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Sanzioni dell'UE nei confronti della Russia: domande e risposte

Scopri tutte le risposte alle tue domande sulle sanzioni adottate dall'Unione europea in risposta alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina.

Quali sanzioni ha adottato finora l'UE?

Dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio 2022, l'UE ha imposto sanzioni massicce e senza precedenti nei confronti della Russia.

Tali misure si aggiungono alle sanzioni in vigore già imposte alla Russia a partire dal 2014, a seguito dell'annessione della Crimea e della mancata attuazione degli accordi di Minsk.

Comprendono sanzioni economiche, sanzioni individuali, misure diplomatiche e misure in materia di visti.

Le misure sono concepite per conseguire l'obiettivo strategico dell'UE di porre fine alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina massimizzando la pressione sulla Russia e ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili per ridurre la sua capacità di portare avanti la guerra di aggressione illegale.

Le sanzioni dell'UE sono attentamente mirate e concepite per essere proporzionate e di carattere temporaneo. Ciò significa che sono riesaminate periodicamente e che l'UE può calibrarle, allentarle o porvi fine se si raggiungono gli obiettivi dell'UE oppure se si compiono passi significativi verso il loro conseguimento.

L'UE ha adottato inoltre sanzioni nei confronti di Bielorussia, Iran e Corea del Nord in risposta al loro sostegno alla Russia nell'aggressione militare nei confronti dell'Ucraina.

Inoltre l'UE ha imposto sanzioni nei confronti di persone ed entità alla luce delle minacce ibride della Russia e del costante deterioramento della situazione dei diritti umani nel paese, in particolar modo per la morte di Alexei Navalny.

Chi sono i destinatari delle sanzioni?

Le misure restrittive dell'UE relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina si applicano a oltre 2 700 persone ed entità. Nell'elenco delle persone oggetto di sanzioni figurano:

  • il presidente della Russia Vladimir Putin
  • il ministro degli Affari esteri della Russia Sergey Lavrov
  • l'ex presidente dell'Ucraina Viktor Yanukovych
  • Roman Abramovich
  • membri della Duma di Stato russa (la camera bassa del parlamento)
  • membri del Consiglio di sicurezza nazionale
  • membri del Consiglio federale della Federazione russa
  • ministri, governatori e personalità politiche locali come il sindaco di Mosca
  • alti funzionari e militari
  • comandanti del gruppo Wagner
  • imprenditori di spicco e oligarchi
  • propagandisti pro-Cremlino e anti-ucraini

L'elenco comprende anche persone responsabili dei seguenti atti o in essi coinvolte:

  • i cosiddetti "referendum" del 2022 e le cosiddette "elezioni" del 2023 nei territori ucraini
  • atrocità commesse a Bucha e a Mariupol
  • attacchi missilistici contro civili e infrastrutture critiche
  • deportazione e adozione forzata di minori ucraini
  • rieducazione militare di minori ucraini
  • reclutamento di mercenari siriani per combattere in Ucraina
  • produzione e fornitura di droni
  • elusione delle sanzioni
  • attività della flotta ombra della Russia
  • saccheggio del patrimonio culturale dell'Ucraina

Sono inserite nell'elenco anche persone provenienti dall'Iran, dalla Bielorussia e dalla Repubblica popolare democratica di Corea.

Nell'elenco delle entità oggetto di sanzioni figurano:

  • partiti politici
  • forze armate e gruppi paramilitari, compreso il gruppo Wagner
  • banche e istituti finanziari
  • organizzazioni dei media responsabili di propaganda e disinformazione
  • società nel settore della difesa coinvolte nella produzione di droni
  • società nei settori dei trasporti e dell'energia
  • società nei settori dell'aviazione, della cantieristica navale e della costruzione di macchinari
  • società nei settori dell'informatica, delle telecomunicazioni e delle assicurazioni
  • società coinvolte nell'elusione delle sanzioni
  • società connesse alla flotta ombra della Russia
  • PJSC Alrosa, la più grande società di estrazione di diamanti al mondo
  • il movimento Fronte popolare panrusso
  • organizzazioni responsabili dell'assimilazione forzata di minori ucraini

Anche società di paesi terzi sono oggetto di sanzioni in considerazione del loro sostegno alla guerra della Russia.

Le sanzioni nei confronti di persone consistono in divieti di viaggio e congelamento dei beni. Le sanzioni nei confronti di entità consistono nel congelamento dei beni.

