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Controllo degli investimenti esteri diretti

Le norme dell'UE sul controllo degli investimenti esteri consentono agli Stati membri di controllare gli investimenti esteri nell'UE e di affrontare eventuali rischi per la sicurezza o l'ordine pubblico. Ciò avviene in cooperazione con altri Stati membri e con la Commissione.

Che cosa sono gli investimenti esteri diretti?

Si parla di investimenti esteri diretti (IED) quando un investitore acquisisce la partecipazione effettiva alla gestione o al controllo di una società dell'UE. Gli IED differiscono dagli investimenti di portafoglio, ossia quelli in cui un investitore acquista azioni di una società senza partecipare alla gestione o al controllo della società.

Come il commercio internazionale, gli IED contribuiscono generalmente alla crescita economica e possono facilitare il trasferimento transfrontaliero di beni, servizi e capitali.

IED in entrata e in uscita

Gli investimenti esteri diretti possono essere in entrata e in uscita. Negli IED in entrata gli investitori esteri investono in un paese o in una regione dell'UE, mentre negli IED in uscita gli investitori dell'UE investono nei mercati esteri.

Gli IED sono misurati, in genere, sulla base di due indicatori principali: stock e flussi.

Stock

Gli stock di IED forniscono una panoramica dell'entità degli investimenti esteri esistenti in un determinato momento, ne indicano infatti il valore accumulato totale.

Lo stock di IED in uscita è il valore del capitale (partecipazione in una società) detenuto dagli investitori dell'UE presso società all'estero e dei loro prestiti netti a tali società.

Lo stock di IED in entrata è il valore del capitale detenuto dagli investitori esteri presso società con sede nell'UE e dei loro prestiti netti a tali società.

Flussi

I flussi di IED sono un indicatore di movimento che mostra il valore dei nuovi investimenti in un determinato periodo di tempo. Si tratta di operazioni sul capitale, reinvestimenti di utili e operazioni di debito tra società.

I flussi di IED in entrata corrispondono al valore dei nuovi investimenti esteri in ingresso nell'UE in un determinato periodo.

I flussi di IED in uscita corrispondono al valore degli investimenti effettuati all'estero dalle società dell'UE nell'arco dello stesso periodo.

IED in cifre

L'UE è il principale fornitore al mondo e la principale destinazione globale di investimenti esteri.

Alla fine del 2024 gli investimenti in uscita dall'UE ammontavano a 12 340 miliardi di euro e gli investimenti in entrata nell'UE a 10 590 miliardi di euro. Queste cifre comprendono gli investimenti all'interno dell'UE (quando un'impresa di un paese dell'UE investe in un altro paese dell'UE).

Se si prendono in considerazione solo gli investimenti relativi ai paesi terzi, gli investimenti in uscita dall'UE ammontavano a 9310 miliardi di euro e gli investimenti in entrata nell'UE a 7040 miliardi di euro.

I cinque partner principali per gli investimenti sia in entrata che in uscita sono:

  • Stati Uniti
  • Regno Unito
  • Svizzera
  • Isole Cayman
  • Singapore
Versione testuale

Grafico alluvionale con le otto fonti principali di IED:

  • Stati Uniti: 31%
  • Regno Unito: 17,5%
  • Svizzera: 8,9%
  • Isole Cayman: 5%
  • Singapore: 3,9%
  • Bermuda: 3,5%
  • Canada: 3,3%
  • Giappone: 3,3%
Versione testuale

Grafico alluvionale con le otto direzioni principali degli IED:

  • Stati Uniti: 28,7%
  • Regno Unito: 19,5%
  • Svizzera: 8,4%
  • Isole Cayman: 3%
  • Singapore: 2,7%
  • Bermuda: 2,6%
  • Canada: 2,6%
  • Giappone: 2,5%

Società a destinazione specifica

Una società a destinazione specifica (SDS) è un soggetto giuridico – come una controllata, una società di partecipazione o una società veicolo finanziaria – creato in un paese prevalentemente per scopi finanziari, fiscali o normativi, piuttosto che per svolgervi attività economiche reali.

