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Videoconferenza dei ministri della Giustizia, 2 dicembre 2020
Principali risultati
I ministri hanno discusso degli aspetti della lotta al terrorismo relativi alla giustizia e degli sviluppi riguardanti lo Stato di diritto nel settore della giustizia. Hanno inoltre esaminato gli ultimi sviluppi riguardanti il regolamento sulla cessione dei crediti e l'istituzione della Procura europea.
Lotta al terrorismo
A seguito dei recenti attentati in Francia, Austria e Germania, i ministri hanno discusso degli aspetti della lotta al terrorismo relativi alla giustizia, trattando una serie di questioni.
Per quanto riguarda l'incitamento all'odio online, i ministri hanno discusso delle proprie esperienze a livello nazionale relativamente alla segnalazione di reati generati dall'odio e connessi all'incitamento all'odio, nonché di eventuali ulteriori azioni. In generale hanno concordato sul fatto che gli sforzi compiuti dalle piattaforme online su base volontaria per prevenire con efficacia la diffusione di tali contenuti illegali non sono sufficienti e che sarebbero necessarie norme vincolanti.
La lotta al terrorismo è anche una lotta contro l'odio e lo sprezzo per l'essere umano su internet. Chiunque inciti alla violenza deve essere perseguito in modo più deciso e in una fase più precoce in tutta Europa. Abbiamo bisogno di requisiti chiari validi in tutta Europa sulle modalità con cui le piattaforme online trattano i reati di incitamento all'odio. In caso di violazione di tali requisiti, devono essere previste sanzioni. Gli impegni volontari non sono sufficienti quando si ha a che fare con minacce di morte e propaganda terroristica. È ora che le persone siano davvero protette dalle ondate di odio.
Christine Lambrecht, ministra federale tedesca della Giustizia e della tutela dei consumatori
I ministri hanno valutato inoltre l'opportunità di spingersi oltre la soppressione di contenuti e di prevedere l'obbligo che le piattaforme online segnalino alle autorità competenti i reati generati dall'odio e connessi all'incitamento all'odio di cui vengono a conoscenza. Alcuni ministri hanno inoltre sottolineato il giusto equilibrio, nel rispetto dei principi di necessità e proporzionalità, che ci deve essere tra gli obblighi vincolanti e la libertà di parola.
I ministri hanno fatto il punto sui lavori in corso in materia di cooperazione digitale. La presidenza ha posto l'accento su uno studio della Commissione sulla giustizia penale digitale transfrontaliera, in cui sono indicati vari modi per utilizzare maggiormente la digitalizzazione per la cooperazione giudiziaria nell'UE. I ministri hanno ribadito inoltre l'importanza del pacchetto sulle prove elettroniche, in merito al quale il Consiglio ha adottato la sua posizione negoziale nel dicembre 2018. I negoziati con il Parlamento europeo inizieranno non appena quest'ultimo avrà adottato il suo mandato. Vari Stati membri hanno inoltre dato voce alla necessità di trovare una via da seguire sulla questione della conservazione di dati, che tenga conto delle recenti sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea.
Sostenere le vittime del terrorismo e rafforzarne i diritti è una componente fondamentale della politica antiterrorismo dell'UE. La presidenza ha informato i ministri in merito ai lavori in corso in questo settore, in cui è necessario migliorare ulteriormente il coordinamento nei casi che hanno implicazioni transfrontaliere al fine di agevolare la prestazione di assistenza immediata alle vittime di attentati, ovunque si verifichino.
La presidenza ha presentato anche le conclusioni del Consiglio sulle sfide attuali e le prospettive future in relazione al mandato d'arresto europeo e alle procedure di estradizione, adottate il 1º dicembre 2020.
I ministri hanno analizzato la relazione di Eurojust e della rete sul genocidio sul perseguimento collettivo di combattenti terroristi stranieri per crimini internazionali fondamentali e reati connessi al terrorismo. Nella relazione si conclude che il perseguimento dei reati di terrorismo unitamente ai crimini internazionali fondamentali garantisce la piena responsabilità penale degli autori dei reati, ha come risultato sentenze più severe e assicura alle vittime un più elevato grado di giustizia.
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sugli sviluppi in materia di Stato di diritto nel settore della giustizia a seguito della presentazione, da parte della Commissione, della relazione annuale sullo Stato di diritto 2020 in settembre.
Hanno condiviso le loro opinioni sugli aspetti relativi alla giustizia, gli sviluppi e le migliori pratiche in materia di Stato di diritto, soprattutto per quanto riguarda gli elementi chiave dell'indipendenza della magistratura, dell'efficienza e della lotta alla corruzione. Hanno inoltre espresso ampio sostegno all'istituzione di un forum di discussione per i giudici quale importante strumento per rafforzare il terreno comune in termini di cultura giuridica e per migliorare gli scambi nel settore dello Stato di diritto.
Cessione dei crediti
La presidenza ha informato i ministri in merito allo stato dei lavori sulla proposta di regolamento sulla cessione dei crediti.
Nel corso degli ultimi mesi sono stati compiuti progressi significativi su una serie di elementi, tra cui talune esclusioni dall'ambito di applicazione del regolamento, la definizione di opponibilità ai terzi della cessione dei crediti e il trattamento degli Stati con più sistemi giuridici. Sono tuttavia necessari ulteriori lavori in vari settori, quali la regola generale da applicare, altri aspetti relativi all'ambito di applicazione della proposta e il trattamento della cessione dei crediti garantiti da beni immobili o diritti registrati.
Si prevede che i lavori su questa proposta continuino a livello tecnico durante la presidenza portoghese entrante del Consiglio.
I ministri della giustizia sono stati informati dalla Commissione in merito allo stato dei lavori in relazione all'attuazione del regolamento EPPO. Proseguono i lavori in vari settori con l'obiettivo di istituire e rendere al più presto completamente operativa la Procura europea.
Negli scorsi mesi sono stati compiuti progressi in merito alla nomina dei procuratori europei delegati oltre che, in sede di Consiglio, alle relazioni della Procura europea con paesi terzi e con gli Stati membri che non partecipano alla cooperazione rafforzata. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, la presidenza ha preparato una relazione completa tesa a fornire un'analisi approfondita dei pertinenti strumenti giuridici e orientamenti per le prossime fasi.
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