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Guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina
Il Consiglio ha discusso della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, dopo uno scambio informale di opinioni in videoconferenza con il ministro degli Affari esteri ucraino Andrii Sybiha.
La successiva discussione ministeriale si è concentrata sull'impatto della crisi in Medio Oriente sull'Ucraina e sulla guerra di aggressione russa, in particolare sulle ripercussioni dal punto di vista militare ed energetico.
I ministri hanno affermato chiaramente che l'Ucraina rimane la principale priorità dell'Europa in materia di sicurezza e che ci si adopererà affinché l'attenzione rivolta al paese non si affievolisca. Gli stessi droni che colpiscono Kiev colpiscono anche gli Stati del Golfo; dato che l'Ucraina dispone delle migliori difese antidrone, abbiamo quindi brevemente discusso anche di come combinare questi elementi.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
Il Consiglio ha discusso inoltre del sostegno all'Ucraina, anche attraverso i 90 miliardi di euro di prestito a sostegno dell'Ucraina per il periodo 2026-2027, e delle modalità per aumentare ulteriormente la pressione sulla Russia.
L'Europa manterrà le sanzioni e continuerà ad affrancarsi dai combustibili fossili russi. Se vogliamo che questa guerra giunga al termine, Mosca deve disporre di meno denaro per la guerra, non di più. Aumentare la pressione esercitata sulla flotta ombra russa è uno dei migliori strumenti a nostra disposizione.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
Il Consiglio ha inserito in elenco nove persone responsabili del massacro di Bucha del febbraio e marzo 2022.
Ha adottato inoltre ulteriori misure restrittive nei confronti di quattro persone responsabili di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) a danno dell'UE e dei suoi Stati membri e partner, e ha approvato conclusioni sul rafforzamento della capacità dell'UE di contrastare le minacce ibride.
I ministri UE degli Affari esteri hanno discusso della situazione in Medio Oriente alla luce degli ultimi sviluppi relativamente alla guerra in Iran e ai suoi effetti in tutta la regione.
Iran
I ministri hanno espresso profonda preoccupazione in merito alla continua escalation e al rischio di un conflitto regionale più ampio. Hanno sottolineato che l'unica via d'uscita sostenibile dalla crisi è data dalla fine delle ostilità, da un cessate il fuoco e da un ritorno alla diplomazia.
I ministri hanno discusso anche delle implicazioni più ampie del conflitto, compresi i rischi per la stabilità regionale, le rotte commerciali mondiali, i mercati finanziari e i prezzi dell'energia. È stata espressa particolare preoccupazione per la sicurezza delle rotte marittime e la necessità di preservare la libertà di navigazione, anche nel Mar Rosso e nello stretto di Hormuz.
Far ripartire il trasporto di concimi, prodotti alimentari ed energia attraverso lo stretto di Hormuz è una priorità urgente. […] L'UE sta già attuando operazioni navali, come ASPIDES, che svolge un ruolo chiave nel salvaguardare la libertà di navigazione. Dalle nostre discussioni è emerso chiaramente il desiderio di rafforzare questa operazione.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
È stato evidenziato come la protezione dei cittadini dell'UE nella regione costituisca una priorità chiave. I ministri hanno preso atto del coordinamento in corso tra gli Stati membri e del ricorso a strumenti dell'UE per agevolare i rimpatri e l'assistenza consolare.
Questa guerra non è dell'Europa, ma gli interessi europei sono direttamente in gioco. Davanti all'ampliamento della guerra, la priorità dell'UE resta la protezione dei nostri cittadini.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
I ministri hanno sottolineato l'importanza di sostenere la società civile iraniana e di portare avanti il dialogo con i partner regionali, compresi i paesi della regione del Golfo, per sostenere gli sforzi di allentamento delle tensioni e la sicurezza regionale.
Il Consiglio ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di altre 16 persone e tre entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran.
I ministri hanno discusso della situazione in Libano e hanno espresso preoccupazione in merito al rischio che il paese sia ulteriormente coinvolto nel conflitto e alle conseguenze umanitarie delle ostilità in corso e degli sfollamenti su larga scala.