Le SDS svolgono un ruolo significativo negli IED. Alla fine del 2024 rappresentavano il 29% degli stock totali di IED dell'UE detenuti all'estero e il 34% degli stock di IED detenuti nell'UE dal resto del mondo.

Obiettivi di investimento dell'UE

L'UE è uno dei luoghi più aperti al mondo nei quali investire e persegue una politica coordinata in materia di IED. Inoltre, l'UE negozia e attua norme in materia di investimenti negli accordi commerciali o in accordi di investimento distinti.

La politica di investimento dell'UE ha come principali obiettivi:

  • garantire condizioni di parità affinché né gli investitori dell'UE né gli investitori esteri siano oggetto di discriminazione o trattamento improprio
  • consentire gli investimenti nell'UE attraverso un contesto imprenditoriale prevedibile e trasparente
  • incoraggiare gli investimenti a sostegno dello sviluppo sostenibile e del rispetto dei diritti umani e delle norme in materia di lavoro e ambiente

Norme sul controllo

L'UE dispone di norme sul controllo degli IED per consentire agli Stati membri di verificare gli investimenti esteri nell'UE e di affrontare eventuali rischi per la sicurezza o l'ordine pubblico. Ciò avviene in cooperazione con altri Stati membri e con la Commissione europea.

La cooperazione e lo scambio di informazioni a livello dell'UE in materia di investimenti dall'estero si rendono necessari poiché gli IED in uno Stato membro potrebbero comportare rischi per la sicurezza o l'ordine pubblico in un altro Stato membro o persino in tutta l'UE.

Il Consiglio ha adottato per la prima volta un regolamento sul controllo degli IED il 5 marzo 2019 e le norme sono applicate dall'ottobre 2020. Il regolamento ha istituito, tra l'altro, un meccanismo di cooperazione che permette di esprimere le preoccupazioni in merito a investimenti specifici e di discuterne, ha stabilito prescrizioni per i meccanismi di controllo a livello nazionale e consente alla Commissione di formulare pareri su qualsiasi investimento che costituisca una minaccia alla sicurezza di più di uno Stato membro.

Per rispondere meglio alle sfide risultanti dalle crescenti tensioni geopolitiche e dagli sviluppi tecnologici, mantenendo nel contempo la posizione dell'UE come uno dei luoghi di investimento più aperti al mondo, nel 2024 la Commissione ha presentato una proposta volta a migliorare le norme in materia di controllo degli IED. Sulla base di un riesame di 1200 casi di IED che hanno avuto luogo tra il 2021 e il 2024, le nuove norme:

  • garantiranno che tutti gli Stati membri dispongano di un meccanismo di controllo, con norme nazionali più armonizzate
  • estenderanno i controlli svolti dall'UE per includere gli investimenti degli investitori dell'UE che in ultima istanza sono controllati da privati o imprese di paesi terzi

Nel giugno 2026 il Consiglio ha formalmente adottato il regolamento riveduto. Le nuove norme, tra l'altro, introdurranno un ambito di applicazione settoriale minimo, imponendo a tutti gli Stati membri di controllare gli investimenti esteri riguardanti:

  • i prodotti a duplice uso e le attrezzature militari
  • le tecnologie ipercritiche
  • le materie prime critiche
  • i soggetti critici nei settori dell'energia, dei trasporti e delle infrastrutture digitali
  • le infrastrutture elettorali
  • un numero limitato di soggetti del sistema finanziario

Le norme inizieranno ad applicarsi 18 mesi dopo l'entrata in vigore del regolamento riveduto.

Gli accordi riveduti in materia di controllo degli IED fanno parte della strategia dell'UE volta a rafforzare la sua sicurezza economica e a proteggere i settori industriali strategici da investimenti rischiosi da parte di investitori esteri.

Ultima modifica: 8 settembre 2026