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Il Consiglio ha avviato i preparativi per la riunione del Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre con la discussione di un progetto di ordine del giorno commentato.
Nel corso della riunione del Consiglio europeo, i leader torneranno sulla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e sulle sue conseguenze. Discuteranno anche della situazione energetica e di questioni economiche.
Per quanto riguarda le relazioni esterne, il Consiglio europeo affronterà le relazioni UE-Asia, preparerà il vertice UE-ASEAN e terrà una discussione strategica sulla Cina. Farà inoltre il punto sui preparativi in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Sharm El-Sheikh (COP 27) e della 15ª Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica a Montreal.
Nel quadro del dialogo annuale sullo Stato di diritto, i ministri hanno tenuto una discussione orizzontale sulle principali tendenze nel settore dello Stato di diritto nell'UE.
Il dibattito si è articolato intorno a quattro pilastri: i sistemi giudiziari, il quadro anticorruzione, il pluralismo dei media e altre questioni istituzionali connesse al sistema di bilanciamento dei poteri. Si è basato inoltre sulla relazione della Commissione sullo Stato di diritto, pubblicata il 13 luglio 2022, che per la prima volta contiene raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri.
L'obiettivo del dialogo del Consiglio sullo Stato di diritto è avere un dibattito aperto e costruttivo sulla situazione dello Stato di diritto in tutta l'UE, nel pieno rispetto dei principi di obiettività, non discriminazione e parità di trattamento di tutti gli Stati membri.
Gli aspetti specifici per paese saranno discussi nella sessione del Consiglio "Affari generali" di novembre. L'accento sarà posto sui seguenti cinque Stati membri: Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Svezia.
Ritengo che gli scambi condotti in questo formato ci consentano di tenere un vero dibattito politico, in un'atmosfera positiva e costruttiva. Il dialogo del Consiglio agevola la condivisione non solo di buone prassi, ma anche di osservazioni critiche: entrambi gli elementi dovrebbero orientare le nostre azioni negli aspetti più delicati dello Stato di diritto.
Mikuláš Bek, ministro ceco degli Affari europei
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sul seguito della Conferenza sul futuro dell'Europa.
La discussione si è incentrata sul possibile utilizzo di clausole passerella, previsto dai trattati per passare dal voto all'unanimità a quello a maggioranza qualificata in seno al Consiglio, e su iniziative connesse alla Conferenza evidenziate nel discorso sullo stato dell'Unione e nella relativa "lettera di intenti" della Commissione, che delinea le iniziative chiave in programma per il 2023. I ministri sono stati inoltre informati in merito alle misure, proposte dalla Conferenza, rispetto alle quali il Consiglio potrebbe agire da solo.
Nel corso del dibattito sul seguito della Conferenza, i ministri hanno ritenuto che in questa fase sia opportuno dare priorità al seguito della grande maggioranza delle proposte e iniziative della Conferenza (il 95% circa) che possono essere realizzate ricorrendo a tutte le possibilità offerte dall'attuale quadro del trattato.
È stata data voce a varie opinioni sulla questione dell'estensione del voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio mediante il ricorso a clausole passerella. La maggior parte dei ministri si è dichiarata disponibile a prendere in considerazione, caso per caso, l'uso di clausole passerella in determinati settori. Diversi ministri hanno sottolineato la necessità di un'ulteriore valutazione, prima di poter formulare una posizione dettagliata sulla questione o prendere una decisione in merito.
I ministri hanno accolto con favore l'intenzione della Commissione di proporre una serie di iniziative legislative che diano seguito alla Conferenza, in linea con l'impegno assunto dalle tre istituzioni dell'UE al momento dell'avvio dell'esercizio.
La presidenza ha informato inoltre i ministri in merito ai preparativi per l'evento di feedback per i cittadini, previsto per il 2 dicembre.
La Conferenza ha l'obiettivo di coinvolgere i cittadini in un dibattito sul nostro futuro comune e su ciò a cui tengono di più. È giunto il momento che le istituzioni dell'UE dimostrino di aver ascoltato le preoccupazioni espresse dai cittadini. Il Consiglio è fermamente determinato a fare la sua parte in questo processo.
Mikuláš Bek, ministro ceco degli Affari europei
I ministri hanno valutato lo stato dei lavori per quanto riguarda le relazioni UE-Regno Unito, concentrando la propria attenzione sull'attuazione dell'accordo di recesso, in particolare del protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord.
Il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič ha aggiornato i ministri in merito agli ultimi sviluppi, in seguito alla decisione del governo del Regno Unito di presentare, nel giugno 2022, una normativa tesa a disapplicare elementi fondamentali del protocollo e alla sua risposta del 15 settembre 2022 alle procedure di infrazione in corso.
I ministri hanno confermato il loro sostegno all'approccio della Commissione europea. Hanno ribadito, in particolare, la disponibilità dell'UE a discutere in modo costruttivo una soluzione negoziata nell'ambito del protocollo alle difficoltà pratiche della sua attuazione sul campo.
Nel quadro dell'esercizio di programmazione legislativa annuale, la Commissione ha presentato al Consiglio la relazione di previsione strategica 2022 e la propria "lettera d'intenti" relativamente alla preparazione del programma di lavoro della Commissione. I ministri hanno illustrato le loro opinioni in merito alle principali priorità per il prossimo anno e alle iniziative che ritengono maggiormente necessarie.
La presidenza ceca ha presentato ai ministri le sue priorità generali per la durata del suo mandato, come anche le priorità che rientrano nelle competenze del Consiglio "Affari generali".
Stanziati 5 miliardi di EUR per l'assistenza all'Ucraina
Oggi il Consiglio ha adottato formalmente la decisione di concedere con urgenza all'Ucraina 5 miliardi di EUR di assistenza macrofinanziaria supplementare. Questa assistenza finanziaria integra altre forme di sostegno dell'UE all'Ucraina nei settori umanitario, dello sviluppo, doganale e della difesa.
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