioni sulle priorità dell'Unione europea nelle sedi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani nel 2026.
Il Consiglio ha adottato ulteriori sanzioni nei confronti di sette persone responsabili di violenze e violazioni dei diritti umani in Sudan.
Il Consiglio ha adottato la seconda misura di assistenza bilaterale a sostegno dell'Armenia del valore di 20 milioni di euro a titolo dello strumento europeo per la pace.
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