I divieti di viaggio impediscono alle persone inserite in elenco di entrare o transitare nel territorio dell'UE per via terrestre, aerea o marittima. Il congelamento dei beni significa che tutti i conti appartenenti alle persone ed entità inserite in elenco nelle banche dell'UE sono congelati. È altresì vietato mettere a loro disposizione, direttamente o indirettamente, fondi o attività.

Vladimir Putin e Sergey Lavrov
Vladimir Putin e Sergey Lavrov figurano nell'elenco delle persone sanzionate dall'UE - © AFP

Come vengono limitati gli scambi commerciali dell'UE con la Russia?

Nel quadro delle sanzioni economiche, l'UE ha imposto alla Russia una serie di restrizioni all'importazione e all'esportazione. Ciò significa che le entità europee non possono vendere determinati prodotti alla Russia (restrizioni all'esportazione) e che le entità russe non sono autorizzate a vendere determinati prodotti all'UE (restrizioni all'importazione).

L'elenco dei prodotti vietati è concepito per massimizzare l'impatto negativo delle sanzioni sull'economia russa, limitando nel contempo le conseguenze per le imprese e i cittadini dell'UE. Le restrizioni all'esportazione e all'importazione escludono i prodotti destinati principalmente al consumo e i prodotti dei settori sanitario, farmaceutico, alimentare e agricolo, al fine di non danneggiare la popolazione russa.

Secondo la Commissione europea, dal febbraio 2022 l'UE ha vietato esportazioni di beni e tecnologie in Russia per un valore di oltre 48 miliardi di euro e importazioni di beni dalla Russia per un valore di 91,2 miliardi di euro. Ciò significa che al momento sono oggetto di embargo il 54% delle esportazioni e il 58% delle importazioni, rispetto ai volumi del 2021.

I divieti sono attuati dalle autorità doganali dell'UE.

In collaborazione con altri partner che condividono gli stessi principi, l'UE ha adottato una dichiarazione in cui si riserva il diritto di smettere di considerare la Russia una nazione più favorita nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). L'UE ha deciso di agire in tal senso non mediante un aumento dei dazi doganali sulle importazioni, ma attraverso una serie di misure restrittive che comprendono il divieto di importare o esportare determinate merci. L'UE e i suoi partner hanno inoltre sospeso tutti i lavori relativi all'adesione della Bielorussia all'OMC.

Dal dicembre 2023 è in vigore un divieto relativo ai diamanti russi che rientra nell'iniziativa del G7 volta a sviluppare un analogo divieto coordinato sul piano internazionale nell'intento di privare la Russia di questa importante fonte di entrate.

Inoltre, il Consiglio ha introdotto un elenco di entità che sostengono direttamente il complesso militare e industriale russo, cui sono imposte restrizioni più rigorose sulle esportazioni di beni e tecnologie a duplice uso.

Quali merci non possono essere esportate dall'UE verso la Russia?

Nell'elenco dei prodotti oggetto di embargo figurano:

  • tecnologie d'avanguardia (ad esempio computer quantistici e semiconduttori avanzati, componenti elettronici e software)
  • beni e tecnologie specifici necessari per la raffinazione del petrolio
  • attrezzature, tecnologie e servizi per l'industria dell'energia
  • beni e tecnologie per i settori aeronautico e spaziale (ad esempio aeromobili, motori aeronautici, pezzi di ricambio o tutti i tipi di equipaggiamento per aerei ed elicotteri, carboturbo)
  • prodotti per la navigazione marittima e tecnologie di radiocomunicazione
  • una serie di beni a duplice uso (beni che potrebbero essere utilizzati per scopi sia civili che militari), quali droni e software per droni o dispositivi di cifratura
  • beni di lusso (ad esempio automobili, orologi e gioielli di lusso)
  • armi e materiale connesso di qualsiasi tipo, comprese le armi da fuoco ad uso civile e loro parti
  • prodotti chimici, generatori e termostati
  • componenti informatici, elettronici e ottici
  • apparecchi fotografici, obiettivi, droni giocattolo, laptop e dischi rigidi
  • altri beni che potrebbero rafforzare le capacità industriali della Russia

Quali merci non possono essere importate dalla Russia verso l'UE?

