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Consiglio "Giustizia e affari interni", 13 e 14 ottobre 2022
Principali risultati
Giustizia (giovedì 13 ottobre)
Risposte giudiziarie e lotta all'impunità in Ucraina
I ministri hanno fatto il punto sui lavori in corso sulle risposte giudiziarie e sulla lotta all'impunità per quanto riguarda i crimini commessi in relazione alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. Ciò comprende il sostegno alle indagini e all'azione penale relativi ai crimini di guerra e agli altri reati più gravi, nonché misure volte a garantire la piena attuazione delle sanzioni individuali ed economiche adottate.
Nell'ultima settimana abbiamo assistito ad attacchi ancora più orribili e indiscriminati da parte della Russia contro cittadini e infrastrutture civili dell'Ucraina. Tali attacchi sono gli ultimi di un lungo elenco di atrocità commesse dalla Russia in tutta l'Ucraina. L'UE sostiene fermamente il popolo ucraino e coopererà strettamente con le autorità ucraine e la comunità internazionale per consegnare i responsabili alla giustizia.
Pavel Blažek, ministro ceco della Giustizia
Le autorità di sei Stati membri dell'UE e dell'Ucraina, con il sostegno di Eurojust, hanno istituito, o vi hanno aderito in seguito, una squadra investigativa comune al fine di agevolare lo scambio di informazioni e di prove e di sostenere le indagini penali avviate sui crimini commessi in Ucraina. Il ruolo di Eurojust è stato inoltre rafforzato per consentire all'agenzia di preservare, conservare e analizzare le prove dei crimini di guerra. Gli Stati membri mettono a disposizione 7 milioni di EUR aggiuntivi a sostegno della Corte penale internazionale, oltre a fornire sostegno forense all'Ucraina per la raccolta di prove.
Per garantire la piena attuazione delle sanzioni adottate, la Commissione europea ha creato una task force "Freeze and Seize" (congelamento e sequestro) per facilitare il coordinamento. Il 24 ottobre il Consiglio dovrebbe adottare una decisione che amplia l'elenco dei "reati riconosciuti dall'UE" per includervi la violazione delle misure restrittive dell'UE. La Commissione potrà quindi presentare una proposta volta ad armonizzazione la legislazione nazionale in materia.
I ministri della Giustizia hanno proceduto a uno scambio di opinioni sulla formazione giudiziaria e il suo impatto sull'accesso alla giustizia nel contesto dello Stato di diritto. A tale riguardo, sono stati sottolineati l'importanza e il ruolo della formazione nel garantire un sistema giudiziario di migliore qualità e nel rafforzarne ulteriormente l'indipendenza.
I ministri hanno sottolineato l'esistenza di scuole nazionali di formazione, nonché la partecipazione dei giudici alle formazioni e agli scambi europei. Si sono concentrati sul modo di assicurare un elevato livello di partecipazione dei giudici alla formazione continua e hanno condiviso le misure esistenti a livello nazionale per monitorare la partecipazione alla formazione giudiziaria e valutarne l'impatto e l'efficacia.
I ministri hanno inoltre condiviso le loro opinioni riguardo all'esistenza, a livello nazionale, di un nesso tra la partecipazione dei giudici alla formazione giudiziaria e lo sviluppo della loro carriera. Hanno dichiarato di non aver rilevato tensioni tra la partecipazione dei giudici alla formazione giudiziaria e la loro indipendenza.
I ministri hanno valutato i progressi compiuti nelle discussioni sul progetto di direttiva sulla tutela penale dell'ambiente. Durante le discussioni a livello tecnico, gli esperti hanno compiuto progressi sostanziali verso un testo legislativo che possa ricevere il sostegno di una maggioranza qualificata di Stati membri. Un'ampia maggioranza ha concordato di fissare i livelli delle sanzioni per le persone fisiche concernenti reati gravi e meno gravi rispettivamente a cinque e tre anni. Altri aspetti relativi alle sanzioni, compreso il livello massimo delle sanzioni per le persone giuridiche, restano aperti.
La presidenza mira a raggiungere un orientamento generale globale su questo testo in occasione del Consiglio "Giustizia e affari interni" di dicembre.
