Riforma del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE
In sintesi
I principali elementi della decisione di istituire la riserva stabilizzatrice del mercato relativa all'EU ETS sono i seguenti:
- la riserva stabilizzatrice del mercato sarà istituita nel 2018 e sarà operativa a partire dal 1º gennaio 2019
- sarà attivata la regolazione dei volumi annuali di quote da mettere all'asta se il numero di quote in circolazione supera la forcella predefinita
- 900 milioni di "quote oggetto di backloading" sono integrate nella riserva stabilizzatrice del mercato (invece di essere messe all'asta nel periodo 2019-2020)
- le quote non assegnate sono trasferite direttamente nella riserva stabilizzatrice del mercato nel 2020
- il riesame dell'EU ETS e della riserva stabilizzatrice del mercato terrà conto della rilocalizzazione delle emissioni di CO2 e di aspetti relativi alla competitività, tra cui questioni legate all'occupazione e al PIL
Il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) è stato avviato nel 2005 per promuovere la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in modo efficace in termini di costi ed economicamente efficiente. Tale sistema limita il volume di gas a effetto serra che può essere emesso da industrie ad alta intensità energetica, produttori di energia e linee aeree. Le quote di emissione sono limitate a un tetto massimo stabilito dall'UE e le imprese ricevono o acquistano quote individuali. Tale limite viene ridotto nel corso del tempo così da ridurre gradualmente la quantità di emissioni.
Negli ultimi anni la crisi economica ha contribuito al calo delle emissioni e ridotto la domanda di quote di emissione. Ciò ha portato, insieme ad altri possibili fattori, alla diminuzione del prezzo del carbonio e all'accumulo di un'ingente eccedenza di quote nel sistema, con il rischio che l'EU ETS non riesca a fornire incentivi per ridurre le emissioni in una maniera efficiente in termini di costi né a stimolare l'innovazione a basse emissioni di carbonio.
La riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas a effetto serra nell'UE entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990) costituisce uno degli obiettivi concordati dal Consiglio europeo nell'ambito del quadro 2030 per il clima e l'energia. Poiché l'EU ETS rappresenta il principale strumento per raggiungere questo obiettivo, la sua riforma è necessaria per garantire un sistema ben funzionante.
Come primo passo di questa riforma, l'UE ha recentemente adottato la decisione di creare la riserva stabilizzatrice del mercato per l'EU ETS. La riserva mira a correggere l'ingente eccedenza di quote di emissione che si è accumulata nell'EU ETS e a rendere il sistema più resiliente agli squilibri tra domanda e offerta.
Il 15 luglio 2015 la Commissione ha presentato una seconda proposta, che contiene un riesame più ampio dell'EU ETS. La proposta intende trasformare in legge gli orientamenti del Consiglio europeo sul ruolo che l'EU ETS dovrebbe svolgere nel conseguimento dell'obiettivo dell'UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. Le modifiche proposte mirano anche a promuovere l'innovazione e l'utilizzo delle tecnologie a basse emissioni di carbonio e contribuiscono così alla creazione di nuove opportunità per l'occupazione e la crescita, pur mantenendo le salvaguardie necessarie per proteggere la competitività industriale in Europa.
Nel dettaglio
Proposta di revisione della direttiva sul sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio - 2015/148(COD)
Per raggiungere l'obiettivo di ridurre le emissioni dell'UE di almeno il 40% entro il 2030, i settori coperti dall'EU ETS dovranno ridurre le loro emissioni del 43% rispetto al 2005. Questo significa che il numero complessivo delle quote di emissione diminuirà più rapidamente di prima, ovvero del 2,2% annuo anziché dell'1,74% a partire dal 2021. Ciò corrisponde a una riduzione aggiuntiva delle emissioni di circa 556 milioni di tonnellate tra il 2020 e il 2030 - pari all'incirca alle emissioni annuali del Regno Unito.
La proposta della Commissione prevede, tra l'altro, le seguenti modifiche:
- una revisione del sistema di assegnazione gratuita, che si concentri sui settori che presentano il maggiore rischio di trasferimento della produzione al di fuori dell'UE (circa 50 settori)
- l'accantonamento di un numero significativo di quote gratuite per impianti nuovi e in crescita
- regole più flessibili per migliorare l'allineamento della quantità di quote gratuite ai dati sulla produzione
- un aggiornamento di tutti i parametri di riferimento utilizzati per misurare la prestazione in materia di emissioni, al fine di tenere conto dei progressi tecnologici avvenuti dal 2008
Tra il 2021 e il 2030 è prevista l'assegnazione gratuita alle imprese di circa 6,3 miliardi di quote, per un valore pari a 160 miliardi di EUR.
La Commissione propone anche l'istituzione di vari meccanismi di sostegno per aiutare l'industria e i settori energetici ad affrontare le sfide in materia di innovazione e investimenti poste dalla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Tra questi meccanismi figurano due nuovi fondi:
- il fondo per l'innovazione, che estende l'attuale sostegno a favore di progetti dimostrativi di tecnologie innovative anche a innovazioni industriali pionieristiche
- il fondo per la modernizzazione, che favorisce gli investimenti nella modernizzazione del settore energetico e dei sistemi energetici in senso più ampio e dà impulso all'efficienza energetica in 10 Stati membri a reddito più basso
Al Consiglio/Consiglio europeo
Proposta di revisione dell'EU ETS per il periodo 2021-2030
La proposta di revisione dell'EU ETS è negoziata secondo la procedura legislativa ordinaria. Il Consiglio è quindi colegislatore insieme al Parlamento europeo.
Il Consiglio "Ambiente" del 28 febbraio 2017 ha approvato la sua posizione negoziale (orientamento generale). Il Parlamento europeo ha convenuto la sua posizione il 15 febbraio 2017.
Il 9 novembre 2017 i rappresentanti della presidenza estone hanno raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo. L'esito dei negoziati è stato presentato il giorno successivo ai rappresentanti permanenti (Coreper).
Il 22 novembre il Consiglio (rappresentanti permanenti) ha approvato l'accordo provvisorio raggiunto tra la presidenza estone e il Parlamento europeo. Il testo concordato sarà ora sottoposto al Parlamento europeo per approvazione.