Nell'elenco dei prodotti oggetto di embargo figurano:

  • petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati
  • gas naturale liquefatto (GNL) e gas di petrolio liquefatto (GPL)
  • carbone e altri combustibili fossili solidi
  • acciaio, ferro, ghisa, alluminio e altri metalli
  • fili, tubi e fogli di rame e di alluminio
  • cemento, bitume e asfalto
  • legno, carta, gomma sintetica e materie plastiche
  • elio e altre sostanze chimiche
  • prodotti ittici, acquaviti, sigarette e cosmetici
  • diamanti e oro, compresi articoli di gioielleria
  • altre merci che contribuiscono al rafforzamento delle capacità della Russia

Per quanto riguarda i diamanti, il divieto si applica a:

  • diamanti di origine russa
  • diamanti esportati dalla Russia
  • diamanti che transitano in Russia
  • diamanti russi trasformati in paesi terzi

In cosa consiste in pratica il divieto sulle importazioni di petrolio?

Nel giugno 2022 il Consiglio ha adottato un sesto pacchetto di sanzioni che, tra l'altro, vieta l'acquisto, l'importazione e il trasferimento di petrolio greggio e di taluni prodotti petroliferi trasportati per via marittima dalla Russia all'UE. Le restrizioni si applicano a partire dal 5 dicembre 2022 per il petrolio greggio e dal 5 febbraio 2023 per altri prodotti petroliferi raffinati.

È prevista un'eccezione temporanea per le importazioni di petrolio greggio fornito mediante oleodotto negli Stati membri dell'UE che, data la loro situazione geografica, soffrono di una dipendenza specifica dagli approvvigionamenti russi e non dispongono di opzioni alternative praticabili. L'eccezione relativa agli oleodotti ha cessato di applicarsi alla Polonia e alla Germania il 23 giugno 2023 e alla Cechia il 1º luglio 2025.

Inoltre, la Croazia beneficia di una deroga temporanea per quanto riguarda l'importazione di gasolio sotto vuoto russo.

L'impatto del divieto sulle importazioni di petrolio è significativo, tenuto conto che circa la metà delle esportazioni totali di petrolio della Russia è destinata all'UE.

Il divieto riguarda il 90% delle importazioni di petrolio russo nell'UE. La perdita di questo mercato lucrativo di primo piano ha un notevole impatto strutturale sulla Russia, il cui bilancio dipende in larga misura dalle entrate petrolifere.

Una raffineria di petrolio con fuoco che fuoriesce da una tubazione. Sullo sfondo, un cielo blu con qualche nuvola.
Le restrizioni dell'UE riguardano quasi il 90% delle importazioni di petrolio russo in Europa - © AFP

Come funziona il tetto sui prezzi del petrolio?

L'UE ha introdotto un'esenzione dal divieto di trasporto via mare verso paesi terzi di petrolio e prodotti petroliferi russi e dal divieto di fornire i relativi servizi, quando tali beni sono acquistati a un prezzo pari o inferiore al tetto fissato.

Il tetto sui prezzi si applica al petrolio greggio e agli oli greggi di petrolio o di minerali bituminosi originari della Russia o esportati dalla Russia e trasportati per via marittima. L'attuale tetto è fissato come segue:

  • 47,6 dollari USA al barile per il petrolio greggio
  • 45 dollari USA al barile per i prodotti petroliferi negoziati sotto la pari
  • 100 dollari USA al barile per i prodotti petroliferi negoziati sopra la pari

L'UE ha stabilito il tetto sui prezzi in stretta cooperazione con la coalizione per il tetto sui prezzi. Il tetto sui prezzi si applica a partire dal 5 dicembre 2022 per il petrolio greggio e dal 5 febbraio 2023 per i prodotti petroliferi. Il valore iniziale del tetto sui prezzi del petrolio greggio era di 60 dollari USA al barile, ma nel luglio 2025 l'UE ha deciso di abbassarlo a 47,6 dollari USA al barile.

Il valore corrente può essere modificato in futuro per tenere conto degli sviluppi del mercato e di cambiamenti tecnici.

Tale decisione limita i picchi di prezzo determinati da condizioni di mercato straordinarie e riduce drasticamente gli introiti che la Russia ottiene dal petrolio da quando ha scatenato la sua guerra illegale di aggressione nei confronti dell'Ucraina. Serve inoltre a stabilizzare i prezzi dell'energia a livello mondiale attenuando al tempo stesso le conseguenze negative in termini di approvvigionamento energetico dei paesi terzi.

Da quando l'UE ha introdotto il tetto sui prezzi del petrolio e altre sanzioni connesse all'energia, i proventi della Russia derivanti dal petrolio e dal gas sono diminuiti quasi dell'80% rispetto a prima della guerra.

Quali servizi dell'UE a favore della Russia sono vietati?