I ministri hanno sottolineato la necessità di allentare le tensioni e hanno chiesto il disarmo di Hezbollah, esortando al tempo stesso Israele a dar prova di moderazione e a evitare azioni che potrebbero destabilizzare ulteriormente il paese. Hanno rimarcato inoltre l'importanza di continuare a sostenere la stabilità e le istituzioni statali del Libano.
L'UE fornirà al Libano 100 milioni di euro di aiuti umanitari. Continuiamo inoltre a sostenere le forze armate libanesi al fine di disarmare Hezbollah.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
Gaza e Cisgiordania
I ministri hanno sottolineato che l'escalation in corso nella regione non dovrebbe distogliere l'attenzione dalla situazione a Gaza e in Cisgiordania. Hanno espresso profonda preoccupazione in merito al deterioramento delle condizioni umanitarie a Gaza e al flusso insufficiente di aiuti umanitari, sottolineando la necessità di garantire un accesso umanitario pieno, sicuro e senza restrizioni, in linea con il diritto internazionale umanitario. Hanno ribadito inoltre la necessità di portare avanti l'attuazione del piano globale per porre fine al conflitto a Gaza, in linea con la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
I ministri hanno espresso preoccupazione anche in merito all'intensificarsi della violenza in Cisgiordania, compresi attacchi da parte di coloni violenti, e hanno sottolineato la necessità di proteggere la popolazione civile, garantire l'accertamento delle responsabilità ed evitare un'ulteriore escalation. Hanno ribadito l'importanza di preservare la fattibilità della soluzione dei due Stati e di sostenere gli sforzi di riforma dell'Autorità palestinese.
L'UE continuerà a fare pressioni per un migliore accesso umanitario, l'allentamento delle tensioni e anche il sostegno alle riforme delle autorità palestinesi.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sulle relazioni dell'UE con il vicinato meridionale e hanno fatto il punto sull'attuazione del patto per il Mediterraneo, avviato nell'ottobre 2025.
I ministri hanno sottolineato l'importanza di rafforzare il partenariato dell'UE con i paesi del vicinato meridionale al fine di promuovere la stabilità, lo sviluppo economico e la prosperità in tutto il Mediterraneo. Hanno rimarcato la necessità di portare avanti l'attuazione del patto e di conseguire risultati tangibili attraverso iniziative e progetti concreti.
Prima del Consiglio "Affari esteri" si è tenuto, in occasione della prima colazione, uno scambio informale sulla strategia europea in materia di sicurezza.
È chiaro che il contesto di sicurezza sta cambiando rapidamente e la nostra risposta non può limitarsi all'organizzazione di vertici di emergenza. Abbiamo bisogno di una politica a lungo termine.
Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e presidente del Consiglio "Affari esteri"
Durante la colazione Subrahmanyam Jaishankar, il ministro indiano degli Affari esteri, si è unito ai ministri per una discussione informale sulle relazioni bilaterali e sugli sviluppi internazionali.
Altri punti
Nel corso della sessione, la Germania e la Francia hanno sollevato la questione della situazione in Georgia, in considerazione della recente adozione del pacchetto legislativo sui finanziamenti esteri e l'attività politica.
L'Estonia, la Lettonia e la Lituania hanno informato i ministri delle accuse avanzate dalla Russia nei confronti degli Stati baltici in merito all'inosservanza della Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale (CERD).
L'Italia e Malta hanno informato i ministri in merito all'aggravarsi della minaccia marittima e ambientale nel Mediterraneo connessa alla metaniera russa Arctic Metagaz.
Altre decisioni
Il Consiglio ha adottato una decisione volta a sostenere i paesi africani nel rafforzamento delle loro capacità relative all'azione antimine, contribuendo così all'obiettivo di un'Africa senza mine.
Il Consiglio ha adottato misure restrittive nei confronti di tre entità e due persone responsabili di attacchi informatici perpetrati contro Stati membri e partner dell'UE.
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