Criminalità ambientale: come la combatte l'UE? (Infografica)
Procura europea
La Commissione e il procuratore capo europeo hanno informato i ministri in merito agli ultimi sviluppi riguardanti il funzionamento della Procura europea (EPPO). L'EPPO ha iniziato le sue attività nel giugno 2021 e nel suo primo anno ha avviato 929 indagini, ha emesso 28 rinvii a giudizio, ha ottenuto quattro condanne, oltre a decisioni di blocco o sequestro per 259 milioni di EUR. In seno al Consiglio sono in corso lavori sulle relazioni dell'EPPO con paesi terzi e organizzazioni internazionali e sarà presto avviato il processo relativo alla nomina di otto nuovi procuratori europei che sostituiranno quelli che cessano le loro funzioni nel luglio 2023.
La Commissione europea e il procuratore capo europeo hanno inoltre menzionato la questione dell'eventuale ampliamento del mandato dell'EPPO a includere l'azione penale concernente le violazioni delle sanzioni dell'UE. Questo tema richiederà un esame approfondito.
Durante la colazione i ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sul rispetto dei diritti fondamentali in tempi di crisi, alla presenza del direttore dell'Agenzia per i diritti fondamentali. Hanno valutato la resilienza dell'infrastruttura per i diritti umani (in particolare le istituzioni nazionali, la magistratura e la società civile) di fronte alle crisi. Hanno inoltre vagliato quali misure aggiuntive dovrebbero essere adottate per aumentare tale resilienza.
Tra le "Varie", la presidenza ha informato i ministri dei lavori in corso su una serie di proposte legislative e ha riferito in merito al seminario sulla protezione transfrontaliera degli adulti vulnerabili tenutosi il 20 settembre.
La Commissione europea ha presentato il suo pacchetto legislativo sulla responsabilità civile in relazione all'uso dell'intelligenza artificiale e sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi. Ha inoltre informato i ministri in merito alla prima relazione sull'applicazione della direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie, nonché agli ultimi sviluppi relativi a un quadro UE-USA in materia di protezione dei dati.
Il Consiglio ha inoltre adottato senza dibattito i punti che figurano negli elenchi dei punti "A" legislativi e non legislativi.
Questa risorsa è attualmente disponibile solo nelle seguenti lingue:
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sullo stato generale dello spazio Schengen, con particolare attenzione alla gestione delle frontiere esterne, alla luce della situazione migratoria. Si sono impegnati a favore di una serie di azioni a breve e medio termine nei settori delle frontiere, dei rimpatri, dell'attuazione dei sistemi informatici, dei nuovi atti legislativi, della dimensione esterna e dei movimenti secondari.
La gestione efficace delle nostre frontiere esterne è fondamentale per affrontare le sfide in materia di migrazione e sicurezza cui siamo confrontati nello spazio Schengen. A tal fine è necessario sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla tecnologia, usare pienamente le capacità di Frontex e continuare a collaborare con i nostri partner e vicini per ridurre gli attraversamenti irregolari delle frontiere. Oggi i ministri hanno ribadito il loro pieno impegno a costruire un sistema per la gestione delle frontiere solido, in grado di resistere a qualsiasi sfida attuale e futura.
Vít Rakušan, ministro ceco dell'Interno
Il Consiglio ha approvato conclusioni sul ciclo politico strategico pluriennale per la gestione europea integrata delle frontiere in cui invita la Commissione a prestare particolare attenzione ai fenomeni recenti (strumentalizzazione dei migranti, minacce ibride), all'emergere di nuovi metodi adottati dalle reti di trafficanti, alle pandemie e ai conflitti armati nell'immediato vicinato dell'UE.
Giovedì il Consiglio ha approvato anche, tra i punti senza dibattito, una decisione relativa alla firma di un accordo sulla cooperazione in materia di gestione delle frontiere tra Frontex e la Macedonia del Nord. Tale accordo consentirà di organizzare operazioni congiunte e di inviare squadre di Frontex per la gestione delle frontiere nella Macedonia del Nord, previo accordo del paese.