Per colpire l'economia russa, che dipende fortemente dall'importazione di servizi da imprese europee, l'UE ha vietato la fornitura di determinati servizi rilevanti per le imprese al governo russo o a qualsiasi persona giuridica, quali società e altri enti o organismi, con sede in Russia.

Il divieto riguarda i seguenti servizi a favore della Russia o di cittadini russi:

  • servizi di portafoglio, conto o custodia per le cripto-attività
  • servizi contabili, di auditing e di consulenza in materia fiscale
  • servizi di costruzione, architettura e ingegneria
  • cibersicurezza, consulenza informatica e giuridica
  • pubblicità, studi di mercato e sondaggi di opinione
  • assistenza tecnica, intermediazione o assistenza finanziaria (in relazione al trasporto marittimo di petrolio russo)
  • diritti di proprietà intellettuale e segreti commerciali (relativi a beni e tecnologie oggetto di altre sanzioni)
  • software gestionale per le imprese
  • software di progettazione e fabbricazione industriali
  • software per determinati usi nel settore bancario e finanziario
  • manutenzione di navi per il trasporto di GNL e rompighiaccio russe

Inoltre, dall'ottobre 2025 è obbligatorio richiedere un'autorizzazione preventiva per tutti i servizi forniti al governo russo.

Secondo la Commissione europea, il valore totale delle restrizioni all'esportazione di servizi alle imprese è pari a 3,28 miliardi di euro (il 16% delle esportazioni dell'UE verso la Russia prima dell'invasione).

Quali sono le sanzioni per i trasporti?

Trasporto su strada

L'UE ha vietato agli operatori del trasporto su strada, ai rimorchi e ai semirimorchi russi e bielorussi di trasportare merci nell'UE, anche in transito.

Tale divieto mira a limitare la capacità dell'industria russa di acquisire beni chiave e a perturbare il commercio stradale da e verso la Russia. Tuttavia, i paesi dell'UE possono concedere deroghe per:

  • il trasporto di prodotti energetici, farmaceutici, medici, agricoli e alimentari
  • finalità di aiuto umanitario
  • trasporti connessi al funzionamento delle rappresentanze diplomatiche e consolari dell'UE e dei suoi Stati membri in Russia, o delle organizzazioni internazionali in Russia che godono di immunità in virtù del diritto internazionale
  • il trasferimento o l'esportazione in Russia di beni culturali in prestito nel contesto della cooperazione culturale ufficiale con la Russia
  • automobili che dispongono di una targa di immatricolazione di un veicolo diplomatico e che entrano nell'UE o sono utilizzate per scopi umanitari
  • automobili di cittadini dell'UE residenti in Russia che viaggiano verso l'UE

Il divieto non riguarda i servizi postali e le merci in transito tra la regione di Kaliningrad e la Russia.

Aviazione

L'UE ha vietato ai vettori russi di ogni tipo di accedere ai suoi aeroporti e di sorvolare il suo spazio aereo. Di conseguenza, gli aerei immatricolati in Russia o altrove e presi a noleggio o in leasing da un cittadino o un'entità russa non possono atterrare in nessun aeroporto dell'UE e non possono sorvolare i paesi dell'UE. Sono inclusi nel divieto gli aerei privati, ad esempio i jet d'affari privati.

Inoltre, l'UE ha vietato l'esportazione verso la Russia di beni e tecnologie nei settori aeronautico e spaziale. Di conseguenza, le compagnie aeree russe non possono acquistare aeromobili, pezzi di ricambio o equipaggiamenti per la loro flotta e non possono effettuare le necessarie riparazioni o ispezioni tecniche.

Sono vietati anche i servizi assicurativi, i servizi di manutenzione e l'assistenza tecnica connessi a tali beni e tecnologie.

Poiché l'attuale flotta aerea commerciale russa è stata costruita per tre quarti nell'UE, negli USA o in Canada, con il tempo il divieto comporterà probabilmente il fermo operativo di una parte significativa della flotta russa dell'aviazione civile, anche per i voli nazionali.

Un aereo Aeroflot atterra in un aeroporto.
A tutti gli aeromobili russi è fatto divieto di sorvolare lo spazio aereo dell'UE - © AFP

Trasporti marittimi

L'UE ha chiuso i suoi porti all'intera flotta mercantile russa di oltre 2 800 navi. La misura non riguarda tuttavia le navi che trasportano energia, prodotti farmaceutici, medici, agricoli e alimentari, aiuti umanitari, carbone, combustibile nucleare e altri beni necessari al funzionamento delle capacità nucleari a uso civile.

