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Con l'impegno unanime assunto oggi dai ministri si evidenzia la forte volontà politica di raggiungere quest'anno un accordo sul pacchetto sull'integrazione dei mercati e la vigilanza e si riconosce che, a tal fine, saranno necessari compromessi da parte degli Stati membri. Sono fiducioso che riusciremo a raggiungere un accordo che rappresenti un risultato favorevole per tutti gli Stati membri e consenta di realizzare mercati dei capitali più profondi ed efficienti a beneficio dei cittadini e delle imprese dell'UE.
Simon Harris, Tánaiste (vice primo ministro) e ministro delle Finanze dell'Irlanda
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni in merito al pacchetto sull'integrazione dei mercati e la vigilanza, un elemento fondamentale dell'Unione del risparmio e degli investimenti. L'accordo su questo pacchetto figura tra gli obiettivi della tabella di marcia "Un'Europa, un mercato".
Sulla base di una nota di indirizzo della presidenza, i ministri hanno espresso un chiaro impegno politico a definire entro ottobre una posizione negoziale del Consiglio solida e ambiziosa sul pacchetto e hanno raggiunto un accordo di massima sulle questioni politiche centrali da risolvere al fine di conseguire tale obiettivo.
Gli Stati membri hanno illustrato le loro priorità in vista dei prossimi negoziati. Il Consiglio ECOFIN ha preso atto dello scambio e la presidenza rifletterà sulle questioni sollevate, pur continuando a rispettare il calendario approvato dai ministri.
Il Consiglio ha incaricato le squadre tecniche di intensificare i lavori per contribuire a realizzare l'ambizione stabilita dai ministri delle Finanze dell'UE.
Il progetto di normativa sull'integrazione dei mercati e la vigilanza mira ad approfondire l'integrazione dei mercati dei capitali dell'UE eliminando gli ostacoli alla prestazione transfrontaliera di attività di investimento e rafforzando l'efficienza della vigilanza. Ciò dovrebbe a sua volta contribuire a stimolare la competitività dell'UE attraverso la mobilitazione del risparmio privato.
In particolare, il progetto comprende misure volte a rafforzare il ruolo dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), anche consolidandone il ruolo nella vigilanza a livello di UE sui principali operatori di mercato, quali le controparti centrali significative, i depositari centrali di titoli, le sedi di negoziazione e i prestatori di servizi per le cripto-attività, e riformandone la governance.
La presidenza irlandese ha presentato il suo programma di lavoro per il secondo semestre dell'anno nel settore dell'economia e della finanza.
In particolare, la presidenza irlandese ha annunciato che i suoi lavori saranno guidati da tre priorità generali: competitività, valori e sicurezza, in linea con l'agenda strategica dell'UE per il periodo 2024-2029.
In campo economico e finanziario, l'Irlanda porrà l'accento sul rafforzamento della competitività, della resilienza e della capacità dell'UE di far fronte a un contesto geopolitico ed economico sempre più difficile.
Le priorità della nostra presidenza riflettono le principali sfide cui l'UE è chiamata a far fronte, ma anche le opportunità che si presentano quando l'Europa agisce unita. Ho definito un programma di lavoro ambizioso per il resto dell'anno, in linea con gli obiettivi della tabella di marcia "un'Europa, un mercato". Per conseguire questi obiettivi sarà necessario che tutti gli Stati membri e ciascuna istituzione collaborino in uno spirito di duro lavoro e compromesso. Da parte nostra, l'Irlanda è pronta a fare la propria parte per portare avanti i lavori in corso a favore di un'UE sicura e competitiva, fondata sui valori europei.
Simon Harris, Tánaiste (vice primo ministro) e ministro delle Finanze dell'Irlanda
I ministri hanno deciso di avviare una procedura per i disavanzi eccessivi (PDE) relativa alla Bulgaria. Hanno inoltre adottato una raccomandazione rivolta alla Bulgaria che delinea il percorso della spesa netta e la tempistica da seguire per porre fine al disavanzo eccessivo entro il 2029.
La PDE è un meccanismo volto a garantire che gli Stati membri dell'UE ristabiliscano o mantengano la disciplina nei rispettivi bilanci pubblici. Le procedure sono avviate quando uno Stato membro presenta un disavanzo pubblico superiore al valore di riferimento del 3% del PIL, conformemente all'articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Alla base dell'odierna decisione del Consiglio di avviare una PDE vi sono le previsioni di un disavanzo pubblico della Bulgaria pari al 4,1% del PIL nel 2026, che continuerà a rimanere al di sopra del 3% del PIL nel 2027. Il ricorso della Bulgaria alla clausola di salvaguardia nazionale relativa alla spesa per la difesa a titolo del patto di stabilità e crescita non spiega del tutto il superamento della soglia del 3%.
