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  • Consiglio “Affari esteri”

Consiglio "Affari esteri", 22 gennaio 2024

Principali risultati

Guerra di aggressione russa contro l'Ucraina

Il Consiglio "Affari esteri" ha discusso dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, a seguito di un intervento in videoconferenza del ministro degli Affari esteri ucraino Dmytro Kuleba, che ha informato i suoi omologhi dell'UE in merito agli ultimi sviluppi sul campo.

Nonostante i continui attacchi da parte della Russia, l'Ucraina sta ottenendo importanti successi militari, in particolare nel Mar Nero. Ciononostante, la Russia ha intensificato gli attacchi missilistici e con droni contro obiettivi civili in Ucraina e continua a rappresentare una minaccia per l'Europa.

La discussione del Consiglio si è pertanto concentrata sulla necessità di continuare a fornire assistenza, compreso il sostegno militare, all'Ucraina.

Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
I ministri hanno convenuto che non è il momento di ridurre il nostro sostegno all'Ucraina. Anzi, è il momento di fare di più e in tempi più rapidi. Con risorse finanziarie e attrezzature militari, addestrando soldati e [fornendo] tutto ciò di cui l'Ucraina ha bisogno per difendersi.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

In vista della riunione straordinaria del Consiglio europeo prevista per il 1º febbraio, i ministri hanno discusso di come aiutare l'Ucraina fornendo un'assistenza più consistente e prevedibile. L'alto rappresentante ha espresso l'auspicio che l'UE riesca a raggiungere un accordo su un'integrazione di 5 miliardi di EUR allo strumento europeo per la pace e sull'istituzione di un "Fondo di assistenza per l'Ucraina" per far fronte alle esigenze più pressanti dell'Ucraina.

Per quanto riguarda i beni russi bloccati, credo di poter affermare che abbiamo raggiunto un accordo politico per portare a termine i lavori sulla base della proposta che abbiamo presentato a dicembre, incentrata sulle entrate o sui proventi straordinari. Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Situazione in Medio Oriente

Il Consiglio "Affari esteri" ha tenuto una discussione sulla situazione in Medio Oriente e ha proceduto a scambi separati su questo tema con il ministro degli Affari esteri di Israele Israel Katz, i ministri degli Affari esteri dell'Arabia Saudita — Faisal bin Farhan Al Saud —, della Giordania — Ayman Safadi — e dell'Egitto — Sameh Shoukry — e il segretario generale della Lega degli Stati arabi Ahmed Aboul Gheit, nonché con il ministro degli Affari esteri dell'Autorità palestinese Riyad al-Maliki.

Durante la prima discussione con il ministro Katz, i ministri dell'UE hanno convenuto che la situazione catastrofica a Gaza — l'aumento del numero di vittime tra i civili, la fame generalizzata, la grave mancanza di forniture di aiuti umanitari e di accesso umanitario e gli ostaggi israeliani detenuti da oltre 100 giorni — è la priorità assoluta e più immediata.

Infliggere al popolo palestinese più morti, distruzioni e privazioni non servirà a sconfiggere Hamas e la sua ideologia. Non apporterà maggiore sicurezza a Israele — anzi, proprio il contrario. Ecco perché dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi con i partner internazionali per passare da uno scontro micidiale a una soluzione. Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Successivamente i ministri dell'UE hanno tenuto una colazione di lavoro con i partner regionali nell'ambito dell'iniziativa "Peace Day Effort": Arabia Saudita, Giordania, Egitto e Lega degli Stati arabi.

Hanno convenuto sulla necessità di sostenere l'UNRWA (l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente) e hanno discusso del dopoguerra a Gaza, degli sforzi congiunti per rilanciare il processo politico verso una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati e dei lavori in vista di una conferenza di pace preparatoria e di un piano di pace regionale globale.

In terzo luogo, i ministri dell'UE hanno altresì tenuto una discussione con il ministro palestinese degli Affari esteri al-Maliki, al quale hanno ribadito il forte sostegno dell'UE nei confronti del popolo palestinese e dell'Autorità palestinese.

Infine, l'alto rappresentante ha condiviso con gli Stati membri dell'UE idee per una discussione interna all'UE su un approccio globale per il riavvio del processo di pace in Medio Oriente, sulla base dei lavori svolti nel contesto dell'iniziativa "Peace Day Effort". In particolare, l'alto rappresentante ha proposto di adoperarsi per una conferenza di pace preparatoria al fine di affrontare il conflitto israelo-palestinese in modo globale in futuro.

Altri aspetti discussi dai ministri sono stati i lavori in corso sulle sanzioni nei confronti dei coloni estremisti e violenti in Cisgiordania, le attuali tensioni al confine tra Israele e Libano e nel Mar Rosso e la recente spirale di violenza che ha causato numerose vittime civili nell'intera regione e in Asia meridionale.

Azerbaigian e Armenia

Tra i temi di attualità, il Consiglio "Affari esteri" si è occupato di Azerbaigian e Armenia. Il Consiglio ha espresso solidarietà alla Francia in merito all'espulsione dei suoi diplomatici e ai recenti attacchi dei media. I ministri hanno convenuto che l'Azerbaigian deve riprendere colloqui sostanziali di pace e normalizzazione con l'Armenia.

Qualsiasi violazione dell'integrità territoriale dell'Armenia è inaccettabile e avrà gravi conseguenze sulle relazioni con l'UE.

Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha approvato conclusioni sulle priorità dell'UE nelle sedi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani nel 2024.

Fascicoli della riunione

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Ultima modifica: 5 febbraio 2025