Tra le "Varie", la presidenza ha informato i ministri in merito all'allargamento dello spazio Schengen senza controlli alle frontiere interne, in particolare alla situazione di Bulgaria, Croazia e Romania. Fatto salvo il completamento delle loro valutazioni nel 2011, la Bulgaria e la Romania, su base volontaria, hanno invitato esperti degli Stati membri e della Commissione a vedere sul campo come applicano oggi l'acquis di Schengen. L'esercizio è attualmente in corso. Per quanto riguarda la Croazia, nel giugno 2022 il Consiglio ha richiesto il parere del Parlamento europeo in merito a un progetto di decisione del Consiglio sulla piena attuazione dell'acquis di Schengen in Croazia.
Aggressione russa nei confronti dell'Ucraina
I ministri hanno discusso della situazione dei rifugiati ucraini nell'UE e degli sfollati interni. Hanno valutato la pianificazione di emergenza e gli sforzi volti a garantire agli ucraini, in particolare nell'UE, condizioni di vita sicure e dignitose, con accesso al riscaldamento, durante l'inverno.
Inoltre sarà automaticamente prorogata di due periodi di sei mesi, fino a marzo 2024, la protezione temporanea, che era stata attivata nel marzo 2022 per un periodo iniziale di un anno. La Commissione ha invitato i ministri a consentire la massima flessibilità possibile per quanto concerne i diritti di protezione temporanea degli ucraini che tornano nel proprio paese per brevi visite, come anche di coloro che potrebbero decidere di tornare nell'UE dopo essersene allontanati di loro volontà.
I ministri hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni sulle implicazioni per la sicurezza interna della guerra russa di aggressione nei confronti dell'Ucraina, ivi compresi i maggiori rischi in termini di tratta di essere umani, traffico illecito di armi da fuoco e altri reati gravi. Il coordinatore antiterrorismo dell'UE ha informato i ministri in merito ai risultati della sua visita in Ucraina a fine settembre. Hanno concordato di avviare un dialogo sulla sicurezza con l'Ucraina per rendere operativa la cooperazione con le autorità del paese.
Giovedì, inoltre, il Consiglio ha adottato senza dibattito un pacchetto di modifiche legislative tese ad aumentare ulteriormente la flessibilità nell'uso dei fondi della politica di coesione per aiutare i rifugiati ucraini e far fronte agli effetti della guerra della Russia in Ucraina.
La presidenza ha illustrato lo stato dei lavori sui fascicoli in materia di asilo e migrazione. Ha presentato un concetto di via da seguire per quanto riguarda la solidarietà dell'UE e la risposta alle crisi nel settore della migrazione, compreso un meccanismo di solidarietà giuridicamente vincolante ma flessibile. Gli Stati membri hanno espresso il proprio sostegno al proseguimento dei lavori a livello tecnico sulla base dei principi contenuti nella proposta.
La presidenza ha inoltre informato i ministri dei suoi recenti contatti con il Parlamento europeo per dare avvio quanto prima a negoziati su una serie di fascicoli legislativi.
Durante la colazione i ministri hanno discusso dei recenti sviluppi relativi alla rotta migratoria dei Balcani occidentali, lungo la quale quest'anno si è registrato un forte aumento del numero di migranti. Si sono concentrati in particolare sulla politica in materia di visti della regione dei Balcani occidentali e sull'impatto che il mancato allineamento ai regimi di esenzione dal visto ha sulla situazione migratoria e di asilo nei paesi vicini dell'UE. Hanno inoltre sottolineato i settori chiave di cooperazione con i partner dei Balcani occidentali, tra cui la gestione delle frontiere, i rimpatri, la lotta al traffico di migranti e la promozione del pieno allineamento alla politica dell'UE in materia di visti.
Varie
La presidenza ha informato i ministri in merito agli ultimi sviluppi nelle proposte legislative in corso.
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La Commissione ed eu-LISA hanno aggiornato i ministri sui progressi compiuti nell'attuazione dell'interoperabilità. La Commissione ha inoltre informato i ministri in merito alla prima relazione sull'applicazione della direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie.
Alla luce dei recenti sviluppi, la Commissione ha informato i ministri in merito ai propri lavori relativamente alla resilienza delle infrastrutture critiche nell'UE.
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