Nella sua raccomandazione il Consiglio stabilisce che la Bulgaria dovrebbe pertanto dare seguito effettivo alla raccomandazione e presentare le misure necessarie per ridurre il disavanzo entro il 15 ottobre 2026. La Bulgaria dovrebbe inoltre assicurare che il tasso di crescita nominale cumulativo della spesa netta non superi il 4,2% nel 2026, il 7,7% nel 2027, l'11,4% nel 2028 e il 15% nel 2029.
Nel quadro del processo del semestre europeo 2026, il Consiglio ha adottato le sue raccomandazioni sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio di ciascuno Stato membro.
Quest'anno le raccomandazioni specifiche per paese (RSP) pongono un accento particolare sulla competitività, la sicurezza energetica, la sicurezza economica, la prontezza alla difesa e l'equità sociale.
In quest'ottica, gli Stati membri sono incoraggiati a portare avanti le priorità fondamentali a sostegno della competitività, a garantire la rapida attuazione dei fondi della politica di coesione e a proseguire le riforme e gli investimenti sostenuti nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza.
Altre raccomandazioni, più strettamente di bilancio, si concentrano sui percorsi degli Stati membri verso il conseguimento o il mantenimento di finanze pubbliche sane e su un'attuazione prudente delle misure connesse all'energia entro i limiti delle norme dell'UE in materia di governance economica.
Il Consiglio ha inoltre approvato conclusioni sugli esami approfonditi 2026 nell'ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici (PSM). Tale procedura mira a individuare, prevenire e affrontare la comparsa di squilibri macroeconomici potenzialmente deleteri che potrebbero incidere negativamente sulla stabilità economica di un determinato Stato membro, della zona euro o dell'UE nel suo complesso.
Il Consiglio ha approvato oggi il nuovo piano per la ripresa e la resilienza (PRR) dell'Ungheria. Il nuovo piano dovrebbe consentire l'erogazione di 10 miliardi di euro all'Ungheria, di cui circa 6,5 miliardi di euro in sovvenzioni e circa 3,5 miliardi di euro in prestiti.
L'approvazione di oggi fa seguito alla recente presentazione, da parte dell'Ungheria, del nuovo piano, dopo che i ritardi nel conseguimento dei supertraguardi avevano reso impossibile la realizzazione del precedente piano del paese a causa degli aumenti dei costi derivanti dalla volatilità dei prezzi dell'energia, degli imprevisti cambiamenti del contesto geopolitico, delle sfide inattese in materia di attuazione, dei ritardi dovuti a vincoli temporali o a pressioni legate alla programmazione, nonché di altri sviluppi.
Parallelamente i ministri hanno approvato modifiche mirate dei piani nazionali di Cipro, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Slovenia.
I PRR definiscono i programmi nazionali di riforme e investimenti nel contesto del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), il fulcro di NextGenerationEU, lo strumento temporaneo dell'UE volto ad agevolare e accelerare le transizioni verde e digitale negli Stati membri, aumentando allo stesso tempo la resilienza, la coesione e la crescita sostenibile.
Per beneficiare del dispositivo, gli Stati membri devono presentare alla Commissione piani per la ripresa e la resilienza (PRR), in cui illustrano le riforme e gli investimenti che intendono attuare entro fine agosto 2026.
Ad oggi sono stati erogati circa 429 miliardi di euro a titolo dell'RRF.
Il Consiglio ha stabilito il percorso della spesa netta massima per i Paesi Bassi, che costituisce un elemento fondamentale del suo piano strutturale di bilancio di medio termine.
Nell'ambito del quadro di governance economica dell'UE, in vigore dalla fine dell'aprile 2024, gli Stati membri devono presentare piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine che coprono quattro o cinque anni, a seconda del loro ciclo elettorale.
I piani sono una pietra angolare del nuovo quadro di governance economica dell'UE e contengono la traiettoria di bilancio degli Stati membri come pure le riforme e gli investimenti previsti.
I percorsi della spesa netta stabiliti dal Consiglio costituiscono l'indicatore operativo più importante per la sorveglianza di bilancio a livello dell'UE. Tale vincolo di bilancio inquadrerà le politiche di bilancio nazionali dei Paesi Bassi fino al 2030 e contribuirà a determinare se il paese mantiene finanze sane.
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sulla situazione attuale in relazione alle conseguenze economiche e finanziarie dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, sulla base di un aggiornamento fornito dalla Commissione. Si tratta di un punto ricorrente all'ordine del giorno del Consiglio ECOFIN.
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