La misura non riguarda neppure le navi che necessitano di assistenza alla ricerca di riparo o le navi che fanno uno scalo di emergenza in un porto per motivi di sicurezza marittima o per salvare vite in mare.

Il divieto si applica anche alle navi:

  • che cercano di eludere le sanzioni cambiando la bandiera russa o l'immatricolazione russa con quella di un altro Stato
  • che fanno parte della flotta ombra russa
  • che sono responsabili del trasporto di attrezzature militari per la Russia o di cereali ucraini sottratti illegalmente
  • che effettuano trasbordi da nave a nave e sospettate di violare le sanzioni
  • che sono sospettate di manomettere o disabilitare illecitamente il sistema di identificazione automatica di bordo durante il trasporto di petrolio russo

Le autorità portuali possono individuare un tentativo di cambiare bandiera o modificare l'immatricolazione controllando il numero IMO di una nave (il numero di identificazione unico assegnato per conto dell'Organizzazione marittima internazionale).

L'UE ha vietato il trasporto marittimo di petrolio greggio russo (dal 5 dicembre 2022) e di prodotti petroliferi russi (dal 5 febbraio 2023) verso paesi terzi. Ha inoltre vietato la connessa fornitura di assistenza tecnica, servizi di intermediazione e assistenza finanziaria.

Il divieto non si applica se il petrolio greggio o i prodotti petroliferi sono acquistati a un prezzo pari o inferiore al tetto sui prezzi del petrolio.

Le operazioni con le banche russe sono vietate?

Dall'inizio della guerra della Russia contro l'Ucraina è in vigore un divieto totale di effettuare operazioni con la Banca centrale russa, la Banca di sviluppo regionale russa e la Banca centrale della Bielorussia.

Tra il 2022 e il 2025 l'UE ha imposto inoltre un blocco dell'accesso a SWIFT per varie altre banche russe e bielorusse. SWIFT è un servizio di messaggistica che facilita sostanzialmente lo scambio di informazioni tra banche e altri istituti finanziari. Le banche interessate da tale blocco non possono ottenere valuta straniera o trasferire attività all'estero.

Nel luglio 2025 l'UE ha deciso di trasformare il blocco dell'accesso a SWIFT esistente in un divieto totale di effettuare operazioni. Ciò significa che nessun operatore dell'UE può effettuare, direttamente o indirettamente, alcuna operazione con le banche inserite in elenco. Successivamente l'UE ha esteso il divieto di effettuare operazioni agli operatori finanziari di paesi terzi (compresi i prestatori di servizi per le cripto-attività) che favoriscono l'elusione delle sanzioni, sostengono la guerra della Russia o sono connessi al sistema di messaggistica finanziaria russo.

Questo divieto si applica attualmente a 70 banche russe, quattro banche bielorusse e cinque banche/operatori finanziari di altri paesi terzi.

Sistema di trasmissione dei messaggi finanziari

Dal giugno 2024 l'UE ha vietato l'uso del "sistema di trasmissione dei messaggi finanziari (SPFS)", un servizio di messaggistica finanziaria specializzato sviluppato dalla Banca centrale di Russia al fine di neutralizzare l'impatto delle sanzioni dell'UE in vigore.

Ciò significa che alle entità dell'UE che operano al di fuori della Russia è fatto divieto di collegarsi all'SPFS o a servizi di messaggistica finanziaria specializzati equivalenti. Inoltre, l'UE ha introdotto un divieto relativo agli enti creditizi o finanziari stabiliti al di fuori della Russia che utilizzano l'SPFS.

Come vengono utilizzati i beni russi bloccati?

Nel febbraio 2022, nell'ambito del suo terzo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia, l'Unione europea ha vietato tutte le operazioni relative alla gestione delle riserve e delle attività della Banca centrale di Russia.

Di conseguenza, le attività e le riserve della Banca centrale di Russia detenute dalle banche centrali e dagli istituti finanziari nell'UE sono state bloccate.

Il 21 maggio 2024 il Consiglio ha adattato il quadro giuridico per garantire la possibilità che le entrate straordinarie generate dai beni russi della Banca centrale di Russia bloccati siano utilizzate a sostegno dell'Ucraina, del suo processo di ripresa e ricostruzione, nonché dell'autotutela contro l'aggressione russa.

A causa del blocco delle attività e delle riserve della Banca centrale di Russia, disponibilità liquide straordinarie si accumulano nei bilanci dei depositari centrali di titoli (CSD), generando entrate straordinarie. In base alle norme applicabili, tali entrate non devono essere messe a disposizione della Banca centrale di Russia, anche dopo l'interruzione del blocco.

Le norme dell'UE prevedono che solo i depositari centrali di titoli che detengono attività e riserve della Banca centrale di Russia per un valore totale superiore a 1 milione di euro siano soggetti all'obbligo di accantonare gli importi.

Il 26 luglio 2024 l'UE ha ricevuto il primo pagamento pari a 1,5 miliardi di euro, che è stato destinato alla fornitura di sostegno militare alle forze armate ucraine attraverso lo strumento europeo per la pace (90%) e lo strumento per l'Ucraina (10%). Il secondo pagamento pari a 2,1 miliardi di euro è stato messo a disposizione nell'aprile 2025.

Le norme dell'UE adottate il 25 ottobre 2024 prevedono che il 95% delle entrate straordinarie derivanti dai beni bloccati della Banca centrale di Russia sia destinato al bilancio dell'UE e convogliato attraverso il meccanismo di cooperazione per i prestiti all'Ucraina, uno strumento istituito dall'UE per aiutare l'Ucraina a rimborsare i prestiti UE-G7, che ammontano a circa 45 miliardi di euro. Il 5% rimanente sarà assegnato allo strumento europeo per la pace.

Il 12 dicembre 2025 il Consiglio ha deciso di vietare, su base temporanea, qualsiasi trasferimento alla Russia di beni della Banca centrale di Russia bloccati nell'UE.

Perché l'UE ha messo al bando alcuni organi di informazione?

Da tempo la Federazione russa attua una sistematica campagna internazionale di disinformazione, manipolazione delle informazioni e distorsione dei fatti, nell'intento di rafforzare la sua strategia di destabilizzazione sia dei paesi limitrofi, che dell'UE e dei suoi Stati membri.

Per contrastare tale azione, l'UE ha sospeso le trasmissioni e le licenze di 27 organi di disinformazione sostenuti dal Cremlino:

  • EADaily/Eurasia Daily
  • Fondsk
  • Izvestia
  • Katehon
  • Krasnaya Zvezda/Tvzvezda
  • Lenta
  • New Eastern Outlook
  • NewsFront
  • NTV/NTV Mir
  • Oriental Review
  • Pervyi Kanal
  • REN TV
  • RIA Novosti
  • RuBaltic
  • Russia Today e controllate
  • Rossiya RTR/RTR Planeta
  • Rossiya 24/Russia 24
  • Rossiya 1
  • Rossiyskaya Gazeta
  • SouthFront
  • Spas TV Channel
  • Sputnik e controllate
  • Strategic Culture Foundation
  • Tsargrad TV Channel
  • TV Centre International
  • Voice of Europe

La Russia utilizza tutti questi organi di informazione per diffondere intenzionalmente propaganda e condurre campagne di disinformazione, anche in merito alla sua aggressione militare nei confronti dell'Ucraina.

Tali restrizioni riguardano tutti i mezzi di trasmissione e distribuzione negli Stati membri dell'UE o ad essi rivolti, compresi il cavo, il satellite, la televisione via Internet (IPTV), le piattaforme, i siti web e le app.

In linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, queste misure non impediranno a tali organi di informazione e al loro personale di svolgere nell'UE altre attività che non riguardano la radiodiffusione, come la ricerca e le interviste.

L'UE ha imposto sanzioni anche alle organizzazioni dei media e alle persone responsabili di propaganda e disinformazione.

Un giornalista televisivo presenta le notizie. Il logo di Russia Today è proiettato sullo schermo dietro di lui.
Le trasmissioni nell'UE di molti organi di informazione controllati dalla Russia sono state sospese - © AFP

Cosa fa l'UE per contrastare l'elusione delle sanzioni?

Di fronte alla portata delle sanzioni dell'UE, i soggetti russi sanzionati hanno sviluppato varie tecniche di elusione, come l'utilizzo di sistemi finanziari complessi, la falsificazione della natura o dell'origine dei prodotti commercializzati oppure il ricorso alle giurisdizioni di paesi terzi.

L'UE ha adottato varie misure per contrastare l'elusione, come:

  • sanzioni nei confronti delle persone e delle entità coinvolte nell'elusione
  • un divieto di accesso ai porti dell'UE e restrizioni alla fornitura di un'ampia gamma di servizi marittimi per le navi di paesi terzi sospettate di violare le sanzioni dell'UE, compresa l'elusione del tetto sui prezzi del petrolio (flotta ombra russa)
  • restrizioni all'esportazione di beni a duplice uso e tecnologie avanzate per centinaia di entità, tra cui molte situate al di fuori della Russia e che sostengono direttamente la guerra della Russia
  • un divieto di transito di prodotti e tecnologie a duplice uso e prodotti destinati all'utilizzo sul campo di battaglia esportati dall'UE verso paesi terzi attraverso il territorio della Russia
  • l'obbligo per le società madri dell'UE di garantire che le loro filiali in paesi terzi non partecipino ad alcuna attività che porti a risultati che le sanzioni vogliono evitare
  • l'obbligo per gli operatori dell'UE di mettere in atto meccanismi di dovuta diligenza per la vendita a paesi terzi di prodotti destinati all'utilizzo sul campo di battaglia
  • l'estensione del divieto di effettuare operazioni agli operatori di paesi terzi con sede al di fuori della Russia che agevolano l'elusione delle restrizioni connesse al petrolio

Allo scopo di limitare l'elusione del divieto di fornire servizi di portafoglio, conti o custodia di cripto-attività a cittadini russi e a persone fisiche residenti in Russia, l'UE ha vietato ai cittadini russi o alle persone fisiche residenti in Russia di avere la proprietà o il controllo di persone giuridiche, entità o organismi che forniscano tali servizi ovvero di ricoprirvi cariche negli organi direttivi. L'UE ha inoltre adottato sanzioni nei confronti dei prestatori di cripto-attività.

In aggiunta, sono ora necessarie notifiche per i trasferimenti di fondi di importo superiore a 100 000 euro al di fuori dell'UE da parte delle entità stabilite nell'UE di cui la Russia abbia la proprietà o il controllo.

Nel dicembre 2022 la Commissione europea ha nominato David O'Sullivan inviato speciale per l'attuazione delle sanzioni dell'UE. Compito dell'inviato speciale è assicurare contatti e discussioni continui e ad alto livello con i paesi terzi per evitare l'aggiramento o addirittura l'elusione delle sanzioni nei confronti della Russia e garantire che i prodotti sensibili, di origine europea, destinati all'utilizzo sul campo di battaglia non riescano a pervenire alla Russia.

Cos'è la clausola di esclusione della Russia?

La clausola di esclusione della Russia è un obbligo contrattuale che impone agli esportatori dell'UE di beni sensibili (quali tecnologie avanzate, parti per l'aeronautica, armi e prodotti a duplice uso) di vietare ai loro acquirenti in paesi terzi di riesportare tali beni in Russia o per un uso in Russia.

Introdotta nell'ambito delle misure antielusione, la clausola di esclusione della Russia impone ai venditori di includere clausole che prevedono sanzioni in caso di violazione e meccanismi di monitoraggio, al fine di impedire che determinati prodotti che alimentano la guerra russa raggiungano indirettamente la Russia.

In che modo l'UE contrasta la flotta ombra russa?

La flotta ombra russa è una vasta rete clandestina di vecchie petroliere che trasportano petrolio greggio russo o prodotti fabbricati a partire da petrolio greggio russo, eludendo le sanzioni e il tetto sui prezzi del petrolio. Le loro attività consentono alla Russia di continuare a generare entrate essenziali per la sua economia di guerra.

L'identità, l'origine e il carico di queste navi sono occultati utilizzando tattiche elusive quali lo spegnimento dei sistemi di localizzazione, l'uso di bandiere "false" e altri assetti proprietari complessi. Oltre a eludere il tetto sui prezzi del petrolio, la flotta ombra russa può trasportare anche altri prodotti, come attrezzature militari oggetto di sanzioni o cereali ucraini sottratti illegalmente.

Le prime misure per affrontare i rischi di elusione posti dalla flotta ombra di Putin sono state adottate dal Consiglio con l'11º e il 12º pacchetto di sanzioni.

Nel suo 14º pacchetto di sanzioni, adottato nel giugno 2024, l'UE ha imposto un divieto di accesso ai porti dell'UE e un divieto di prestazione di servizi connessi al trasporto marittimo per le navi che fanno parte della flotta ombra russa. Al 23 ottobre 2025 l'UE ha inserito oltre 630 navi in tale elenco.

Inoltre, l'UE ha introdotto il divieto di effettuare operazioni con porti, chiuse e aeroporti russi utilizzati per eludere il tetto sui prezzi del petrolio o altre sanzioni UE e ha imposto sanzioni (congelamento dei beni e divieti di viaggio) nei confronti di entità e persone responsabili di operazioni della flotta ombra russa o coinvolte in tali operazioni.

L'inviato speciale per l'attuazione delle sanzioni dell'UE, nominato nel dicembre 2022, svolge attività di sensibilizzazione con gli Stati terzi di bandiera, esortandoli ad applicare le sanzioni e a impedire alle petroliere figuranti nell'elenco di navigare sotto la loro bandiera per eludere le sanzioni dell'UE.

La flotta ombra comporta gravi rischi, tra cui potenziali danni ambientali, rischi per la sicurezza e la protezione marittime, l'integrità del commercio marittimo internazionale, le infrastrutture sottomarine critiche e il rispetto delle norme e delle regole marittime internazionali. Il Consiglio ha adottato una dichiarazione in merito nel dicembre 2025.

Le sanzioni dell'UE incidono sul commercio mondiale di prodotti alimentari e agricoli?

No, le sanzioni dell'UE nei confronti della Russia non hanno mai interessato il commercio internazionale di prodotti alimentari e agricoli. Non riguardano né limitano le esportazioni di prodotti agricoli o alimentari tra la Russia e il resto del mondo e riguardano solo gli scambi bilaterali tra l'UE e la Russia.

La Russia è l'unica responsabile delle perturbazioni della sicurezza alimentare mondiale. Prima dell'aggressione russa, il 90% delle esportazioni agricole dell'Ucraina verso il mondo passava attraverso i porti ucraini del Mar Nero, ma, una volta cominciata la guerra, la Russia ha imposto un blocco delle esportazioni ucraine.

La sicurezza alimentare e l'accessibilità economica dei prodotti alimentari sono una priorità fondamentale per l'UE e i suoi Stati membri. L'UE ha costantemente sostenuto gli sforzi volti a rafforzare la sicurezza alimentare mondiale, ad esempio attraverso i corridoi di solidarietà UE-Ucraina e l'iniziativa dell'ONU sui cereali del Mar Nero.

Nel luglio 2023 la Russia ha deciso unilateralmente di interrompere l'attuazione dell'iniziativa sui cereali del Mar Nero, istituita nel luglio 2022.

L'UE coordina le sanzioni con altri partner?

Le sanzioni sono più efficaci se è coinvolta un'ampia gamma di partner internazionali. Negli ultimi anni l'UE ha lavorato a stretto contatto con partner che condividono gli stessi principi al fine di coordinare le sanzioni.

L'UE collabora con il Gruppo della Banca mondiale, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e altri partner internazionali per impedire alla Russia di ottenere finanziamenti da tali istituzioni.

Per coordinare questo sforzo internazionale, la task force "Russian Elites, Proxies and Oligarchs" consente all'UE di cooperare con i paesi del G7 — Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti — nonché con l'Australia, al fine di garantire l'applicazione delle sanzioni.

Sebbene l'UE collabori strettamente con molti partner, ciascuno di questi paesi terzi decide unilateralmente quali sanzioni imporre.

Le sanzioni dell'UE rientrano nel diritto internazionale?

Sì. Tutte le sanzioni dell'UE sono pienamente conformi agli obblighi derivanti dal diritto internazionale e rispettano i diritti umani e le libertà fondamentali.

Una volta raggiunto un accordo politico tra gli Stati membri dell'UE, il servizio europeo per l'azione esterna e/o la Commissione europea preparano i necessari atti giuridici, che sono presentati al Consiglio per adozione.

I regolamenti e le decisioni del Consiglio, in quanto atti giuridici di portata generale, sono vincolanti per qualsiasi persona o entità soggetta alla giurisdizione dell'UE, vale a dire qualsiasi persona o entità all'interno dell'UE, qualsiasi cittadino dell'UE in qualsiasi luogo e tutte le società e organizzazioni costituite a norma del diritto di uno Stato membro dell'UE.

Per maggiori informazioni

A collage including a satellite dish, a raised hand surrounded by the stars of the EU flag and a large cargo ship.
Russia's war against Ukraine: EU sanctions

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Collage composto da una mano che impugna un megafono a sinistra, un foglio di giornale strappato al centro e una persona che tiene in mano un foglio di carta con la scritta "diritti umani" a destra.
Abusi dei diritti umani in Russia: sanzioni UE

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Collage comprendente una pila di giornali, un computer e un'urna elettorale trasparente con schede all'interno.
Attività ibride della Russia: sanzioni UE

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Ultima modifica: 23 luglio 2026